
Simona Ventura, (ex) regina di Quelli che…
Simona Ventura che saluta il pubblico di Quelli che il calcio in una sorta di “addio ai monti” di manzoniana memoria, Italia’s got talent che ammicca al trash casereccio e ridanciano (meritevole però di aver portato il talent show a record d’ascolti), e Vittorio Sgarbi che cerca - e ottiene - l’assoluzione dal flop del suo programma su Raiuno dagli schermi di Domenica 5.
Sono alcuni degli aspetti caratteristici del fine settimana appena trascorso.Una settimana di pre-estate piena di avvenimenti…
Cominciamo da Italia’s got talent, che sabato sera ha stracciato la concorrenza di Me lo dicono tutti su Raiuno.
A stupire è la spregiudicatezza dei concorrenti, a cui fa da contraltare l’ironia e la goliardia con cui le loro performance sono accolte sia dai tre giurati che dal pubblico.
Questa atmosfera di leggerezza spettacolare contribuisce a non appesantire lo show di discutibili sottofondi scabrosi e risvolti sessuali.
Un esempio? L’esibizione di cinque giovani con il volto coperto da maschere di politici come Bossi, Berlusconi, Veltroni, che completamente nudi hanno inscenato un ballo (coprendo le “pudenda” con un solo disco). Nei vari movimenti, il disco si è spostato lasciando intravedere molto più di quanto consentito. Almeno secondo la confessione fatta dalla giurata Maria De Filippi che, apprezzando l’idea assieme a Gerry Scotti, ne ha consentito il passaggio al turno successivo.
Non è la prima volta che arrivano sul palcoscenico di Italia’s got talent personaggi “naked”. In genere la curiosità e l’imprevedibilità delle esibizioni contribuisce a catturare la fedeltà del pubblico.
Certo: il “talento” è ben altro, come sanno i giudici (tra i quali Rudy Zerbi continua ad essere il più severo).
Facciamo un salto di 24 ore in avanti e assistiamo all’addio con tutti i crismi spettacolari di Simona Ventura, che dalla prossima stagione dovrebbe (il condizionale è d’obbligo nella precarietà televisiva) lasciare Quelli che il calcio.
L’ultima puntata del talk show sportivo, in onda in prima serata, è stata l’apoteosi voluta e cercata dalla padrona di casa, presentatasi in un abito di simil carta argentata.
Chi prenderà il timone del programma? Circolano vari nomi, tra cui Caterina Balivo o la coppia - già scoppiata - formata da Francesco Facchinetti e Belen Rodriguez. Ma si fa anche l’ipotesi di Fabio Volo.
E qualcuno vorrebbe addirittura il ritorno di Fabio Fazio.
Bisogna attendere la presentazione dei palinsesti autunnali per saperne di più.
Infine prendiamo atto del premio di consolazione che Canale 5 ha dato a Vittorio Sgarbi, domenica pomeriggio. Il critico d’arte ha cercato di risollevare le sue quotazioni dopo la cancellazione da parte di Raiuno di “Ci tocca anche Vittorio Sgarbi”: circondato da persone che ne hanno alleggerito le responsabilità e lo hanno in qualche modo rincuorato, Sgarbi ha promesso di tornare. Dove? Per adesso non si sa.
Noi, comunque, siamo sempre del parere che gli si poteva concedere una seconda chance…
- Lunedì 23 Maggio 2011









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Commenti
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Il 24 Maggio 2011 alle 12:50 Antiom ha scritto:
Nel volere, pure io, esprimere un giudizio disincantato, sulla soppressione del programma di Sgarbi, in prima serata su Rai1: devo richiamarmi, forzosamente, a quanti non l’hanno voluto vedere, perché di questo si tratta; per dire che essi non sono né meglio né peggio di quanti prediligono quelli di pura evasione. Con la differenza, non da poco, che questi ultimi compiono una scelta senza preconcetti politici ideologici atti a contribuire al consolidamento della faziosità di beceri presentatori che non si possono definire giornalisti e, ancor più, uomini di cultura.
Personalmente non sono di sinistra: potrei esserlo se la sinistra fosse un partito propositivo, riformista, di vero miglioramento sociale. Quindi, nel caso lo fossi stato, non sarei a favore di soli programmi di riferimento, ma per la pluralità all’interno della Rai.
Il programma di Sgarbi, per quanto opinabile possa essere stato, non andava chiuso alla prima puntata, con la scusa della bassa audience, senza il rispetto dei due milioni che l’hanno gradito o, se si vuole, resistito a vederlo. Se la decisione è quella annunciata: è molto squallida perché soddisfa compiutamente, i tanti decerebrati di sinistra che si sono adoperati, come in quello di Ferrara, a non farlo andare in onda.
E’ triste constatare il giubilo di pseudo giornalisti e frequentatori del Web che auspicano, in sequenza, la radiazione di Minzolini e Ferrara: con la scelta di non collegarsi alla prima rete Rai, prima loro preferita; con la spocchia e imbecillità che li contraddistingue. Questa sorte di rivoltosi sono importanti, ahimè, nella misura in cui quelli di destra non comprano e leggono giornali ne disdegnano, in toto, di collegarsi a format di sinistra, tanto amati dai fighetti che confondono cultura e benessere con la signorilità, intelligenza e, soprattutto, capacità di apporto di bene sociale.
In altri termini, infine: telespettatori, lettori ed elettori, con preferenze ben determinate, in Italia sono sempre gli stessi. Per quelli cui la sinistra ha operato la semina, come da nefanda abitudine: nel passato con gli operai e proletario, adesso con gli extracomunitari, ci vogliono ancora anni. Al punto di poter concludere che se si afferma sempre più uno specialista del cuci e scuci televisivo come Santoro, che possiamo, anche, definire montatore e assemblatore di servizi televisivi e nulla più; o un nuovo giornale cartastraccia, come il fatto; o un magistrato d’inchieste campate in aria, come de Magistris, ora candidato sindaco di Napoli: è solo in virtù, rispettivamente, dell’idiozia di chi lo segue, del tradimento dei lettori di Repubblica, e protesta umorale di elettori di sinistra.
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