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Sanremo 2011: ecco la scenografia del Festival - Credits: ANSA / RAI (U.S.)
Mancano pochi giorni all’esordio della 61esima edizione del Festival di Sanremo, su Raiuno dal 15 al 19 febbraio. Ed è il momento di fare un po’ di conti in tasca alla kermesse e svelarne il lato nascosto: i prezzi di spot e telepromozioni che si abbatteranno sui nostri teleschermi nelle cinque serate televisive.
Le prime sorprese del festival milionario cominciano dagli sponsor. La kermesse, che celebra con una serata speciale i 150 anni dell’Unità d’Italia, ha due sponsor stranieri: la tedesca Volkswagen e l’americana Procter & Gamble, che si affiancano a Eni e Beghelli.
Ognuna di queste aziende ha acquistato cinque telepromozioni, il cui costo per la messa in onda di 120″ nella fascia che va dalle 21 alle 22, è di un milione di euro. La cifra scende a 568 mila euro dopo le 24.
I prezzi sono più “abbordabili” (si fa per dire) per i break pubblicitari tradizionali, che hanno differenti valutazioni economiche a seconda delle serate e delle collocazioni orarie. Per esempio: un break di 30″ nella prima ora di trasmissione oscilla dai 175 mila euro del martedì ai 185 mila del sabato. Dopo le 24,30 la quotazione cala anche a 30 mila euro.
Quel che costa maggiormente sono le cosiddette “farfalle”, ovvero dei minispot della durata di 7 o dieci secondi, posizionati in testa alle interruzioni pubblicitarie. Una farfalla on air per dieci secondi raggiunge la cifra di 300 mila euro. La quotazione elevata viene così giustificata: in quei secondi la gente non ha ancora cambiato canale se ha deciso di non vedere la pubblicità successiva.
Oltre a tale mole di interruzioni, sono previsti ancora cinque break pubblicitari a serata di altri inserzionisti.
Insomma: una marea di spot sta per abbattersi sui nostri teleschermi. E non sempre la qualità sarà all’altezza dell’evento.
Ne è convinto Cesare Casiraghi, fondatore e direttore creativo dell’Agenzia pubblicitaria milanese Casiraghi & Greco. Che dice:
Sanremo dovrebbe essere considerato in Italia come il Super Bowl negli Usa, evento per il quale le inserzioni pubblicitarie sono realizzate ad hoc e sono seguitissme dal pubblico, perché intelligenti e divertenti. Purtoppo tutto ciò non accade da noi. Ed è un’occasione perduta per il nostro festival, il maggior evento italiano televisivo escluso il calcio.
Gli inserzionisti, insomma, considerano il festival solo come una grande vetrina per i loro prodotti. Bisognerebbe, invece, creare per Sanremo l’evento pubblicitario nell’evento spettacolo, anche riducendo il numero di spot che, attualmente, sono troppo lunghi e troppo numerosi.
Con queste premesse non c’è da meravigliarsi se le serate televisive sanremesi finiranno a notte fonda. Con buona pace di chi la mattina deve andare a lavorare presto…
- Giovedì 10 Febbraio 2011

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