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Lady Gaga, nella sua prima volta a Torino in attesa delle due date milanesi del 4 e 5 dicembre, ha un pubblico intero davanti a sé con lo sguardo attento della curiosità. La maggior parte dei fan non l’ha mai vista dal vivo e tutto quello che ci si aspetta lo si è visto - più che altro - su Youtube.
Il Palasport Olimpico di Torino, in una fredda serata del 9 novembre 2010, ha accolto con un calore raro l’artista, che poco prima delle nove, già inaugura il suo show.
- Lady Gaga: primo live a Torino - Credits: Mida
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Un countdown a palco coperto e all’improvviso lei, nell’ombra. Dimostra subito di avere una voce caldissima dentro un corpo che fin dalle prime battute si muove sinuoso. Il concerto comincia con il brano “Dance in the dark” e da lì un turbinio di luci, uomini e proiezioni dove anche l’irrilevante è sincronico e funzionale.
Una corista ricorda nel look e forse ironicamente Rihanna al centro di un primo set che rappresenta una città: i colori e l’impronta scenica è decisa, convincente. Al centro c’è una macchina: aperto il suo cofano spunta un pianoforte, che la cantautrice e musicista inizia a suonare in una delle sue note posizioni più scomode.
L’immagine delle scatole cinesi è metafora di uno spettacolo nello spettacolo che si protrae per tutto il concerto.
Una drag queen la accompagna in questo viaggio, presenza scenica irrilevante se non accennasse a lato ogni singolo passo di ogni singola coreografia suonando percussioni idiofone. In tutto questo bailamme da discoteca anni ‘90, Lady Gaga deve ancora mollare gli ormeggi: i suoi movimenti sono troppo precisi, troppo studiati. Sembra un personaggio artefatto di un cartone giapponese.
Ma è con “The fame” che tira fuori la sua rinomata grinta. Siamo solo agli inizi ed è già al secondo cambio d’abito, questa volta nelle vesti di profetessa giapponese che suona una chitarra tenuta in verticale, come una viola ma arricchita da pulsanti per generare suoni elettronici.
Ed è in quel momento che esce allo scoperto la band, che sembra sbucare fuori dal videogioco “Guitar Hero“, con un look estremo e al limite della caricatura.
La città poco illuminata diventa in pochi secondi una seconda scenografia, quella di una vecchia metropolitana. Al suo interno, ancora una sorpresa: Gaga è vestita da suora in salsa horror fasciata in un vestito di materiale plastico trasparente, a seno nudo coperto solo da due croci adesive.
Gli arrangiamenti sono tutti nuovi, scelta fondamentale per brani come “Love Game“, fin troppo usurati dalla radio e dalle tv.
Cantare ed esibirsi non le basta, vuole il coinvolgimento totale del pubblico, che incita urlando spaventosamente. Non è possibile, all’invito, dire di no. Prima di “Boys, Boys, Boys” parla e lo farà per molte volte durante il live: ringrazia educatamente per aver acquistato i biglietti, elogia con parole irripetibili il virile maschio italiano.
Ma torniamo alla musica: abbiamo trovato tanta energia rock in questa seconda parte, uno stadio che balla e l’orgoglio di una donna che non rinuncia alla sensualità nonostante le forme generose nel lato b e sui fianchi, orgoglio del “panettone” quale segno di salute e di femminilità culturale italiana che ritira fuori dal cappello durante la commovente “Speechless“, dedicata ai suoi nonni italiani Giuseppe e Angelina.
Lady Gaga ci ama, e lo ripete forse un po’ ruffiana e fino allo sfinimento, anche quando continuando la parte acustica del live con il brano “You and I“, continua a inserire nel testo la parola Torino suonando piegata a 90 gradi con i piedi (e relative zeppe) sulla seduta.
Prima di “So happy I could die“, il cerchio di luci che sovrasta il palco diventa un camerino dove la Germanotta (questo è il suo vero cognome) si traveste da sposa high-tech con un abito robot che si muove e cambia forma.
La stessa ragazza, rinomata cultrice del genere pop, propone invece tutto quello che fa grande un rock show a portata del suo pubblico. Mette un tacco fetish tra le corde di una chitarra, accenna a del sesso orale, dopo un minuto arriva a vestirsi da fungo fatto della stessa materia di una parrucca.
Fantasia estrema, disconnessioni logiche. Musica e arte visiva si fondono in un concerto che esibisce e crea la moda senza assecondarla. Ammiccando con qualche ovvietà.
Come nella terza (e ultima) parte del concerto prima dei saluti, dove lo stage diventa una foresta in stile “Twilight” e lei una vittima dei vampiri sulle note di “Monster“. Ritorna come in un rito satanico il sangue (finto) sul palco, che porterà addosso fiera senza toglierlo fino alla fine di tutto il concerto.
Lady Gaga è cura estrema del particolare ma anche sporcizia e crudezza anti-estetica di chi subisce il peso e le conseguenze del suo lavoro e non risultando solo una bambola a servizio di una giostra.
Esattamente come nel momento in cui si è esibita con il solo accompagnamento del pianoforte, meno ha sovrastrutture sceniche e più è sciolta e sicura nel canto: in “Theeth“ spinge l’acceleratore e accompagna il pubblico alla pienezza del coinvolgimento con la hit “Alejandro“, momento nel quale si fa toccare dal suo pubblico senza paura (e senza guardie in stretto agguato).
La sensazione è che questa ragazza abbia dentro un motore vocale talmente potente che ogni bardatura diventa ai fatti solo una graziosa catena per controllare il suo talento.
Chiude con due delle sue più canzoni più amate - “Paparazzi” e “Alejandro” - e ha pure la forza di rientrare sul palco con ancora un asso nella manica: un travestimento da cavaliere fantasy d’argento per il grande finale, “Bad Romance“.
Una smorfia, una mano mostruosa in cenno di saluto e abbandona il palco come una bambina assassina che è ancora pronta ad uccidere. Non prima di un gentile inchino al pubblico astante, rimasto (ormai da parecchi minuti) a bocca aperta.
Energia, virtuosismo, talento oltre misura, voce un po’ caricata dai sintetizzatori ma assolutamente autentica. Manca l’emozione dell’ingenuità, visti i suoi soli 24 anni. Ma qui stiamo parlando di una fuoriclasse assoluta che non mostra il fianco - nemmeno per un istante - ai suoi potenziali critici. Tutti a scuola da Lady Gaga.
- Lady Gaga: primo live a Torino - Credits: Mida
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- Mercoledì 10 Novembre 2010












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