

di Antonella Piperno
Dopo un’ora di intervista in cui ha elencato un’impressionante serie di tappe professionali, Arianna Bergamaschi scherza:
«A 34 anni avrei già i contributi per andare in pensione ».
La cantante-attrice-ballerina, infatti, ha cominciato a lavorare a 7 mesi di età e non ha mai smesso. Primo impegno: una pubblicità di omogeneizzati. Ultimo: il ruolo di Belle nel musical La bella e la bestia che, dopo un fastoso esordio a Milano, il 22 ottobre sbarca nella capitale, al Teatro Brancaccio. In mezzo, una serie di ruoli, uno più importante dell’altro.
Ma andiamo per ordine. Bergamaschi, che vive tra la sua Milano, Torino e Detroit, le due città dove lavora il fidanzato, l’amministratore delegato della Lancia Olivier François (uomo molto vicino all’ad Fiat Sergio Marchionne), deve l’esordio nel mondo dello spettacolo a sua madre, la cantante Graziella Calì, che è stata anche l’interprete della versione italiana di Hair. È lei che l’ha cresciuta a pane e musica:
«Ascoltava sempre Barbra Streisand e Frank Sinatra e mi addormentava cantando Over the rainbow».
Dopo gli studi di danza e canto però ha fatto tutto da sé, a partire dalla fatica dei due anni di provini con i quali, sbaragliando 2 mila coetanee, a 15 anni è diventata testimonial della Disney.
«Quei provini me li ricordo ancora adesso con terrore. Prevedevano anche interviste, mi chiedevano: che cosa pensi della violenza negli stadi? E io, che non avevo mai visto una partita di calcio, ero imbarazzatissima».
Nonostante il pallone Arianna ce l’ha fatta, diventando la voce italiana della Sirenetta, di Aladino e, «evidentemente era destino», della Bella e la bestia. Oltre a incidere, sempre per Disney, quattro brani da solista.
Lei però si è sempre sentita «un’attrice che canta», tanto che adesso, per Canale 5, sta girando Non smettere di sognare dove interpreta la vocal coach di nuovi talenti. E dopo un’esperienza a Sanremo 1999 (terza tra i giovani) e vari ruoli in tv, la sua realizzazione l’ha trovata nel musical:
«Devo tutto al regista Gino Landi».
È lui che la scelse per il primo, Un mandarino per Teo, poi sono arrivati Il mago di Oz, Pinocchio, Masaniello e, appunto, La bella e la bestia.
Adesso le manca solo un sogno da realizzare: interpretare Funny girl, emulando Streisand:
«È il mio modello canoro di riferimento, anzi il mio mito, per lei ho fatto pazzie».
Tipo?
«Ho speso 1 milione di lire per il biglietto di un suo concerto a Las Vegas. Il bello è che poi, bloccata dal lavoro, non sono neanche riuscita ad andarci».
- Venerdì 15 Ottobre 2010









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