
Skins UK vs. Skins US: il diavolo e l'acqua santa - Credits: E4 - MTV
Si può parlare di delusione, nel caso dello sbarco di Skins negli Stati Uniti?
Se ci limitassimo ai rating, per valutare questo remake in salsa yankee della controversa serie britannica, non ci sarebbe quasi nulla da eccepire: il suo esordio su MTV USA ha visto infatti più di 3 milioni di telespettatori disposti a seguire le avventure degli scapestrati adolescenti americani.
Eppure, per chi già conosceva la serie britannica d’origine, è difficile guardare alla produzione statunitense senza provare un discreto disappunto.
Perché nonostante la prima puntata segua quasi pedissequamente la sceneggiatura e finanche le inquadrature dell’originale del Regno Unito, i cambiamenti ci sono. E finiscono tutti per annacquare l’atmosfera e rendere tutto tristemente patinato.
Se la serie dell’inglese E4 era prorompente nella sua rappresentazione degli adolescenti britannici, sia nel linguaggio che nelle immagini, nella trasposizione americana perde tutti i riferimenti esplicitamente visivi al sesso, quasi come se ci fosse un certo timore puritano - tipicamente USA - a far vedere troppo.
È una scelta sistematica, evidente fin dai primi minuti: se l’inglese Sid si masturba sotto le coperte in maniera evidente durante la lunga sequenza telefonica “corale” iniziale, il suo corrispettivo americano - inspiegabilmente rinominato Stanley - si limita a essere circondato da riviste porno, in un desolante vorrei ma non posso. Allo stesso modo, scompare nella versione USA anche il petting spinto fra il droghe-dipendente Chris e una sua coetanea.
Di sessuale restano solo degli accenni, come il dirty dancing fra il protagonista Tony e la sua ragazza Michelle (presente per altro già nell’originale UK) o quella mano femminile poggiata sul seno della cheerleader lesbica Tea.
Proprio quest’ultimo personaggio sembra raccontare più di altre cose il taglio che MTV sembra aver voluto dare alla serie, andando a sostituire il gay inglese Maxxie (assente dalla serie, almeno per ora). Perché una donna omosessuale è più facilmente digeribile di un adolescente appassionato di danza e apertamente gay, fa meno paura e stuzzica le fantasie pruriginose dei ragazzini americani. Con buona pace della voglia di scandalizzare.
Ma sono tutti i personaggi a risultare più piatti e banali: a partire dalla disturbata Cassie (diventata inspiegabilmente Cadie), che perde tutti gli accenni ai disordini alimentari e all’anoressia, per finire con il già citato protagonista Tony, che più che un macchiavellico bad boy - come in originale - dà l’idea più che altro di un personaggio alla American Pie. Perdendo tutto il suo fascino.
Come si svilupperà la storia nelle prossime puntate è ancora presto per dirlo. E pare che le differenze si faranno via via più significative con il proseguire della serie. Ma se queste sono le premesse, vi dò un consiglio: recuperate la serie originale, e lasciate perdere questa brutta copia.
- Giovedì 20 Gennaio 2011









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