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"Il mio Universo", la recensione del nuovo album di Giusy Ferreri
Giusy Ferreri, con “Il mare immenso” a Sanremo 2011, ha ammaliato il pubblico e anche noi.
Facile fare un raffronto, quando la tua carriera parte a razzo con un brano potente come “Non ti scordar mai di me” e con il patrocinio di Tiziano Ferro.
È stata la sua fortuna, ma qualcuno potrebbe dire anche - con l’uscita del suo nuovo album “Il mio universo” - che in qualche modo possa essere pure la sua condanna.
Quando con una sola canzone arrivi a così tante persone e riesci a dividere il pubblico in pro e contro entrando nell’immaginario collettivo, cosa bisogna fare dopo?
Forse realizzare un grande album che chiarisca chi sei e dove vuoi andare.
Ed è così che nasce “Il mio universo“, produzione d’eccellenza all’insegna del rock che ha come punta di diamante un cast di autori come mai prima d’ora.
Ed è sempre così che troviamo insieme Bungaro, Enrico Ruggeri, Francesco Bianconi dei Baustelle, il bravissimo Gennaro Cosmo Parlato ma anche Michele Canova, che ha collaborato con Tiziano Ferro e Jovanotti.
Per non parlare della tripla produzione che vede anche il nome di Corrado Rustici, lo stesso signore che ha portato al successo nel 2010 “Arrivederci Mostro!” di Ligabue (non a caso autore del singolo sanremese di Gaetana).
Sulla carta nulla da eccepire, ma la marca non fa sempre un buon vestito. “Il mio universo” è un album che va ascoltato molte volte prima di entrare nelle intenzioni e coglierne il valore. È raffinato, finemente elegante ma non vuole essere patinato. E fin qui tutto bene.
È un disco che sotto ogni aspetto si pregia di ottime sonorità, ma non di testi particolarmente ispirati. Ci sono binomi che forse non vanno scissi: Roberto Casalino, lo stesso autore che ha segnato l’esordio della vincitrice morale del primo X-Factor, con il nuovo brano “Hai scelto me” ci ha fatto capire che questo matrimonio artistico andava rafforzato alla massima potenza.

Giusy Ferreri - Credits: Alessandro Gerini
Non vogliamo entrare nelle scaramucce produttive tra Rudy Zerbi e la Ferreri (che hanno collaborato fino all’ultimo album “Fotografie“, lasciandosi poi a reciproche dichiarazioni distruttive): è evidente infatti che a un certo punto nessuno dei due credeva più nel lavoro dell’altro. Ma è altrettanto vero anche che al di là delle hit del passato ci sono direzioni tracciate da “Gaetana” che andavano meglio perseguite.
Giusy Ferreri ha già di per sé una personalità artistica piuttosto introversa: chiudendola nel genere “dark pop-rock” - senza però particolari momenti di provocazione, senza un linguaggio che si fa schietto e senza temi che diventano importanti - l’ex popstar di X-Factor offre nel suo disco una proposta “alternativa” che rimane un po’ fine a se stessa, non credete?
Il cd ammalia in ogni suo tratto però non si fonda sul potere del racconto dei testi, non sempre almeno. “Noi brave ragazze” - di rinogaetaniana memoria - è forse una delle eccezioni che colpisce di più l’ascoltatore. Per non parlare di gemme preziose come “Piccoli dettagli” o “Rossi papaveri“, o l’accattivante “Rosita“.
Con suoni ancora più crudi e meno trascinati, con testi privi di manierismo e con un lavoro ancora più forte sulle potenzialità espressive (quasi teatrali, straordinarie) della sua voce, si poteva dare quel quid in più per lasciare il segno.
È con le parole che Giusy poteva e può fare ancora la differenza.
Per fare un esempio: alcuni di voi ricordano “Rivincita“, collaborazione con Marracash dello scorso ottobre 2010. Bene. Le voci sul web su di lei erano praticamente unanimi a tal punto da convincere anche il pubblico più difficile, quello hip hop: la verve trasgressiva ma non eccessiva (su parole giocose e di significato), su di lei si sposano a nozze.

Giusy Ferreri - Credits: Alessandro Gerini
Inutile dire che “Il mio universo” è un album che non ha proprio niente che non va: è un lavoro di ripartenza e va preso così com’è, ma il pubblico (non parliamo dei fan che sono soddisfattissimi, ma del grande pubblico che l’ha amata in passato e anche oggi a Sanremo) aveva forse delle aspettative maggiori che magari non potevano reggere il passo con una congiuntura astrale (quella del 2008) che non è tornata e non poteva tornare.
La Ferreri era stufa di fare la Amy Winehouse italiana, ha fatto di tutto per ritrovare se stessa e ha fatto bene. Ma se il successo nasce in un modo, le trasformazioni devono essere graduali e finemente ragionate. Questa produzione è però rappresentativa del suo mondo musicale sotto ogni aspetto? Probabilmente sì e buon per lei.
Bisogna però essere consapevoli che sarà un po’ come ripartire da zero, rigettando nuove basi sul quale costruire la sua carriera “altra”, sostenuta però da una precedente popolarità che ai fatti non è stata mai screditata né offesa.
Perché per quanto si dica sempre più spesso (banalmente) il contrario, Giusy Ferreri merita ancora tanto, tantissimo successo.
- Giovedì 24 Febbraio 2011

Commenti
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Il 24 Febbraio 2011 alle 20:04 Tweets that mention Giusy Ferreri, “Il mio universo”: la recensione del nuovo album della “rocker” di X-Factor - Cultura e societa - Panorama.it -- Topsy.com ha scritto:
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