

di Raffaele Panizza
La prova settimanale è stabilita: cucinare per Carlo Giovanelli e la pierre Tiziana Rocca, accomodati in una saletta privata dell’hotel Boscolo di Roma.
A fare da sommelier c’è Manuel, maestro di tennis e spogliarellista perugino, che annusando il tappo, ma badando poco all’etichetta, intorta sfacciatamente l’elegante signora (la quale, come Kate Winslet sul Titanic, non disdegna).
Ai fornelli invece c’è Cristiana, difficile stabilire se più bella o più dannatamente pericolosa, la figlia naturale di Brigitte Bardot e Pazuzu, il demone che s’impossessa di Regan nell’Esorcista.
Con un body a balconcino che strizza la meraviglia dei suoi 19 anni, impugna il cucchiaio di legno come fosse un machete e cinguetta: «Non ho mai cucinato in vita mia, ma sono certa di essere bravissima» versando olio e pummarola nel brodo del risotto.
Ad assisterla, Melissa, giunonica regina romagnola dei cubi e dei fornelli, che un po’ la consiglia e un po’ la prende platealmente in giro.
Non l’avesse mai fatto: due secondi d’insulti («Obesona!», «Anoressica mononeurone!») e subito finisce a schiaffoni, tra il fuggi fuggi di camerieri, tamarri vari e aiutocuochi. Interrogata sull’accaduto, un’altra protagonista del reality minimizza: «Ma quante storie, è stato solo un qui quo quo».
Ecco in sintesi, la scena clou della puntata numero tre di Tamarreide, odissea dei coatti in onda da lunedì 13 in prima serata su Italia Uno.
Otto «truzzi» per sette puntate. Ragazzi e ragazze tra i 19 e i 25 anni muniti di tatuaggi, andature molleggiate, sentimentalismi sgrammaticati e colori fluo d’ordinanza, piazzati su un pullman con cuccette zebrate e spediti in giro per l’Italia a compiere mirabolanti avventure (il genere, tra presa diretta e attenta sceneggiatura delle sceneggiate, si chiama docu-soap).
A commentarne le gesta c’è Fiammetta Cicogna, la biondina di Wild, che col consueto piglio etologico analizzerà le abitudini del branco, i rituali di caccia e le cerimonie di accoppiamento.
«Ma se so’ ‘na calamita der sesso che ce posso fà?» dice Claudio, postino romano, davanti a una scenata di gelosia della solita Cristiana. La sera prima, dopo avere fatto rumorosamente l’amore sul bus collettivo, lui l’aveva definitivamente folgorata scagliandole gli stivali di camoscio fuori dal finestrino: «Leva da qua ‘sti brutti sorci!» aveva ruggito, per poi rinfilarsi nella cuccetta dell’amata.
Quindi la risposta è sì: nella Tamarreide c’è sesso (anche la vocalist Marika e il maestro di tennis finiranno in cuccetta), perizomi, pettorali e storie tese.
Quella di Cristiana («D’ora in poi chiamatemi Christiane)», destinata a diventare il personaggio più amato-odiato dello show, lo è davvero. Rampolla di una ricca famiglia d’industriali del settore dolciario (caramelle), a 14 anni finisce a Miami in una scuola di lingue frequentata da trentenni in fregola da vacanza, e lì comincia la sua educazione sentimentale.
«Mia madre non mi voleva. Mio padre neppure. Così m’hanno mollata là per un anno e mezzo: ho conosciuto il sesso, mi hanno offerto droghe, mi è capitato di tutto. A 15 anni ero già una donna» racconta, nel bilocale di zona Porta Venezia a Milano dove s’è appena trasferita, con un sorriso tagliente da Basic instinct e le gambe accavallate sui braccioli della sedia.
Sfacciata, sregolata, incolta («I giornali? Guardo le figure. I tg? Una volta al mese»), senza un lavoro e senza un titolo di studio, è sicuramente la più intrigante, insolita, azzeccata. A 16 anni torna a Milano e va a vivere col fidanzato: «Rasato, con giri strani, tatuato, proprio come piace a me».
Una «West side story» con tutti gli ingredienti tamarri del caso: «Stavamo in una topaia e ci hanno sfrattati per schiamazzi: litigate, festini, sesso…».
Una notte arriva pure l’ambulanza a mettere cerotti e punti di sutura al travagliato amor: «Lui s’era messo a menare le mani, io tenevo un coltello in mano. Glielo avevo detto che non doveva avvicinarsi».
Così molla il fidanzato (nel frattempo tradito con sadismo scientifico: «Sapevo che i Club Dogo erano il suo gruppo preferito. Così ho contattato su Facebook il cantante e ci sono andata a letto»), si trova un agente e comincia a fare la ragazza immagine in discoteca.
Poi arriva il provino per il Grande fratello e il ripescaggio degli autori di Tamarreide: «Mi hanno presa al primo colpo. Gli altri si vestono truci ma fanno una vita normale. La dura sono io. Ti voglio bene, in vita mia, non l’ho mai detto a nessuno».
- Mercoledì 15 Giugno 2011









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