Stare accanto a un killer non è impresa comune, e solo una figura borderline come quella di una prostituta può funzionare. Così Clara, ovvero la nostra sensualissima Violante Placido, ragazza di strada di un paesino abruzzese, incanta il cupo George Clooney, che veste in The American i panni di Jack, un assassino che vuole disperatamente uscire dalla sua professione.
Il loro rapporto nasce da una disillusione che è un tutt’uno con il desiderio di ricominciare a vivere.
Come è piuttosto caratteristico di questa dinamica: al contrario di quelli femminili, i personaggi maschili difficili, in crisi, sono chiusi e non vogliono/riescono a comunicare, almeno non in modo convenzionale; il loro mondo “al limite” non si apre di fronte alla donna pulita e teneramente onesta, ma se ha una possibilità di cedere, lo fa solo con un alter ego femminile altrettanto complesso e oltre i limiti.
Così le prostitute hanno un posto tutto loro nella storia del cinema.
Riscopriamole una per una in questa galleria fotografica…
- Violante Placido, Patricia Arquette, Julia Roberts, Claudia Cardinale, Silvana Mangano, Sophia Loren
- Violante Placido, 2010
- Jennifer Connelly, 2000
- Mira Sorvino, 1995
- Anna Falchi, 1994
- Patricia Arquette, 1993
- Julia Roberts, 1990
- Nastassja Kinski, 1984
- Shirley MacLaine, 1969
- Claudia Cardinale, 1968
- Catherine Deneuve, 1967
- Sophia Loren, 1964
- Anna Magnani, 1962
- Silvana Mangano, 1959
- Giulietta Masina, 1957
Se la prima squillo a venire in mente, con buona probabilità, è la Julia Roberts di Pretty Woman, che compie la proverbiale trasformazione – proprio come una crisalide – da triviale ragazzaccia di strada a irresistibile principessa, tanto il cinema americano quanto quello nostrano è colmo di donne che esercitano il mestiere più antico.
Quasi d’obbligo iniziare da Federico Fellini, che – complice la compagna di vita e d’arte Giulietta Masina – nel ‘57 crea la passeggiatrice dal cuore d’oro de Le notti di Cabiria, poi portata in un musical di successo da Shirley MacLaine in Sweet Charity – Una ragazza che voleva essere amata. Del resto, chi meglio dell’attrice protagonista di uno dei capolavori assoluti sull’amore a pagamento qual è Irma La Dolce poteva interpretare le avventure naïf di una ragazza in realtà più vicina al paradiso che all’inferno?
Da De Sica, la cui Filumena Marturano (Sophia Loren) di Matrimonio all’italiana è la lucciola più nota del cinema italiano, a Buñuel, per cui Catherine Deneuve diventa l’indimenticabile Bella di giorno fino a Silvana Mangano de La grande guerra di Monicelli e Anna Magnani del pasoliniano Mamma Roma, arriviamo agli ultimi vent’anni di cinema, di cui, tra le altre, rimarranno certamente la Sera di Elizabeth Shue nel dramma malinconico di Via da Las Vegas e la tormentata Jennifer Connelly di Requiem for a Dream di Darren Aronofsky.
Per quello che riguarda il lato più solare del cinema poi, come non citare Woody Allen, e due suoi personaggi indimenticabili: la prostituta di colore di Harry a pezzi, probabilmente il film più esplicito del regista newyorchese, e la meglio nota squillo interpretata da Mira Sorvino (che per il ruolo si aggiudicò l’Oscar) nello scoppiettante La dea dell’amore.
Non dimentichiamo che nessun villaggio del vecchio West può realmente dirsi tale se non c’è qualche donnina di malaffare… Prima di diventare la causa della sanguinosa vendetta de Gli spietati, nell’omonimo capolavoro di Clint Eastwood, in ogni western che si rispetti compare un’adescatrice: cos’era sprima di diventare moglie di un McBain la fulgida Claudia Cardinale in C’era una volta il West? E che dire della Julie Christie che gestisce una casa di tolleranza insieme a Warren Beatty ne I compari di Robert Altman?
Sebbene i cinefili preferiranno La maitresse di Barbet Schroeder oppure la Nastassja Kinski di Paris, Texas di Wenders alla Poppea di Anna Falchi in S.P.Q.R. - 2000 e ½ anni fa, tutti converranno sulla sensualità di Anna Galiena di Prosciutto, prosciutto o sulla schiettezza interpretativa di Theresa Russell in Whore (Puttana). Finiamo
citando un’indimenticabile “donna quasi perduta” uscita dalla fantasia di Quentin Tarantino, autore della sceneggiatura di Una vita al massimo di Tony Scott: Alabama Whitman (Patricia Arquette), ovviamente, dolcissima ragazza che trafigge il cuore di Clarence Worley (Christian Slater), ancora impressa nella memoria dello spettatore per quel misto di tenerezza e sensualità che più di vent’anni prima aveva la Jane Fonda di Una squillo per l’ispettore Klute.
- Giovedì 9 Settembre 2010











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Commenti
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Il 9 Settembre 2010 alle 17:04 The American, George Clooney killer in Abruzzo - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:
[...] riferiamo alla sua storia d’amore con Elisabetta Canalis), nelle montagne abruzzesi, e tra le braccia voluttuose di Violante Placido. Se non fosse che il suo passato violento lo minacci ovunque si trovi. Il film uscirà domani nelle [...]
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