Come artista cerco di fare cose in cui la gente può credere, con le quali possa relazionarsi, che possa sperimentare. Occorre dunque esporle nel miglior modo possibile.
Damien Hirst
8.601 diamanti al massimo grado di purezza, o con pochissime imperfezioni. Incastonati sul calco in platino di un teschio umano in scala reale per un totale di 1.106,18 carati. A completare l’opera, un diamante rosa a forma di goccia installato sulla fronte e denti di proprietà di un vero teschio settecentesco.
Questa è “For the Love of God“, l’ultima opera di Damien Hirst venduta dall’artista inglese per 75 milioni di Euro, in mostra per la prima volta in Italia a Palazzo Vecchio, a Firenze, fino al 1 maggio 2011.
- “For the Love of God” il teschio realizzato da Damien Hirst
- “For the Love of God” il teschio realizzato da Damien Hirst
- Damien Hirst all’inaugurazione a Firenze
- “The Kingdome”
- L’opera “In this terrible moment we are victims clinging helplessly to an environment that refuses to acknowledge the soul”
- L’artista in posa davanti allo squalo tigre immerso in formaldeide
- L’opera “Hymm”
- “Spot Mini”
- “False Idol”
- ”For the Love of God” a Palazzo Vecchio fino al 1 maggio 2011
Damien Hirst è l’artista più ricco al mondo, grazie al suo talento (anche come uomo-marketing) e a quello delle persone che lo circondano; quelli che chiama “i miei operai“, che lo aiutano a realizzare concretamente i progetti nei tre diversi laboratori sparsi per l’Inghilterra.
Negli anni novanta, poco più che trentenne, scala i vertici dell’arte contemporanea mondiale, grazie all’amicizia con il gallerista Larry Gagosian che promuove le sue opere, sostenendo il controverso stile dell’artista.
L’ossessione di Hirst per la morte è nota fin dai tempi dell’opera-manifesto “L’ Impossibilità della Morte nella Mente di Qualcuno Vivo“: uno squalo tigre di quattro metri immerso in una vasca di formaldeide, venduto nel 2004 per nove milioni di euro, che lo ha improvvisamente catapultato alla prima posizione degli artisti più famosi, più ricchi (e più cari).
“For the Love of God” è stato esposto solo due volte prima dell’evento fiorentino. Palazzo Vecchio è la storica sede del governo di Firenze e i sontuosi ambienti progettati dal Vasari ospitarono la corte del duca Cosimo I de’ Medici. Il pubblico potrà ammirare l’opera esposta nella Camera del duca Cosimo, passando attraverso lo Studiolo di Francesco I dè Medici, solitamente aperto solo su prenotazione, in un confronto mai mostrato prima d’ora tra l’opera di Damien Hirst e la wunderkammer di Palazzo Vecchio.
- Lunedì 27 Dicembre 2010











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