
Roberto Casalino e Federica Camba - Credits: Warner Music
Fan di Alessandra Amoroso, Marco Carta ed Emma Marrone? Parte (una buona parte) delle vostre sane emozioni provate nella musica che ascoltate ogni giorno la dovete a loro.
A quegli autori di successo come Roberto Casalino e Federica Camba che scrivono (anche, ma non solo: ricordiamolo) per artisti nati nei talent show e che oggi più che mai meritano attenzione.È importante riconoscere sempre il valore di chi scrive un brano al di là degli interpreti che portano i singoli al successo, ma è ancora più doveroso impegnarsi in questo senso se quei nomi, prima di essere penne preziose di artisti di grande commerciale, sono ottimi cantautori.
Parliamo di artisti che seguono la strada lunga, quella che si costruisce negli anni e alla ricerca di conferme solide senza lo snobismo di chi rifiuta di mettere la propria firma e professionalità su un nome di successo (o che ha le imminenti potenzialità per diventarlo).
Abbiamo deciso oggi, con un’intervista doppia, di approfondire la loro conoscenza.
“Il mio lavoro è oggi quello che farei comunque ogni giorno: scrivo e registro pezzi nuovi. Alcuni rimangono per me, altri vengono proposti dagli editori.
Non riesco a scrivere su commissione, tendo a lavorare sui pezzi che ho già scritto e li lascio maturare, decantare. Non ho fretta di chiudere un brano e aspetto la loro corretta gestazione”.
È così che Roberto Casalino, 31enne nato ad Avellino e cresciuto in Germania, ci racconta una storia professionale dove il nome di Tiziano Ferro e di Giusy Ferreri hanno avuto un ruolo determinante, anche se oggi ha scritto pezzi noti anche per Emma Marrone, Alessandra Amoroso e tra gli altri anche per la più accreditata cantante di Amici 2011 Annalisa Scarrone:
“Ho cominciato a scrivere all’età di 11 anni in Germania, dove vivevo con la mia famiglia per il lavoro di mio padre. Sono entrato in una compagnia di spettacolo in cui mi sono avvicinato alla recitazione e alla musica. Facevo fin da piccolo esibizioni, ma è facile immaginare con quale maturità potesse scrivere un ragazzino come me a quell’età.
Il percorso ha avuto poi l’iter classico: locali nella tua e in altre città, tra esibizioni da cover band con la fatica nel proporre brani miei nei live”.
Quando è arrivata la svolta?
“Quando sono stato selezionato come corista nel primo tour di Tiziano Ferro. Nel 2003 ho trovato il mio produttore e nel 2008 è nata la prima canzone per Giusy Ferreri.
Fino a quel momento avevo scritto qualcosa per Syria ma nulla che avesse avuto la sua stessa forza propulsiva.
“Non ti scordar mai di me” arriva a X-Factor perché 10 giorni prima della finale non volevano farle cantare un suo brano perché considerato ancora non adatto a quel tipo di esordio, così un po’ io un po’ Tiziano Ferro - che sapevo apprezzare Giusy - abbiamo dato alla luce l’arrangiamento di questo inedito.
Di corsa abbiamo registrato il provino ed è andata. Lei era la giusta interprete per quella canzone, arrivata nel momento più opportuno.
Dopo ho avuto un sacco di proposte più o meno interessanti, ma ho preferito tenermi indietro e non inflazionarmi. Mi sono messo in disparte per non cavalcare male l’onda. Dopo tanto tempo ho ottenuto una briciola e ho cercato di tutelarla”.
Dall’altra parte invece c’è Federica Camba, che nasce nel 2000 come autrice collaborando con Laura Pausini e che oggi ha collaborato con artisti di successo come Gianni Morandi, Umberto Tozzi, Anna Tatangelo ma anche nomi da talent quali la Amoroso, Marco Carta, Valerio Scanu:
“Nasco autrice fin da bambina, una ragazzina strana che quando veniva portata al mare invece di giocare con le amiche descriveva in forma scritta il mondo che la circondava.
Continuare per me è stata una necessità e se ora non lo facessi starei solo male.
A 20 anni, io e Laura Pausini avevamo lo stesso produttore: le sono arrivati dei provini e mi è stato chiesto se poteva cantare una mia canzone. Era un sogno per me, nel 2000 lei era già un’artista di fama internazionale.
Con “Amici” è successo che Maria De Filippi ha sentito delle mie canzoni, le sono piaciute ed è stato poi deciso di selezionare per la Amoroso “Immobile“. Tutto questo per me fa parte dello stesso calderone.
Con il tempo mi sono accorta che scrivevo tantissimo e non per forza tutto quello che realizzavo mi rappresentava al cento per cento. Così oggi sono ben lieta di donare i miei brani”.
Collochiamo in maniera più precisa la rispettiva situazione contrattuale:
Casalino - “Con la Universal collaboro da aprile, ma abbiamo finalizzato un contratto a dicembre 2010. Lavoro a stretto contatto con il mio team in un atmosfera bella, dove ci sono persone che mi stimano e che criticano quello che faccio in modo costruttivo.
Ho firmato un contratto di esclusiva nel quale riconosco alla casa discografica i diritti delle mie canzoni, in cambio ho modo di posizionare i brani anche fuori dalla tua etichetta o comunque di far sentire con maggiore facilità i pezzi a quello o a quell’altra artista… o di collaborare su testi scritti a 4 mani”.
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Camba - “La situazione del mercato discografico è molto veloce, vendere una persona che è stata un anno in televisione facilita di molto le cose. Chi invece sta a casa sua a fare la sua canzone e il suo percorso “alla vecchia” ha un bel po’ di difficoltà perché le case discografiche hanno sempre meno soldi.
Oggi sono in esclusiva per la Warner, faccio ormai dagli esordi coppia artistica con il mio produttore Daniele Coro. Con l’etichetta c’è un vincolo che però non chiude a possibili collaborazioni esterne.
È un periodo di magra e c’è molto la tendenza alla coalizione tra major. Nel 2010 ho pubblicato come autrice qualcosa come 60 canzoni. Ci son autori che fanno lo stesso numero di pezzi in dieci anni”.
Inutile nascondere che nell’affollato partito dei “no talent”, c’è chi considera (probabilmente a torto) la vostra musica banale, per usare un eufemismo…
Casalino - “Sì, c’è sempre un pregiudizio da parte di chi esce dai talent. Giusy Ferreri ha sbloccato una situazione perché in Italia non c’era mai stata alcuna attenzione verso certi prodotti da parte delle radio.
Anche “Amici” ha oggi la giusta esposizione con il successo che hanno avuto Marco Carta o Alessandra Amoroso. Il fatto certo è quelle stesse parole che posso aver scritto per una ragazza di vent’anni di Amici potrebbero potenzialmente essere cantate anche da un grande artista di fama internazionale.
Non per questo il mio testo deve essere considerato più banale in un caso o migliore nell’altro. Io non faccio alcuna differenza: può succedere che quando un ragazzo giovanissimo e magari inesperto canti un mio brano possa fargli perdere quella magia, ma penso non esistano brani di serie B.
Quando scrivo parto da un ragionamento basato su quanta carne voglio mettere al fuoco: se metterne tanta e rendere tutto più complesso, o metterne poca perché sia più comprensibile.
Fugati i dubbi sui testi, penso che il pregiudizio verso certi artisti nasca anche perché chi canta quella canzone è la stessa persona che ha passato i sei mesi precedenti a litigare e a piangere. Ma purtroppo questo fa parte del gioco”.
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Camba - “Chi sta così tanto tempo davanti alle telecamere e si esibisce di fronte ad un pubblico così numeroso in qualche modo è già pronto, specie se ci sono poi degli autori (anche molto rinomati) che realizzano per loro dei brani.
Sulle mie canzoni non ho mai sentito snobismo o pregiudizio, ma è vero che i talent vengono visti dal pubblico come degli scatoloni già pronti. Dove c’è il pop partono tutti prevenuti e c’è da dire che a volte hanno anche ragione, ma in altri casi si sbagliano.
Basti pensare che da quando i singoli nati per questi programmi tv sono orientati molto di più alla vendita sul mercato e non confinati alla trasmissione e basta, c’è un criterio di selezione molto più affilato. È anche vero che i ragazzi a volte non hanno così tanta esperienza e la loro interpretazione potrebbe non valorizzare il brano”.
Non vi sentite mai a metà tra la strada “facile” (degli artisti per i quali scrivete) e quella più difficile a livello personale?
Casalino - “Per chi non fa i talent, lo credo con fermezza, ci sono poche possibilità. Non ci sono più gli artisti emergenti che fanno successo con il percorso canonico, dove magari gira il tuo video su Mtv ma vieni dal nulla.
Una volta c’era il tuo talent scout e una situazione nella quale sono emersi nomi come Tiziano Ferro o Luca Dirisio. L’ultimo esempio noto in questo modo è Nina Zilli, una che viene da un background musicale importante e che oggi sta crescendo.
Io vedo difficile la mia situazione perché non mi ci troverei mai dentro un talent. Vengo da un mondo diverso, quello delle persone che provano con la band in cantina. A 18 anni però puoi tentare la strada della tv, perché non hai nulla da perdere.
Quest’anno ho rinunciato alla selezioni per Sanremo: se fossi arrivato nei semifinalisti avrei dovuto mettere la mia canzone nelle mani di un televoto, non è una cosa che mi interessa.
Negli anni ho ricevuto tante porta in faccia, non ho mai mollato e nonostante abbia dovuto combattere con le critiche che facevo a me stesso, oggi vedo miei brani che fino a cinque anni erano perfettamente ignorati valutati con più attenzione: fa piacere ma anche rabbia.
Ecco il problema di fondo: se prima esci come autore vieni bollato e se poi ti presenti da cantante vieni visto come uno vuole mettersi in prima fila. Eppure all’estero ci sono figure come Lady Gaga o il cantante degli One Republic che nascono come autori.
Il pubblico italiano ha bisogno sempre di darti una posizione. Nonostante tutto quello che è successo in passato, oggi quello che faccio per me è bello, vivo della mia passione, cosa che fino a qualche anno fa non potevo fare. La mia carriera di cantautore continua comunque, ma a piccoli passi”.
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Camba - “All’estero essere autori è un punto a favore. Madonna, per quanto la sua voce sia quello che è, scrive brani così come lo fa anche Lady Gaga. In Italia invece il cantautore è visto come uno con la chitarra che scrive cose noiose, poi invece ci sono casi rari come quello di Tiziano Ferro dove si fa del pop bello, nuovo.
Io non mi sento in un limbo a metà tra il successo dei brani che scrivo e la carriera personale, anzi. Sento le coccole della gente che oggi mi ascolta conoscendo già il mio modo di scrivere e di raccontare.
Il mio percorso è sicuramente meno veloce di questi ragazzi, ma è un percorso che punta a durare nel tempo.
Nel 2011 usciranno due brani miei per due grandi nomi italiani e pubblicherò un mio nuovo disco di inediti. Ho collaborato da poco con Luca Napolitano con un brano scritto da me, c’è il tour attuale (dal 14 gennaio a Milano) che prepara poi ai concerti estivi della vera e propria tournée.
La mia musica è un po’ come la strada che ho scelto: non voglio arrangiamenti eclatanti, produco musica meno popolare ma che credo possa colpire corde più profonde. Il mio percorso è in crescendo, ma alla velocità che è più adatta a me”.
- Giovedì 13 Gennaio 2011









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