
Nathalie, Vivo sospesa: la recensione dell'album di Nathalie Giannitrapani
Nathalie Giannitrapani a Sanremo 2011 è arrivata al settimo posto, prima donna (esclusa Emma Marrone, supportata dai Modà) in un Festival “al maschile”, dove le eliminate eccellenti sono state due grandi voci femminili come Anna Oxa e Patty Pravo.
Un grande risultato, il suo, che va a collocare il brano “Vivo sospesa” quale una delle migliori proposte della kermesse canora di quest’anno.
L’album omonimo è oggi tra i più scaricati su iTunes e siamo certi debutterà con successo anche nelle classifiche ufficiali. Ma quanto è complesso arrivare al successo per un’emergente come Nathalie?
La vincitrice di X-Factor 4 è una ragazza che vuole fare da sola e di certo non ha i connotati della pop star canonica costruita a tavolino e lanciata con progetti figli di interminabili riflessioni.
Tanto che il singolo di debutto “In punta di piedi” e il suo album “Vivo sospesa” sono tutt’altro che pop, densi piuttosto di quel rock melodico al femminile che non si vedeva da anni in Italia nel panorama mainstream.
Forse l’ultima donna che ha raggiunto grande popolarità nello stesso genere è stata Elisa nel ‘97. Se già è difficile per una cantante acquisire peso nel mondo discografico (Noemi è ancora lì che non ci crede) è ancora più difficile quando si propone al pubblico un cantautorato artigianale, fatto di proprio pugno e con tutti i limiti di chi sta iniziando una carriera ad alto livello.
Che non si dica che oggi le major non lasciano spazio agli artisti: Nathalie è di fatto autrice unica di tutte le 11 tracce, all’insegna dell’introspezione e del racconto intimo di vita.
Forse un po’ troppo criptica nei testi, non ha solamente nel sangue Kate Bush e Tori Amos, ma ricorda molto il percorso degli ultimi anni di Marina Rei, nata anche lei a Sanremo, e di Cristina Donà, che ha avuto un successo a nostro avviso mai troppo gratificante.
Nathalie, anche se non ha dalla sua l’età (anche se sembra incredibile, per giovane come appare, ricordiamolo: ha 30 anni), ha una lunga gavetta alle spalle ma soprattutto l’inserimento nel mercato in un momento storico in cui il pubblico in Italia ha bisogno di due cose: di artisti che abbiano qualcosa da dire (ce lo ricordava con ottime parole anche Max Pezzali in una recente incontro) e che siano attrattivi nella dimensione live (il suo primo tour parte il 12 marzo)

Nathalie Giannitrapani - Credits: Marta Petrucci
Troverete due tracce in inglese e una in francese (”Mantenau Noir“, la più bella) che lasciano spazio ad una piccola riflessione: Nathalie con le sua melodie un po’ gotiche o finemente rock, ci fa respirare aria nuova in cucina.
La sensazione è che il canto in inglese, per quanto gli appartenga appieno, le abbia tolto e le tolga margini per rafforzare il suo “inserimento” come artista italiana in Italia, dando invece un colpo alla botte non necessario.
Il polverone - inutile e ingiustificato - sollevato dopo l’intervista a Vanity Fair, e la gestione dello stesso da parte dell’artista nella “Domenica In” di Lorella Cuccarini (dopo che il tutto era stato ripreso da Massimo Giletti durante l’intervista a Emma Marrone), fa capire come Nathalie in certi discorsi e in certi meccanismi circensi non ci sappia stare e non ci voglia entrare, soprattutto.
Una certa aria di snobismo che si è respirata sul suo personaggio, accusa ricorrente rivolta a Nathalie, è la semplice estraneità a un panorama musicale alimentato dal gossip e dagli insulti a mezzo stampa.
Questo forse non pagherà perché le polemiche oggi viaggiano più veloce della musica, ma il suo percorso con una mentalità già indipendente (al di là della tv che l’ha lanciata e della grossa casa discografica che la produce) le porterà fortuna.
- Mercoledì 23 Febbraio 2011

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Il 23 Febbraio 2011 alle 19:53 Nathalie, “Vivo Sospesa”: la recensione dell’album della vincitrice di X-Factor dopo Sanremo 2011 | Notizie Più ha scritto:
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