
Top ten dei film del 2010
Dal 2010 che si sta per chiudere porto dietro come regali del cinema arrivato nelle sale italiane queste dieci perle, che mi hanno fatto emozionare, piangere, ridere, palpitare di tensione o rabbia nella poltroncina. Snocciolandole mi rendo conto che si tratta soprattutto di film europei e sudamericani…
1) In un mondo migliore. Sarà perché ce l’ho ancora fresco negli occhi e nel cuore, sarà perché tratta della dualità tra bene e male in una maniera così vicina e contemporanea, sarà semplicemente perché è un film davvero bello e quello che più mi ha colpito nel 2010, ma l’ultimo lavoro di Susanne Bier è senza dubbio il primo della mia personale top ten. Senza 3D o effetti speciali e mirabolanti ma con verità e coraggio civile, la regista danese indaga la vita di tutti i giorni con una potenza che sa anche far male. La distribuzione in Italia è affidata alla piccola e raffinata Teodora Film: la speranza è che riesca a toccare quanti più cinema scelti e città, e che quanti più spettatori abbiano la possibilità di vederlo.
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2) Agora. Ha ricevuto tantissime critiche e di ogni tipo: “Riesce a mescolare filosofia, storia, isteria e un triangolo amoroso e ad essere eppure noioso“; presenta la Chiesa come “una congrega oscurantista e misogina”. Ma del lavoro bistrattato dello spagnolo Alejandro Amenábar non si può trascurare il coraggio né la grande forza evocatrice nel ricostruire una Alessandria d’Egitto del IV secolo con fascino intenso. Lo potrei definire con tanti aggettivi ma senz’altro non noioso. È anzi coraggioso, emozionante, provocatorio, potente… E ha il merito di ridare voce e storia ad Ipazia, filosofa illuminata: è un film che ogni donna dovrebbe vedere. Con una superba Rachel Weisz.
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3) Il Concerto. Già classificato come primo della mia top ten francese dell’anno, il film del rumeno Radu Mihăileanu non può non entrare anche sul podio delle migliori produzioni arrivate in Italia nel 2010. Divertente ma basato su tragici fatti storici (l’antisemitismo in Russia ai tempi di Brežnev), strampalato ma profondo, l’esecuzione finale del Concerto di Čajkovskij è una vera esplosione emozionale capace di spezzare ogni minimo dubbio.
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4) L’uomo nell’ombra. Noir politico elegante dallo stile hitchcockiano, mi ha sedotto nel suo raffinato fascino nero e nella grande cura registica. Roman Polanski dirige perfettamente abili attori, l’impeccabile Pierce Brosnan, il brillante Ewan McGregor, la stupenda Olivia Williams. E non manca ogni tanto un po’ di british humour.
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5) Inception. Esci fuori dalla visione frastornata, riavvolgendo ogni tanto tra te e te sequenze del film, ripensando, riponderando. Ed è proprio questo il bello, essere completamente risucchiati da un mondo nuovo ma famigliare, così complicato ma affascinante. E pur disorientati dalle iperbole grandiosi della sua mente, Christopher Nolan ti dà tutti gli strumenti per capire e oltre alla fascinazione cogliere anche il senso. Non per niente Inception è primo nella mia personale top ten delle produzioni americane.
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6) L’uomo che verrà. Migliore film italiano dell’anno nella mia top ten tricolore, forte e crudo come un pugno nello stomaco e come le atrocità della strage di Marzabotto negli occhi di una ragazzina di otto anni. Giorgio Diritti lascia senza parole e senza più lacrime, con una schiettezza e dignità di narrazione senza retorica.
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7) Oceani 3D. 82 minuti di fondali oceanici da incantare il cuore, girati interamente in Digital 3D alla regia di Jean-Jacques e François Mantello, produzione britannica. Le meraviglie purtroppo fragili sott’acqua incantano piccoli e grandi, tra branchi di sardine che simulano con la loro mole collettiva un pesce più grande, ballerine spagnole che mostrano quanto un mollusco possa essere di bellezza disarmante, squali balena così imponenti e così in pericolo. E se si vede il film in Dvd (o possibilmente in Blu-ray, dove il 3D è anche migliore che al cinema) si può evitare il doppiaggio fastidioso di Aldo, Giovanni e Giacomo e godere della voce soave di Claudia Catani di Medium.
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8) Departures. Finalmente arrivato in Italia l’Oscar 2009 al miglior film in lingua straniera, il lungometraggio del giapponese Yōjirō Takita ci porta in un mondo lontano, dove la morte è una partenza da accompagnare con delicatezza e cura. Tra lieve umorismo e tanta solennità dignitosa, si scioglie la qualificazione macabra solitamente legata alla professione del becchino e la preparazione del cadavere all’aldilà diventa una cerimonia rispettosa e silenziosa. A volte la regia è ridondante su alcuni particolari (tipo il richiamo ai sassi lasciati dal padre del protagonista), ma glielo si lascia passare.
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9) Il segreto dei suoi occhi. Cosa può celare uno sguardo? Un amore non detto? Un omicidio brutale? Una giustizia privata dolorosa? Sul filo della memoria l’argentino Juan José Campanella ci regala un noir insolito e ricco di sfumature - premio Oscar 2010 al miglior film in lingua straniera - che è anche una storia d’amore ed indiretto racconto di un particolare momento storico, la dittatura militare argentina tra la fine degli anni ‘70 e l’inizio degli ‘80.
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10) Affetti & dispetti (La nana). A volte l’amore diventa ossessione. E a volte da un’idea piccola ma originale nasce un bel film. Ecco l’ennesimo buon prodotto del cinema sudamericano, grazie al giovane Sebastián Silva. Il set è poco più di una cucina, l’input è il carattere spigoloso di una tata che vuole morbosamente esser l’unica governante della casa, ed ecco che dal cilindro cileno sbuca una pellicola adorabile! Da applausi l’attrice protagonista, Catalina Saavedra.
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- Giovedì 30 Dicembre 2010










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