
Gli attori vincitori: Christian Bale, Natalie Portman, Melissa Leo, Colin Firth (Ansa)
Nella serata al Kodak Theatre di Hollywood, presentata da James Franco e Anne Hathaway, alla fine molto è andato come avevamo previsto: Il discorso del re vince tanti degli Oscar principali. Al film di Tom Hoober vanno quattro statuette, ma tra queste ci sono quelle che pesano di più: miglior film, migliore regia, migliore attore protagonista a Colin Firth, più migliore sceneggiatura originale a David Seidler che, a 73 anni, è l’autore più anziano a ricevere questo premio nella storia degli Oscar.
Il mio dispiacere, personale, è che anche Helena Bonham Carter, che interpretava la regina Elisabetta, non abbia vinto come attrice non protagonista, battuta dalla comunque brava Melissa Leo di The Fighter.
Gioia per In un mondo migliore che sbanca anche all’Academy, dopo il Golden Globe, vincendo l’Oscar come migliore film straniero.
Un po’ di dispiacere, seppur previsto, per il mancato premio a Jennifer Lawrence per Un gelido inverno, sconfitta da Natalie Portman per Il Cigno Nero, nella categoria migliore attrice, che ha ritirato il premio col pancione, ringraziando il fidanzato Benjamin Millepied per averle regalato il ruolo più importante della sua vita: “Quello di mamma”.
Colin Firth, invece, ritirando l’Oscar per la sua incantevole interpretazione del re Giorgio VI d’Inghilterra balbuziente, ha dichiarato emozionatissimo sul palco: “Ho la sensazione che la mia carriera abbia raggiunto il picco”. L’attore cinquantenne era stato candidato anche l’anno scorso per il ruolo di un professore omosessuale nel film A single man.
Migliore attore non protagonista Christian Bale, l’attore dal carattere spigoloso che in The Fighter dà il meglio di sé.
Tutti i vincitori, in foto:
- Gli attori vincitori: Christian Bale, Natalie Portman, Melissa Leo, Colin Firth
- Miglior film: “Il discorso del re”, produttori Emile Sherman, Iain Canning e Gareth Unwin
- Migliore attore protagonista: Colin Firth (Il discorso del re)
- Migliore attrice protagonista: Natalie Portman (Il Cigno Nero)
- Migliore attrice protagonista: Natalie Portman (Il Cigno Nero)
- Miglior attore non protagonista: Christian Bale (The Fighter)
- Migliore attrice non protagonista: Melissa Leo (The Fighter)
- Miglior regia: Tom Hooper (Il discorso del re)
- Miglior film straniero: “In un mondo migliore” di Susanne Bier
- Miglior sceneggiatura non originale: Aaron Sorkin (The Social Network)
- Miglior sceneggiatura originale: David Seidler (Il discorso del re)
- Miglior scenografia: Robert Stromberg e Karen O’Hara (Alice in Wonderland)
- Miglior fotografia: Wally Pfister (Inception)
- Miglior sonoro: Lora Hirschberg, Gary Rizzo e Ed Novick (Inception)
- Miglior montaggio sonoro: Richard King (Inception)
- Miglior colonna sonora: Trent Reznor e Atticus Ross (The Social Network)
- Miglior trucco: Rick Baker e Dave Elsey (Wolfman)
- Migliori costumi: Colleen Atwood (Alice in Wonderland)
- Miglior montaggio: Kirk Baxter e Angus Wall (The Social Network)
- Migliori effetti visivi: Chris Corbould, Andrew Lockley, Pete Bebb e Paul J. Franklin (Inception)
- Miglior canzone: “We Belong Together” di Randy Newman (Toy Story 3 - La grande fuga)
- Miglior documentario: “Inside Job” di Charles Ferguson e Audrey Marrs
- Miglior cortometraggio documentario: “Strangers No More” di Karen Goodman e Kirk Simon
- Miglior cortometraggio: “God of Love” di Luke Matheny
- Miglior cortometraggio d’animazione: “The Lost Thing” di Andrew Ruhemann e Shaun Tan
E poi… a Inception, che aveva guadagnato poche nomination “di prestigio”, vanno comunque quattro Oscar: migliore fotografia, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro, migliori effetti speciali.
Il principale deluso è The Social Network, che delle 8 nomination porta a casa solo tre riconoscimenti, i meno ambiti: migliore montaggio, migliore colonna sonora e migliore sceneggiatura non originale con Aaron Sorkin, che ha sottolineato quanto strumenti come Facebook siano stati fondamentali nelle recenti insurrezioni popolari viste in Nord Africa.
A bocca asciutta anche Joel e Ethan Coen, che con il loro Il Grinta non hanno portato a casa nemmeno una statuetta. E anche Il Cigno Nero di Darren Aronofosky non ha vinto altro, al di là della Portman.
Alice in Wonderland si è aggiudicato due Oscar, direzione artistica e costumi andata a Colleen Atwood. Nella sua categoria, unica speranza italiana di vittoria, concorreva anche Antonella Cannarozzi, per Io sono l’amore di Luca Guadagnino.
Unico momento che riporta al tricolore, durante l’omaggio ai protagonisti del mondo del cinema scomparsi nell’ultimo anno, Celine Dion sul palco a cantare, le immagini che scorrono alle sue spalle e tra esse quelle di Mario Monicelli e Dino De Laurentiis, considerati miti anche e soprattutto da questa parte dell’Oceano.
Per quanto riguarda i film d’animazione i novemila giurati dell’Academy hanno pienamente rispettato i pronostici, assegnando l’Oscar a Toy Story 3, confermando la supremazia della Disney e assegnando alla pellicola anche l’Oscar per la migliore canzone originale We belong together.
Tra i documentari vice Inside Job, incentrato sulla crisi del mercato immobiliare americano e i vizi del sistema finanziario. “Nessuno dei responsabili è ancora andato in prigione - ha detto il regista Charles Ferguson - e questo è davvero sbagliato”. In una delle poche dichiarazioni che non siano state rivolte ad agenti, parenti o avvocati.
- Lunedì 28 Febbraio 2011










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