
Thor (Universal Pictures)
In un dosato equilibrio tra battaglie epiche, effetti speciali, divertimento, nobili valori e torbidi intrighi, mitologia e pure una spruzzata di storia d’amore, Thor (dal 27 aprile nelle sale) è il film che non delude. Basta non recarsi al cinema aspettando di trovarsi di fronte un capolavoro. Rilassatevi in poltroncina, con gli occhiali 3D che non disturbano, e godetevi le smargiassate del dio Thor, interpretato dal biondone australiano Chris Hemsworth, e le divertenti sbandate disorientate di Natalie Portman in evidente difficoltà di fronte alla tartaruga spesso esibita dal palestrato attore.
Hemsworth è infatti Thor, la divinità scandinava armata di martello Mjöllnir, il possente dio del tuono ripreso dai fumetti Marvel per opera di Stan Lee e Jack Kirby. Proprio ai fumetti si ispira il film di Kenneth Branagh. Thor è figlio di Odino, re degli dei, interpretato da Anthony Hopkins che pare volersi specializzare in ruoli da sovrano di miti nordici (ne La leggenda di Beowulf era Hrothgar, re della Danimarca). Erede al trono, i modi irruenti e gradassi di Thor rischiano però di riaprire le tensioni con i Giganti del glaciale regno di Jotunheim, e di mettere a repentaglio la vita dei suoi fedelissimi amici, Volstagg (Ray Stevenson), Fandral (Josh Dallas), Hogun (Tadanobu Asano) e la bella guerriera Lady Sif (Jaimie Alexander). Per questo Odino lo allontanerà da Asgard, facendolo precipitare sulla Terra, tra le braccia di Jane (la Portman), o meglio, sul cofano del suo furgoncino. Ma intanto l’ombra del tradimento si insinuerà tra gli dei…
Tra un pizzico di affascinante mito e battute spesso divertenti, i 130 minuti di Thor filano via come una bella bibita fresca, che non è certo un elegante e fruttato Franciacorta ma non scontenta. Le architetture minimaliste dal tocco nordico del mondo di Asgard, ricostruite in teatri di posa e nei computer, ammaliano al punto giusto. Come l’argento e il carminio dell’armatura e del mantello di Thor o gli occhi di folgori di Heimdall (Idris Elba), il guardiano del Bi-frost e del ponte dell’Arcobaleno che conduce da Asgard ad altri regni.
La sceneggiatura non da Oscar ma comunque spumeggiante è di Edward Miller & Zack Stentz e Don Payne, basata su una storia di J. Michael Straczynski e Mark Protosevich.
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- Venerdì 29 Aprile 2011










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