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Fare la moglie dell’erede al trono del Regno Unito è sicuramente un lavoro migliore di altri. Milioni di ragazze inglesi sognano quel posto, ma solo la borghese Kate Middleton, che ha fatto otto anni di gavetta giocando duro per sposare il 29 aprile William del Galles, secondo in linea di successione al trono dopo suo padre Carlo, l’ha ottenuto affinando la più femminile delle arti, la dissimulazione. Perché Kate, donna di passioni ragionate, felice connubio di amore e ambizione, sa già ciò che questo lavoro richiede: sorridere con i suoi bei denti bianchi, combinare il fascino di un’attrice del muto e la condotta pubblica di una religiosa e tenere duro per non finire come nella favola triste della principessa Diana prigioniera nel castello del re.
Come ogni altro lavoro, ma più di ogni altro lavoro, quello di Kate ha lati negativi: il primo è entrare a far parte di un’istituzione prosciugata come la monarchia britannica. Il secondo è davvero quello di diventare a sua volta un agnello sacrificale come Diana. Già sta cancellando se stessa. Indossa abiti severi a cui prima lei, amante degli shorts e dei nude look, non avrebbe mai dato un secondo sguardo. Saluta leggiadramente senza separare le dita. Trascorrerà il suo primo Natale facendo partite di caccia per accontentare il principe Philip, marito della regina Elisabetta II. Delegherà al segretario privato il compito di fissare un appuntamento con la propria madre ogni volta che avrà voglia di starle vicino.
Ma più di ogni altro lavoro in Gran Bretagna, il suo le porterà status e soldi. Non che la borghese Middleton avesse bisogno di denaro: era già milionaria prima di entrare nell’azienda Windsor. I suoi genitori avranno pur fatto i dipendenti della British Airways, ma «ragazza del popolo», come la descrivono i giornali, non lo è mai stata. Il padre e la madre si sono arricchiti con l’impresa Party pieces, che vende per corrispondenza costumi, gadget e giochi per le feste dei bambini. Ma con tutto il rispetto per il suo portafoglio da ereditiera, suo marito il principe William è davvero un grandioso partito che si mette in tasca all’incirca 1 milione di euro l’anno. Circa 400 mila sterline le attinge dai 7 milioni che gli ha lasciato la madre. Poi ci sono i proventi del ducato di Cornovaglia, 54 mila ettari di terra estesi su 23 contee, che forniscono al principe Carlo e ai suoi figli i contanti per le spese private. Gli spiccioli arrivano a William dal suo stipendio d’ufficiale della Royal air force. Senza ignorare il particolare che, alla morte di suo padre Carlo, il suo reddito di più di 14 milioni di sterline l’anno toccherebbe a William.
Non volendo togliere alcunché a Bucklebury, nella contea di Berkshire dove sono di casa i Middleton, la dimora nell’isola di Anglesey all’estremo nord del Galles, dove la coppia vivrà fino all’autunno 2011 quando William finirà la sua formazione di pilota di elicotteri, è notevole. Anglesey sarà pure uno sputo di terra perduta e battuta dai venti senza boutique agli angoli delle strade, ma la residenza ha campi da tennis, spiaggia privata, quattro camere da letto al modesto costo di 750 sterline il mese. Alla fine del servizio militare di lui, gli sposi si trasferiranno in 800 metri quadrati ecosostenibili, regalo di papà Carlo, ambientalista convinto, a Harewood Park nello Herefordshire: sei camere da letto, 450 ettari di parco. E la regina metterà a disposizione degli sposi una residenza di quattro saloni e tre camere da letto nel castello di caccia di Balmoral.
Certo, a Kate toccherà la seccatura di avere una dama di compagnia, ruolo che però si è evoluto. Non è più solo dare i consigli giusti a una donna che non può fare nuove amicizie iscrivendosi a un club dei lettori o a un cineclub, ma anche gestire le pubbliche relazioni e la corrispondenza. Probabilmente il compito spetterà a lady Sarah Chatto, quarantenne nipote della regina Elisabetta, che è letteralmente nata in quel mondo asfittico poiché è venuta alla luce a Kensington Palace, una delle residenze della famiglia reale.
La domanda cruciale è: resisterà Kate alla freddezza dei Windsor? Lo scrittore Christopher Hitchens le augura: «Se davvero ami William, tesoro, portalo via da lì e va’ via anche tu». Ma per i cinici queste sono imprese da passioni tormentose, come quelle della famiglia in cui è cresciuta Lady Diana, come i romanzi rosa della matrigna Barbara Cartland da cui la mamma di William era dipendente. Kate Middleton, allevata da una coppia normale e accudente che faceva lo stesso lavoro, sembra fatta di altra pasta e di altra tempra, più impermeabile alle asperità dei Windsor che avevano sbrindellato l’equilibrio di sua suocera. E quando William sbanderà, se sbanderà, forse Kate ce la farà a non raccontarlo al mondo in sedute psicoanalitiche televisive dove confessare anche quanto è stato frustrante stare troppo dritta, camminare due passi indietro a William e non risplendere di luce propria.
Per quanto avvizzita e scialba, la monarchia resiste nel cuore del 70 per cento degli inglesi. Oggi ha bisogno di una combinazione bilanciata di stabilità e di glamour. Per quasi tutto il secolo scorso ha avuto molto stabilità e poco glamour. Con la principessa Diana l’equilibrio si è rovesciato. Con Camilla le cronache sono diventate bucoliche e poco ispirate. I ragazzi William e Harry hanno per un po’ fornito materiale ai giornali di pettegolezzi con imprese principesche nelle forze armate o nei nightclub, ma il pubblico si annoia facilmente. Con Kate i reali hanno trovato una principessa con il glamour di Diana ma senza la sua instabilità. Lei ha già dichiarato di volere subito due gemelli. Perché oltre a chiedere al primo ministro di formare un governo ogni cinque anni, oltre a intrattenere la gente con la propria saga, la monarchia britannica ha un lavoro di storica portata: tramandare se stessa.
Sostiene Patrick Jephson, che dal 1988 al 1996 è stato il segretario privato di Diana: «Tutta l’etichetta appresa su come scendere graziosamente da una limousine andrebbe sprecata se Kate non capisse il vero senso delle sue apparizioni. Imparerà che, come qualsiasi altro marchio, la reputazione reale è difficile da guadagnare e terribilmente facile da perdere. Deve prendere il suo lavoro sul serio. Le parole chiave su cui improntare il suo stile di vita sono sacrificio e dovere. Oggi più che mai quello di cui abbiamo bisogno è il ritorno al reale vecchio stampo».
Così vivranno insieme da sposi lei e William ad Anglesey. Lei gli preparerà leccornie e gli farà trovare un bagno caldo quando lui rientrerà. Lei reciterà il quadretto lasciando scivolare da sotto le porte chiuse qualche pettegolezzo da dare in pasto al popolo. «Se solo dicesse: “Leggo libri, cucino dolci e nutro furetti”, l’audience sarebbe felice» afferma la scrittrice Lynne Truss.
D’altronde la famiglia reale, chiusa nel suo mondo asfittico, è noiosa, incapace di tenere una conversazione e di staccarsi dal protocollo. «L’idea che i Windsor possano accettare una donna che sappia conversare su qualsiasi argomento, dall’energia nucleare agli spettacoli di Lady Gaga, è semplicemente ridicola» giura la romanziera Joan Smith. Così Kate si farà madrina di beneficenza, farà della carità il suo passatempo a tempo pieno.
A lei si chiede di non scivolare negli errori della suocera. Non fidarsi mai dei cortigiani che hanno fatto la sfortuna di Lady D, governare l’arte dell’inutile chiacchiericcio per tenere a distanza i dignitari e il popolo che vorrà sfiorarla mentre l’odore della vernice fresca e dei fiori salirà dai palazzi dove entrerà nelle visite ufficiali, la prima già prevista in Canada a giugno. Se ce la farà, il culmine della sua realizzazione sarà diventare un’icona come la regina madre che divenne immensamente popolare, totalmente imperscrutabile, ma in realtà il vero potere dietro il marito balbuziente.
Ma se è vero che le si chiede di essere l’anti Diana (più saggia, meno ansiosa, una donna e non una bambina), è ancor più vero che solo lo spirito amoroso e ribelle di Diana poteva insegnare a un Windsor maschio, a William, come finalmente si fa ad amare e proteggere una donna.
- Venerdì 22 Aprile 2011









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