

di Annalia Venezia
Ha cambiato stile (meno aggressiva), filosofia di vita («Prima mi preoccupavo di più di quel che dicevano gli altri di me») e segretaria (ora ne ha una che parla cinque lingue, quello che ci vuole per lei che si divide tra progetti lavorativi in Spagna e negli Usa, dove ha comprato appartamenti).
Simona Ventura è già al lavoro da un paio di settimane: fra pochi giorni sarà a Venezia per il cameo nel film di Sofia Coppola, Somewhere, ma il suo pensiero è già alla decima edizione di Quelli che… il calcio, programma della domenica di Raidue.
«Tutti credono che abbia passato l’estate a divertirmi. Invece ho raggiunto i potenziali ospiti per farmi dire sì quando li chiamerò. Noi della Rai non paghiamo nessuno per venire in trasmissione, Quelli che è ormai uno dei pochi programmi interamente prodotti e gestiti dalla Rai»
Sorride seduta dietro la scrivania del suo ufficio, al primo piano di un edificio signorile di piazza Cavour, a Milano, con finestra sul giardino interno, sguardo fisso sul Mac e Blackberry in mano.
Da cosa dipendano questi cambiamenti non lo dice. Forse dal suo ultimo progetto, www.simonaventura.tv, web tv dove si mostra anche in versione casalinga mentre prepara il tiramisù. Forse dal nuovo compagno, Alessandro Martorana, con cui ha passato le vacanze e che la raggiunge a fine intervista dopo un fitto scambio di sms (divertenti, a giudicare dalle espressioni di lei).
Festeggia i 10 anni di «Quelli che il calcio»: non le è venuta voglia di cambiare?
No. Sono orgogliosa di essere una donna Rai, qui sono cresciuta, lavorando con ogni colore politico. La Rai è un’azienda massacrata dalla politica… ma è pur sempre migliore di come la si dipinge.
Mai rimpianto Mediaset?
Lì ho fatto la gavetta, ed è cresciuta in me una profonda anima commerciale. Ricordo Mai dire gol, Zelig, Scherzi a parte, Le iene… Che il primo non andò benissimo, ma la testardaggine di dirigenti come Brugola e Corvini e di un direttore come Gori fece sì che si desse al programma il tempo necessario per esplodere. Comunque penso che se fossi rimasta lì non sarei quella che sono adesso.
Eppure, dopo l’ultima edizione dell’«Isola dei famosi», non sembrava serena.
Non avevo mai ricevuto attacchi da colleghi della stessa rete. E mi ha dato fastidio il modo infimo in cui sono stati fatti.
Monica Setta dice che in Rai è stata messa da parte per averla attaccata. E che in Rai se non si hanno padrini non si lavora. Lei chi ha come padrino?
Io di padrini non ne ho, sono trasversale e mantengo la mia autonomia, sono un patrimonio della Rai e la Rai tutela il suo patrimonio. Setta mi ha attaccato per andare sui giornali. Non solo. Ha attaccato Aldo Busi per attaccare me e non si è resa conto di averlo diffamato.
Chi l’ha delusa di più?
Nessuno. Prima rispondevo alle provocazioni, ero intollerante. Ora non mi faccio toccare. Guardo al futuro, mi piace creare nuove leve. A differenza di molte mie colleghe non ho paura di scoprire talenti.
Stipendi Rai: Antonella Clerici voleva 2 milioni all’anno e si è lamentata perché gliene hanno dati 200 mila di meno.
Chi è in Rai viene messo in croce. Non si calcola l’indotto di quello che un artista porta in termini pubblicitari. Volevano addirittura mettere gli stipendi nelle sigle di coda: una porcata immonda che creerebbe solo la guerra fra conduttori. E i nostri colleghi di Mediaset se la ridono.
Antonella Clerici ha anche detto che il suo Festival di Sanremo è stato quello meno pagato della storia.
Può essere, ma di sicuro io sono stata la conduttrice più controprogrammata della storia. Poi questo lo si dimentica.
Se avesse avuto un buon manager, magari non le sarebbe successo.
Può darsi. Lucio Presta è un grande professionista, a questo punto sono rimasta l’unica a non averlo come agente (ride, ndr).
A proposito di agenti, si è riavvicinata al suo ex manager Lele Mora.
A Lele umanamente sarò sempre legata, è stato il primo a vedere i miei figli. E poi gli devo la mia fortuna. Fu lui a chiamare Carlo Freccero per mandarmi in Rai. Con lui ho guadagnato tanti soldi, veramente tanti. Lele è il manager più capace che conosca, purtroppo si è fatto trascinare dal cuore. Poteva scegliere chi avere in agenzia, avrebbe dovuto arginare le persone di dubbia moralità. Non ce l’ha fatta. Ma non è mai tardi per la meritocrazia.
Un aggettivo per i direttori di rete con cui ha lavorato: Freccero?
Geniale. Non lavora perché politicamente non è in linea col governo.
Antonio Marano?
È passionale, uomo di prodotto, leghista vero. Al nostro primo incontro abbiamo litigato. Mi considerava la pasionaria della sinistra e tutti gli altri che lavoravano con me dei talebani. Io arrivavo dal famoso Natale in cui avevo litigato al telefono con Maurizio Gasparri e tutta la destra mi odiava. Oggi lo stimo e gli voglio molto bene.
Massimo Liofredi?
Ci siamo capiti poco all’inizio. Ora va meglio, ci siamo chiariti.
Fabrizio Del Noce?
Quando arrivò a Raiuno mi chiamò ma Marano lottò per trattenermi a Raidue.
Le piacerebbe la domenica di Raiuno?
Mi piacerebbe avere il budget della domenica di Raiuno.
E fare la signora della domenica?
Per me la signora della domenica è solo Mara Venier. Non ce ne sono altre.
«L’isola dei famosi»: l’anno scorso non è stato un grande anno.
È stato un miracolo aver fatto il 19 per cento di media contro la Champions.
Quest’anno «L’isola» si farà?
Dovrebbe partire a marzo, anche se per il momento non è in palinsesto. Bisognerebbe chiedere ai dirigenti. E poi capire cosa è giusto per il programma e cosa è giusto per tutti. Non sono per spremere il limone finché non è finito.
Come con «X Factor»?
Da lì sono andata via io.
Perché?
Ho preso più fango che altro. Ci sono interessi discografici troppo forti, per questo manca in giuria un personaggio di spettacolo. Giusy Ferreri è fuggita da certi meccanismi ed è stata attaccata. Come è successo a Rossano Rubicondi e Belen.
Belen: oggi non vi salutate più.
Ognuno fa le sue scelte. Quando mi chiamò il suo agente di allora, Franchino Tuzio, per dirmi che le avevano proposto Scherzi a parte, la lasciai andare sebbene avesse un contratto che la legava all’Isola fino a maggio. Non mi aspetto riconoscenza né provo delusione. Non voglio più avere niente a che fare con lei, sta con una persona di cui non voglio parlare, quell’uomo (Fabrizio Corona, ndr) mi ha perseguitata per due anni e mezzo, non posso stare serena. Considerando il male che ha fatto a me, al mio ex marito e ai miei figli, evito di parlarne e anche di vederlo. E mi dispiace se ci va di mezzo Belen. Sa che è stato rinviato a giudizio anche per avermi diffamato? Prima o poi si dovrà presentare in tribunale. Questo lo nascondono un po’ tutti ma è la verità.
È vero che suo marito le ha detto: o me o Annamaria Bernardini de Pace?
Stefano, da bravo toscano, polemizza sempre un po’, ma non è stata Bernardini a farci separare. Lui poi aveva come avvocato Elisabetta Casellati che certo non era tranquilla. In quei momenti bisognerebbe rimanere soli e trovare il modo di comunicare. Bernardini rimane una mia amica.
Prima o poi la vedremo lavorare di nuovo con la Gialappa’s?
Anche domani, ma dovrebbero pagarci tutti talmente tanto che sarà impossibile. In verità il mio sogno è lavorare con Fiorello, magari per una prima serata. Quello per me sarebbe il massimo.
Il consiglio migliore per lavorare in tv chi giel’ha dato?
Bibi Ballandi. Mi dice sempre: «Simona, chi vola basso schiva il sasso».
- Venerdì 10 Settembre 2010









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Il 5 Ottobre 2010 alle 13:32 Victoria Cabello: riparte Victor Victoria con Arisa e Melissa P. - Cultura e societa - Panorama.it ha scritto:
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