
Roberto Vecchioni, vincitore del 61° Festival di Sanremo, abbraccia Gianni Morandi - Credits: ANSA/CLAUDIO ONORATI
Persino Emma arriva in sala stampa canticchiando il brano vincitore del Festival di Sanremo, “Chiamami ancora amore” di Roberto Vecchioni, mentre la voce del professore che si definisce “poetastro” ancora passa dai monitor per la diretta di Raiuno.
Quando arriva lui invece, il professore, la sala stampa rimbomba di applausi, in molti si alzano e gli arriva anche una rosa.
Si chiude con una bella soddisfazione per tutti il sessantunesimo Festival della Canzone Italiana: non era solo la canzone che più piaceva alla critica (gli è arrivato anche il premio “Mia Martini”), ma è quello che piaceva al mondo della musica – che riconosce nell’artista un maestro – ed evidentemente anche al pubblico televotante, quello che ci si aspetta sempre faccia la scelta che va contro la cultura.
Lui, Roberto Vecchioni, commenta così:
“Credo che si perpetui un errore da anni: quello di dividere canzonette e canzoni d’autore. Quando una canzone è bella, è scritta bene e arriva alla gente, non ha bisogno di etichette. Ho tentato di fare una cosa che molti mi hanno insegnato, a partire da Modugno: mettere insieme una testualità un pochino più alta con una melodia tipicamente italiana. Non possiamo prendere in giro quando c’è un ritornello tirato: è la nostra tradizione”.
E delle notti di cui parla il suo brano spiega:
“Sono due le notti con cui dobbiamo combattere: una notte orribile civicamente e una esistenziale. Bisogna mettersi d’accordo con una fede o una speranza, sennò non andiamo da nessuna parte”
Contenti del loro risultato anche i Modà:
“Questo è il risultato migliore che potevamo ottenere, se penso poi che siamo arrivati dopo un grande maestro. La nostra posizione, il nostro festival è andato perfettamente”.
Idem per Emma:
“Dopo Vecchioni vorrei arrivare seconda tutta la vita. Ha portato il testo più attuale ed ha presentato paradossalmente il modo più alternativo di cantare tra i partecipanti”.
Davanti a tutti anche Al Bano (terzo classificato) che ha presentato la sua “Amanda è libera”, che è contento del suo momento:
“Adesso sono in Grecia, ho venduto 230mila copie. Mamma Provvidenza non si è ancora scordata di me, né io di lei”.
- Domenica 20 Febbraio 2011

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Il 20 Febbraio 2011 alle 10:22 “Chiamami ancora amore”, Roberto Vecchioni: il poetastro vince (e unisce) il Festival | Notizie Più ha scritto:
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