
Mr. Beaver (Medusa)
Mr. Beaver, il nuovo film di Jodie Foster presentato a Cannes Fuori Concorso e dal 20 maggio al cinema, parla di depressione. E lo fa dosando ironia e serietà, con pennellate comiche e originalità, sfiorando anche il tema della pazzia (quella che fa male davvero, non quella che rende più affascinanti).
Sorprendentemente riesce ad attraversare il magma pericoloso della malattia mentale non provocando troppa orticaria in chi crede che su certe difficoltà umane non si debba scherzare poi troppo. Non rimanendone però esente. Qualche prurito qua e là infatti lo ho avvertito.
A supporto di lady Jodie, però, c’è un cast che in tutto e per tutto fa stare in piedi abbastanza dignitosamente la storia. La sorpresa più grande è Mel Gibson, il protagonista assoluto, che non è quello stemperato di What Women Want - Quello che le donne vogliono o Fuori controllo, ma riesce a toccare corde espressive profonde, rendendo così credibile il suo sguardo da depresso.
La Foster a Cannes ha detto di sperare che questo film sia per Gibson, suo amico, il rilancio dopo i guai giudiziari: leggi, condanna per violenze domestiche. Certo, a tutti va data una seconda opportunità o una terza o una quarta, ma è innegabile che il vecchio caro Mel umanamente ha deluso… Ma questa è un’altra storia.
- Mr. Beaver
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- Mr. Beaver
Anche la Foster ha parte in Mr. Beaver, è la moglie di Walter Black (Gibson), padre di famiglia da due anni caduto in una depressione cieca che lo allontana dai doveri di marito e papà, da quelli di presidente di un’azienda di giocattoli, facendogli trovar “rifugio” sempre e ovunque solo nel sonno. Ovviamente ne risentono i due figli, il piccolo Henry (Riley Thomas Stewart), che sogna di essere invisibile a tutti, e non più solo a suo padre, e Porter, adolescente estremamente portato per scrivere temi o discorsi al posto degli altri, la cui ansia principale è non assomigliare al padre. Per dare volto a Porter la Foster ha subito scelto Anton Yelchin, e anche questa mossa è stata azzeccata. Il ventiduenne di origini russe è abilissimo a mostrare ora un’aria stralunata ora il barlume da genio, ora un’aria intransigente con il padre ora un’incapacità ingenua nell’approcciarsi alla chearleader del suo istituto. Ed ecco l’altra scelta azzeccata della Foster: Jennifer Lawrence, che interpreta Norah, la ragazza di cui si è invaghito Porter. Non mi stancherò di dirlo, ma la Lawrence - a cui avrei dato anche l’Oscar per la sua parte in Un gelido inverno - è un talento puro! Che viene fuori anche da questa particina assegnatale in Mr. Beaver (attribuendole storia e vicende tra l’altro anche un po’ tirate e sul rischio del patetico).
Anche Jodie si è accorta della vocazione naturale per la recitazione, se ha detto: “Jennifer Lawrence è incredibile. Avrei voluto essere io a scoprirla. Prima di sceglierla ho visto alcune straordinarie scene di Un gelido inverno e mi sono detta: ‘Questa ragazza è un’attrice straordinaria con una grandissima presenza scenica’. Dopo averla scelta abbiamo cambiato parecchie cose del suo personaggio perché sapevamo che lei avrebbe dato tantissimo al film”.
Per uscire dalla nullafacenza malata della depressione Walter Black troverà uno strano rimedio, un pupazzo castoro (che in inglese si dice “beaver”, appunto), che parlerà per lui, si comporterà finalmente da padre per lui, farà il manager capace per lui. Un pupazzo al braccio, parlante. Senza di cui però Walter torna ad essere l’uomo fallito che era. Per fortuna direi, perché sennò vedremmo per strada tanti depressi - veri - camminare con un castoro pupazzo al braccio. E per fortuna, non manca un risvolto tragico che ovviamente non sto a raccontare. Le risoluzioni facilistiche a malattie mentali mi sono indigeste. E Mr. Beaver è spesso in bilico tra il piacere e il fastidio.
La sceneggiatura, così particolare e merito di Kyle Killen, al suo primo film, nel 2008 aveva trovato il primo posto sulla Black List, la lista compilata da 250 esperti del settore che contiene le sceneggiature più interessanti scritte in quell’anno che non sono ancora entrate in produzione. Ora, come il Signor Castoro, ha trovato vita.
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- Venerdì 20 Maggio 2011










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