

di Annalia Venezia
Simona Ventura l’ha conosciuta a una convention della Fiat, quando nessun manager credeva in lei. Il colpo di fulmine con Aida Yespica l’ha avuto vedendola in foto sulla scrivania dell’amico Vincenzo Novari della H3G. Belen Rodriguez l’ha arruolata quando era una cubista di Riccione. Mentre Costantino il tronista lo ha fermato per le scale del suo palazzo: faceva lo spogliarellista e andava a trovare la fidanzata.
Lo chiamavano «Re Mida», Lele Mora, perché tutto quello che toccava diventava un successo in tv.
Ha iniziato negli anni Ottanta come road manager di Loredana Berté, Patty Pravo e Zucchero. Erano ancora lontane le stagioni della tv di Fatma Ruffini, delle comparse per Forum, di Scherzi a parte, Stranamore e dei tronisti di Maria De Filippi.
Ma anche di Vallettopoli e delle vicende giudiziarie di due anni fa che lo hanno portato nel baratro della depressione. Prostituzione, droga, evasione fiscale le principali imputazioni; oggi è un uomo libero, ha il passaporto italiano e quello svizzero.
La sveglia è alle 7 nell’appartamento di via Nassa a Lugano. Solo un caffè la sua prima colazione, perché entro Natale vuole perdere 15 chili. «Colpa dei tranquillanti, ma ne sto uscendo» ammette.
Una Mercedes nera con interni di pelle chiari e targa svizzera lo accompagna a Milano, in viale Monza, dove l’anticamera del suo ufficio, alle 10, è già affollata come quella di un medico.
Ci sono il ballerino cubano Milton, Aida Yespica, Sara Tommasi, l’ex di Balotelli Barbara Guerra… Gli artisti, come li chiama lui, passano per un saluto, le ragazze sono generose negli abbracci. A settembre riprendono le produzioni tv e tutti vogliono tornare in video.
Alcune telefonate arrivano dagli ex del Grande fratello finiti nel dimenticatoio, che lo pregano di rimetterli in circolazione. «Nel mio ufficio arrivano 500 email al giorno di persone che chiedono un lavoro. Ne prendo in considerazione una decina al mese. Per istinto capisco chi funziona» dice asciutto mentre all’unisono squillano telefono fisso e cellulare.
Intanto fa accomodare il prossimo e chiude un contratto al telefono per un noto conduttore radiofonico: gli rispondono capistruttura, direttori di radio, di network tv, di casting e di contenuti. Nessuno si nega, tutti rispondono alla prima chiamata, anche quelli più inavvicinabili. L’idea che sia un manager finito non sembra realistica.
L’ultima ospite della mattina è un’ungherese, tacchi da cubista e labbra rifatte, che sogna il grande schermo («Ma anche la tv o le passerelle» corregge lei mentre mostra le sue foto in pose non proprio da collegiale).
«Il cinema ha tempi lunghi ma se risponde, risponde bene. In tv il rischio è di bruciarsi subito: dipende da cosa vuoi» emette il verdetto Mora.
Intanto al telefono fissa una serata in discoteca per Yespica, tariffa base 5 mila euro («Se vuoi risparmiare ti do la Mosetti per 4 mila»), e gestisce la partenza di Pamela Anderson che per volare da Los Angeles a Mosca gli costa 38 mila euro. «Ma i russi pagano bene e subito» conclude.
Il ménage dell’ufficio è ogni giorno lo stesso. Sul libro paga Lele Mora ha 20 persone, la figlia Diana gestisce i rapporti con la banca mentre il figlio Mirko segue la logistica.
Alle 13.30 mette a tavola una ventina di persone, fra soubrette, direttori di banca o di giornali; oggi siede anche il presidente del canile di Milano. Rispetto al passato c’è meno lustro, molti preferiscono non farsi vedere qui, ma in sostanza poco è cambiato.
La cameriera passa e offre bontà locali appena arrivate. Il pranzo è sacro. «Vengo da una famiglia numerosa, ho riprodotto la situazione familiare. E, come un buon padre, sono un po’ padre padrone. Se qualcosa non va, metto in punizione» ammette.
Tra gli esiliati ci sono Costantino Vitagliano e Daniele Interrante, i tronisti che ha preso dalla strada, arricchito e fatto diventare celebrità.
«Costantino l’ho portato tre volte ai provini di Uomini e donne, non lo volevano perché era troppo bello. Convinsi Sabina Gregoretti e Maria De Filippi in una riunione. Poi il successo e i soldi gli hanno fatto perdere la semplicità. Dopo 8 anni, piuttosto che impazzire ho preferito chiudere. Ha un animo generoso, ma da quando si è messo con Linda Santaguida non mi ascoltava più, diceva che l’allievo aveva superato il maestro».
Tra le delusioni mette anche Francesco Arca, ex tronista oggi attore.
«Non era nessuno e gli ho fatto guadagnare tanti soldi. Poi la fidanzata (Laura Chiatti, ndr) gli ha proibito di frequentarmi. Certe fidanzate si mettono in competizione con me, pur essendo grandi donne».
E se Fabrizio Corona per lui fa parte del passato, con Simona Ventura invece ha recuperato il rapporto, dopo 4 anni di gelo: «Ha comprato una delle mie ville in Sardegna per 750 mila euro, in pratica un regalo».
S’infiamma solo quando parla di tv. Maria De Filippi oggi preferisce gli anziani ai tronisti muscolosi. «Costantino e Daniele, Arca, i fratelli Angelucci hanno contribuito al successo di Uomini e donne che è diventato un cult. Non voglio dire che il programma faccia meno numeri perché non porto più nessuno io. Ma di certo ho messo lì ragazzi che hanno funzionato, ho l’occhio adatto per quel tipo di televisione» sostiene.
Tra le persone a cui è legato c’è Sabrina Ferilli, che non l’ha mai abbandonato, Alda D’Eusanio, la sorella Nadia e la figlia Diana. E soprattutto il direttore dei programmi Rti, Fatma Ruffini. «L’ho conosciuta nel 1988, con il Gioco dei nove. Di lei dicevano che non portava le gonne perché le uscivano le palle. Era una decisa. Mi è stata vicina nei momenti più bui» ricorda.
L’errore più grande? «L’ho fatto mettendomi in piazza. Stavo meglio quando nessuno conosceva la mia faccia, non c’era l’invidia». E non perdona chi l’ha tradito. «Non riapro le porte. Chi ti tradisce una volta ti tradisce tutta la vita. Preferisco la serenità oggi».
Anche perché a novembre potrebbe ripartire un altro ciclone Vallettopoli. Che non teme. «Ho la pazienza di un frate certosino, il tempo mi darà ragione ».
E gli altri agenti dei vip? «Ho riscoperto Lucio Presta, mi ha teso la mano. Prima non avevamo un buon rapporto. Mi sono sentito tradito invece da Bibi Ballandi perché ha obbligato alcuni miei artisti a firmare con lui dopo il programma con Gabriella Carlucci. Non ho nulla a che spartire con Beppe Caschetto, lui è un politico».
E Franchino Tuzio? E Luca Casadei? «Il primo non so chi sia (dice sarcastico, ndr). L’altro ha sempre venduto cubiste e ha preso i miei scarti. Come dice una mia vecchia amica che di mestiere faceva la prostituta, sul marciapiede c’è posto per tutte».
- Giovedì 16 Settembre 2010









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