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Noemi - Credits: Sony Music
Noemi, dopo il grande successo di “Vuoto a perdere“, comincia la lunga cavalcata estiva del suo ultimo album “RossoNoemi” con il singolo “Odio tutti i cantanti“, una delle tracce più interessanti del disco espressione dell’anima rock-soul dell’artista romana, nata nei club ma emersa ad X-Factor nel 2008.
In questa intervista ci occuperemo proprio di questo pezzo, ma anche di quello che sarà il futuro videoclip e del nuovo tour, argomenti sui quali avremo qualche interessante anticipazione.
Parleremo anche del recente passaggio a Sky di X-Factor e delle donne nel mercato discografico.
Veronica, questo è il suo nome di battesimo, prima di essere una cantante affermata è una persona normale che non interpreta mai il ruolo di artista a imitazione di ciò che il pubblico si aspetta da lei. Una donna solare e gentile che durante la nostra intervista attendeva, come capita a tante altre donne, l’arrivo della sua nuova cucina.
Parliamo di questo singolo.
“È un pezzo scritto da Diego Mancino, un grande del panorama underground milanese. Il pezzo è un manifesto di un’epoca folle, la nostra, dove non ci si affeziona più a niente. I cantanti sono tutte quelle persone che non sono né autori né interpreti della propria vita.
Il solo pensiero che molte persone inseguono l’arrivo di un cellulare simile a un altro uscito dodici mesi prima è un segnale di un mondo che va rapido e al contrario rispetto al passato. Questa velocità c’è nella vita ma anche nella musica”.
Quali sono le difficoltà che osservi nel vivere il mondo d’oggi?
“Io guardo molto alle piccole cose. Mi viene da pensare che tante volte i rapporti si mantengono solo su Facebook, per esempio. Dietro il contatto virtuale a volte c’è una freddezza che portiamo anche fuori casa. Usiamo tutti le cuffie invece di goderci quello che abbiamo intorno. Non voglio essere polemica, è una constatazione.
Proprio ieri sono andata a correre. D’istinto sono scesa con un po’ di musica e quando mi sono tolta gli auricolari ho iniziato a sentire la natura attorno a me ed è stato bellissimo. Ho pensato a quello che mi stavo perdendo: astrarsi dalla realtà a volte può essere alienante.
Questo mio singolo, fresco ed estivo, vuole essere anche una critica a una superficialità che va ben oltre questi due piccoli esempi”.

Noemi - Credits: Kika Press
Il pubblico chiede notizie sul nuovo videoclip. Possiamo già annunciare qualcosa?
“È ancora tutto segretissimo, ma posso dire che la sceneggiatura l’ho scritta io e rispecchia bene l’idea del brano. Verrà girato nelle prossime settimane e uscirà a fine maggio e non vedrà solo me come protagonista.
Ho fatto il Dams e già avevo scritto dei corti e mi sono occupata della tv universitaria.
Il brano lo sento talmente mio che è stato facilissimo scrivere un videoclip adatto. Negli anni ‘90 erano molto belli, oggi forse un po’ meno. Il video musicale secondo me deve essere un motivo in più, valido, per ascoltare una canzone”.
Cosa ne pensi del passaggio di X-Factor a Sky?
“Sky forse avrà una linea editoriale diversa e credo che alla fine sarà un programma ancora più di nicchia. È come se ci fosse da sempre una selezione all’ingresso. Se tornerà Morgan sarà confermata la mia previsione: dava naturalmente un taglio così particolare, molto centrato sulla musica.
Parlando di quel periodo sento sempre tanta nostalgia, sono passati due anni ma a me sembra una vita. Quell’esperienza mi ha permesso di crescere tanto e aprire gli orizzonti al canto in italiano che all’inizio rifiutavo. Oggi mi rendo conto di quanto fosse molto più facile portare su quel palco le cover di quanto oggi non sia far conoscere gli inediti”.
C’è una difficoltà per le donne a emergere in Italia?
“No, anzi, forse oggi è l’esatto contrario. Se pensi che prima emergeva una donna ogni tot uomini, in questi anni abbiamo visto la nascita di nuove stelle al femminile come Malika Ayane e Nina Zilli mentre di uomini, poca roba. Meno male, dico io.
Per tutti oggi è difficile consolidare le fondamenta del successo: dopo pochissimo sei immediatamente vecchio, già sentito.
Il problema sta nel fatto che una volta una persona ‘arrivava’ dopo quattro album, oggi basta un solo singolo. E quando poi c’è il pezzo che va male è finita. Il pubblico e noi tutti dobbiamo dare il tempo di far capire di che pasta sono fatti gli artisti e combattere contro l’eccessivo desiderio di novità”.

Noemi - Credits: Kika Press
Hai partecipato come ospite di apertura del Torino LGBT Film Festival, una presenza che è stata ben accolta non solo dal pubblico in sala ma anche dai tuoi fan on line. Com’è stata questa esperienza?
“Sono una gran fanatica del cinema, innanzitutto, è stato un grande piacere aver ricevuto questo invito. Poi per me e per molti nelle nuove generazioni l’omosessualità è una cosa talmente normale e mi indispettisce un po’ quando parlano del ‘mio pubblico gay’. Il mio pubblico è un insieme non scisso e al di sopra di ogni categoria”.
Presto cominceranno le date del tuo nuovo tour. Cosa ci dobbiamo aspettare?
“Ascolterete tutti i pezzi del mio ultimo album, alcuni pezzi dei precedenti lavori e due o tre cover molto belle e reinventate per l’occasione. Avrò anche dei coristi che si faranno notare, saranno molto…. movimentati!”.
Arriva tra poco la tua cucina nuova, ma poi la userai?
“Sarò sincera: so fare pochi piatti, ma la mia carbonara è imbattibile”.
- Giovedì 12 Maggio 2011









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