C’è un filo diretto che lega la Russia all’Italia e che ispira la 43esima edizione del Festival delle Nazioni, in programma a Città di Castello dal 26 agosto al 5 settembre. L’omaggio della manifestazione umbra alla Russia e al suo enorme patrimonio artistico parte da opere musicali imperdibili per chi ama il repertorio classico.
Negli ultimi dieci anni i rapporti tra Russia e Italia si sono intensificati, sul piano politico ed economico, ma non solo. Dal 2007 in tutte le scuole russe è stata introdotta la lingua italiana. E dal 2008 la Scala di Milano e il Bolshoi hanno approfondito la collaborazione. Sono solo alcuni esempi delle numerose iniziative culturali che uniscono i due Paesi e che il festival delle Nazioni vuole arricchire.
“Nel nostro viaggio ideale attraverso l’Europa non potevamo non fermarci nella terra che da sempre guarda all’Italia con grande ammirazione” spiega Giuliano Giubilei, presidente del Festival delle Nazioni. “Gli artisti italiani, non solo musicisti, hanno trovato in Russia sempre accoglienza e ospitalità. E proprio in questa terra lontana, molto spesso, hanno prodotto le loro opere migliori. Così per l’edizione 2010 abbiamo voluto creare un condotto ideale che dalla Russia a Città di Castello portasse la passione, l’energia e l’ecletticità dei compositori russi e riportasse le straordinarie opere, scritte proprio in Russia, da compositori italiani».
“Le scelte artistiche di questa edizione si soffermano su tre grandi filoni” aggiunge Aldo Sisillo, direttore del Festival. “Il rapporto tra l’Italia e la Russia nel diciottesimo secolo, epoca del consolidamento dell’impero creato da Pietro il Grande, in particolare durante lo sviluppo della capitale San Pietroburgo; gli autori dell’Ottocento che assumono nel loro linguaggio le istanze culturali che aspirano alla creazione di una identità nazionale (Musorgskij, Rimskij-Korakov, Borodin e il grande Chajkovskij); il Novecento dei più importanti compositori russi che parteciparono alla rivoluzione del linguaggio musicale europeo come Stravinskij e Šostakovich”.
“Il cartellone di questa edizione è molto ricco e di altissimo livello, nonostante il budget limitato dai tagli ministeriali” continua Giubilei. “Il nostro impegno è quello di consolidare l’immagine del Festival nonostante la crisi. Per questo mi sento di dover ringraziare la Regione Umbria, la Provincia di Perugia e il Comune di Città di Castello e tutti gli sponsor privati che ci sostengono e ci permettono di mantenere sempre uno standard elevato nella scelta degli artisti”.
Apriranno la 43esima edizione del Festival I Solisti di Mosca, diretti dal celebre e acclamato Yuri Bashmet. Eseguiranno musiche di Grieg, Paganini, Bruch e Chajkovskij. Il Borodin Quartet, che ha festeggiato i 65 anni di attività, eseguirà invece il Quartetto per archi n. 2 di Borodin, due quartetti di Chajkovskij e la Romance di Rachmaninov.
Non poteva mancare Mischa Maisky, considerato il migliore violoncellista al mondo, che si esibirà con la figlia Lily. Un grande ritorno a Città di Castello per Stefano Bollani e le sue magiche improvvisazioni. E ancora il pianista Arcadi Volodos, che accompagnerà il pubblico attraverso una raffinata selezione di brani di Skrjabin.
Il complesso cameristico Musica Petropolitana di San Pietroburgo proporrà insieme al soprano Olga Pasichnyk la musica italiana del XVIII secolo diffusa in Russia. Il Quartetto Savinio e Marco Scolastra accompagneranno Sandro Cappelletto in uno spettacolo interamente dedicato a Šostakovich. Chiuderanno la manifestazione l’Orchesta Sinfonica Abruzzese con la suite Pulcinella di Stravinskij e Ivo Pogorelich con il Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in fa minore, op. 21, doveroso omaggio a Chopin nel 200esimo anniversario della nascita.
- Mercoledì 18 Agosto 2010










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