

di Massimo Castelli
Belle ma smunte. Eleganti ma fredde. Magari particolari, quello sì, ma non di questo mondo.
Molte delle modelle che fino a qualche tempo fa balzavano agli occhi dalle pagine di pubblicità non lasciavano granché spazio all’immaginazione maschile. Né aiutavano l’autostima delle signore lettrici, forse un po’ avvilite dal confronto.
Finché si è toccato il limite: ragazze sempre più giovani, spesso in odore di anoressia. Poi la tendenza è cambiata.
Mentre in passerella si continuano a vedere top magrissime per esigenze di sfilata, le pubblicità si sono avvicinate ai gusti delle consumatrici. Bellezze più femminili. Più normali, se vogliamo. Con le curve, addirittura.
Dopo anni «à-la-Kate Moss», ci sono nuove testimonial del trend. Come quella ammirabile nella foto qui sopra.
È la russa Irina Shayk, nota come ambasciatrice della linea di lingerie Intimissimi (che l’ha scoperta) e come fidanzata del calciatore Cristiano Ronaldo. Consacrata da un servizio mozzafiato uscito sull’ultimo numero di GQ Usa, Irina rappresenta il ritorno della donna-donna. Solo una delle tendenze del momento.
Le modelle della porta accanto
«Non è più tempo di stranezze, torna la bellezza»: Piero Piazzi, direttore dell’agenzia Women management di Milano, è un’autorità quando si parla di questo genere di tendenze.
Scopritore di talenti e punto di riferimento della moda, con lui si sono affermati nomi come Naomi Campbell, Carla Bruni, Linda Evangelista e Valeria Mazza. Lui ha scommesso su Kate Moss quando altri la giudicavano troppo bassa. Insomma, un guru.
«Oggi si cercano le ragazze con la bocca carnosa, non diafane, meno magre, più vicine alle bellezze della strada».
Nomi in ascesa?
«Le giovanissime dalle labbra ipercarnose come Lindsey Wixson e Daphne Groeneveld, scelte per la campagna di Miu Miu. O Iris Egbers, presa da Calvin Klein in esclusiva. È molto significativo che Miranda Kerr, magra ma molto donna, sia stata scelta da Prada per la campagna autunno-inverno».
Kerr, moglie dell’attore Orlando Bloom, è una top model australiana e angelo di Victoria’s Secret, che è come un marchio di garanzia per femminilità acute. Insieme a lei, sulle ultime passerelle di Prada a Milano, hanno sfilato Alessandra Ambrosio e Doutzen Kroes.
«Doutzen è considerata addirittura rotonda, quindi siamo all’antitesi dell’immagine di Prada. Una vera svolta. Credo che tutto questo rifletta il momento di crisi che viviamo. Si scelgono donne più vere perché sono più rassicuranti, al contrario di chi ha viso scarnificato e mento a punta. Per le donne è più facile identificarsi in una che incontreresti per strada. E per gli uomini è più facile desiderarla».
Lo conferma Isadora Banaudi, che di lavoro fa la casting director, cioè seleziona le modelle che danno un volto ai marchi nelle sfilate, negli editoriali e nelle campagne pubblicitarie.
«Sì, c’è voglia di normalità. Prendiamo le ultime campagne di Penny Black o Tommy Hilfiger: usano modelle che hanno superato casting tremendi, ma sembrano ragazze comuni. La tendenza alla normalità si vede da queste cose e dalla scelta delle cosiddette new face, i nuovi volti della moda. Si cercano ragazze con un‘immagine sana, con la faccia piena, la bocca carnosa. Donne con un aspetto da ragazza della porta accanto, niente di androgino».
Alcuni nomi per certificare la tendenza? Oltre a quelle menzionate da Piazzi («Lindsey Wixson e Daphne Groeneveld sono il trend della stagione»), Banaudi cita Ilva Heitmann e Ashley Smith, che si fa notare in questi giorni nella campagna Sisley scattata da Terry Richardson: sdraiata in un supermercato mentre, divertita, si infila una zucchina in bocca.
Va per la maggiore, Ashley, ed è una che vanta denti (molto) separati e un seno così prosperoso da essersi guadagnata il soprannome «model with boobs» (modella con le poppe: coppa 32D inglese, per chi se ne intende). Gli antipodi della modella appendiabiti. Se non è una svolta questa…
Il reclutamento diffuso
In questo avvicinamento della moda ai comuni mortali non sfuggono i concorsi indetti da sempre più marchi, forti delle tecnologie 2.0 e del potere delle community, per coinvolgere la gente in modo diretto.
Prendiamo la campagna stampa di Yamamay: tre modelle una più bella (e femminile) dell’altra, tra cui Miss Russia 2009 Sofya Rudyeva e la brasiliana Dayane Mello (altresì conosciuta per l’altarino con il calciatore Mario Balotelli), lanciano un concorso per trasformare in top tre ragazze fra quelle che si candidano entro il 30 settembre su www.yamamay-models.com e ai casting organizzati in alcuni punti vendita.
La prima classificata vince un contratto di un anno come modella professionista con l’Elite model Milano, partner dell’iniziativa. «Ci aspettiamo più di 100 mila immagini» prevede Gianluigi Cimmino, amministratore delegato di Inticom. L’idea di partecipare fa gola, e il tam tam dei blog fomenta questa voglia.
Altri esempi sono i concorsi di Brosway per cercare nuovi volti per le sue campagne pubblicitarie (l’«About You Tour» si chiude il 14 settembre a The Beach di Milano), di Naracamicie («I’m Nara», terminato da poco) e di Benetton («It’s my time»), con 20 modelli scelti dopo avere chiamato a raccolta la fashion global community.
In pratica gli aficionados di moda che affollano il web.
Così commenta Beppe Angiolini, presidente della Camera dei buyer della moda:
«La strada insegna molto a chi osserva la moda, e per strada oggi intendo soprattutto i blog e i siti dedicati a questo mondo. Il web è come una passeggiata continua, uno struscio elettronico di chi ama il fashion, che poi si riversa nella realtà».
I blogger si fotografano e mettono online i loro abbinamenti, indicando i marchi indossati e facendo tendenza essi stessi (alla fine qualcuno è invitato in prima fila alle sfilate che contano).
«Il mondo va verso un modo più democratico, mi si passi il termine, di vivere la moda. Una vera evoluzione culturale».
E Isadora Banaudi chiosa:
«Ed è anche più facile aspirare ai famosi 15 minuti di notorietà di cui parlava Andy Warhol».
Parentele famose, nomi importanti
Si sarà notata. Dalle pagine dei giornali svetta una ragazza dagli occhi verdi, sinuosa, perfetta per pubblicizzare la provocante lingerie che indossa. Ma non è una modella qualsiasi: è Alyson le Borges, testimonial d’eccezione della linea Shaping di Intimissimi, nonché nipote di Alain Delon.
Parentele famose, nomi importanti: è un’altra grande tendenza del momento.
Citando alcuni casi, vanno ricordate: Dree Hemingway (pronipote di Ernest) e Sophie Auster (figlia di Paul), impegnate con Mango jeans; Alexandra Richards (figlia di Keith) e Diesel; Zoe Kravitz (figlia di Lenny) testimonial di Vera Wang; Mamie Gummer (figlia di Meryl Streep) in Gerald Darel; Renée Stewart (figlia di Rod) con Pantene; Elettra Rossellini (figlia di Isabella) scelta da Lancôme.
La campagna di Tod’s immortala tra gli altri la pronipote di lord Mountbatten e il rampollo James Johnson della Johnson&Johnson. Mentre quella di Ovs mostra personaggi come Jacaranda Caracciolo e Ginevra Elkann insieme a professionisti qualsiasi, tutti fotografati come se li incontrassi per strada durante una passeggiata.
«Trovo positivo anche questo fenomeno» commenta ancora Beppe Angiolini. «Non sono modelle vestite come manichini ma persone con un aspetto normale, spesso accreditate per il loro stile. Così rendi più reale, quindi più normale nonostante si tratti di grossi nomi, il messaggio».
Più caustico Piazzi: «Tutto questo serve soltanto a ricordarci che viviamo in un mondo fatuo». Ma finalmente con qualche curva.
- Venerdì 17 Settembre 2010









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