Dire Ti amo è facile. Far capire all’altro che lo ami davvero è molto più complesso.
Ed è facile che nascano incomprensioni, fraintendimenti, dissidi. Tra persone che si vogliono un bene dell’anima, ma che non riescono ad esprimerlo.
Capita così che uno dei due rimproveri all’altro di non dimostrare il suo affetto. E capita di ascoltare conversazioni tra sordi come
questa:
Lei: Non è vero che mi ami!
Lui: Ma che dici? Sai benissimo quanto ti amo!
Lei: Sì, lo dici, ma solo a parole! I fatti vanno in senso contrario…
Lui: Come? Se l’altra sera ti ho invitata fuori a cena…
Lei: Sì, ma non mi aiuti mai nei lavori di casa! Tocca sempre a me spaccarmi la schiena!
Lui: Se hai bisogno dimmelo, se posso ti aiuto!
Lei: C’è bisogno che te lo dica? Non hai gli occhi per vederlo da solo? E poi ci sono tante cose in te che non mi piacciono. Non mi fai più i regali come prima, non mi coccoli più come prima, quando sei con me sei distratto, e anche quando dici che mi ami mi sembra che le tue parole vengano solo dalla bocca, non dal cuore…
Questo dialogo ti è familiare? Succede spesso che nella coppia non ci si capisca. Come se si parlassero due linguaggi diversi. Forse tu pensi che basti dire all’altro che lo ami, o essere affettuoso con lui, per farlo sentire amato; ma non è sempre così. Ho pertanto identificato cinque “linguaggi” dell’amore, cinque modi per trasmettere il proprio sentimento.
C’è chi ne predilige uno e chi un altro; se riesci a usarli tutti e cinque, a parlare tutte e cinque le lingue, il tuo legame d’amore si rinsalderà sempre più.
1) Le parole. Contano, eccome. Per molti (anche se non per tutti) è importantissimo sentirsi dire “Ti amo”. Serve inoltre esprimere apprezzamenti sinceri;
2) Il tempo. E la qualità del tempo. Bisogna dedicare un tempo minimo alla relazione. Ma bisogna soprattutto mostrarsi non distratti, bensì totalmente presenti. Con la testa. E con il cuore.
3) I doni. Sono un segno di affetto. Non serve fare regali costosi; può bastare un fiorellino di campo. L’importante è il pensiero.
4) I servizi. Se la aiuti a pulire la casa, o lo aiuti a riordinare i suoi libri, dimostri attenzione nei suoi confronti.
5) Il contatto fisico. Non mi riferisco solo al sesso, ma anche ai piccoli gesti di affetto: una carezza, un abbraccio, un bacio. O il semplice sedersi sulle ginocchia dell’amato.
Puoi cominciare con uno di questi cinque punti, e poi aggiungere il secondo, il terzo e così via. E la tua storia d’amore sarà ancora più
bella.
Mio marito è geloso di un mio collega giovane e carino che mi corteggia. Io non tradirei mai il mio uomo, ma lui si sta incupendo e si sta allontanando da me.
Miriam, 43 anni
Butta le braccia al collo di tuo marito, guardalo negli occhi e spiega a quel testone che non ha nulla da temere. Che se il collega ti fa la corte non è colpa tua. Fagli qualche complimento in più del solito.
Digli quanto ci tieni a lui. E chiarisci al belloccio che non gradisci le sue attenzioni. Osservalo bene: troverai qualche difetto in lui. Forse è presuntuoso, o superficiale, o poco colto…E poi comunica questi suoi difetti a tuo marito. Gli farà piacere notare che lo critichi. E ti aiuterà a non subire il fascino di quel giovanotto.
Ogni mese, quando mi viene il ciclo, sto malissimo e sono costretta a stare due giorni a casa. Ma il capo si lamenta; sotto sotto crede che io sia lavativa.
Maria Pia, 31 anni
Se il capo fosse donna capirebbe; essendo uomo bisogna farglielo capire.
Portagli un certificato medico, assicuralo che le tue assenze sono dovute a forza maggiore e non sono scuse. E compensale con un serio impegno quotidiano sul lavoro.
- Mercoledì 15 Giugno 2011









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