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Vasco Rossi "Kom Tour 2011" - Credits: La Presse
Vasco Rossi, nella sua dimensione live, è oltre misura.
“Kom 011” nella sua ultima data milanese del 22 giugno ha trasformato quello che poteva essere “il suo ennesimo tour” in un originale rito di celebrazione.
Il tutto nell’accoglienza imponente di uno dei palchi più belli mai visti in Italia.
- Vasco Rossi “Kom Tour 2011″ - Credits: La Presse
- Vasco Rossi “Kom Tour 2011″ - Credits: La Presse
- Vasco Rossi “Kom Tour 2011″ - Credits: La Presse
- Vasco Rossi “Kom Tour 2011″ - Credits: La Presse
- Vasco Rossi “Kom Tour 2011″ - Credits: La Presse
L’attesa è straziante: alle 21.41 partono le prime note che introducono a un concetto grafico e di luci dove a regnare è il movimento.
Un cartello sul secondo anello, posto dai fan recita: “Gli angeli avranno Dio, ma noi abbiamo Vasco“. Il palco è una stupenda cattedrale rock in continua mutazione.
Il profeta vive nella partecipazione del suo pubblico: quando si inizia a pensare che la voce del Blasco sia sostenuta un po’ troppo dai cori, scopri che invece è il pubblico a urlare a ogni singola parola. Una forza motrice che è l’eredità del “giovane vecchio” della musica.
Tutto parte da “Sei pazza di me“, ma è solo il riscaldamento di un live che raggiunge muri altissimi di suono in “Rock’n'Roll Show” e plana sui territori commossi di “Starò meglio di così“, senza dare troppo nè troppo poco.
L’innocenza è sempre la stessa, quella di un “bambino” che in passerella cammina sul bordo per avvicinarsi naturalmente di più al pubblico e talvolta saltella con fare giocoso e ironico. Si comporta sul palco come se fosse davanti a un gruppo di amici, nell’accezione più straordinaria del termine.

Vasco Rossi "Kom Tour 2011" - Credits: La Presse
La band non lo lascia parlare e gioca con lui dopo l’esecuzione di “Vivere o niente“, quando si dilungava troppo inneggiando alla libertà e alla difesa quotidiana dei propri diritti per mantenerli vivi. Il Messia dalle parole semplici chiede di non vivere mai “così così”, senza mai scegliere. Il pubblico risponde con entusiasmo.
La parabola si innalza con “Siamo soli“, ma in questo live non c’è mai tempo per soffermarsi sulle emozioni: la scaletta corre veloce e offre grandi spazi alla band (forse persino troppi) e al contorno scenico, come nella particolare presenza di un equilibrista circense sospeso sullo stadio.
21 fuochi (esibiti in “Gli spari sopra” sul finale), led e luci che hanno una copertura pressoché totale del palco e della platea. Tutto è grande e Vasco non si mostra mai imperante. Sembra lì quasi per caso, viene voglia di abbracciarlo per quel suo modo così bello e onesto di vivere la musica.

Vasco Rossi "Kom Tour 2011" - Credits: La Presse
Quando inizia ad intonare “Non l’hai mica capito” intuisci che ci vorrebbero 24 ore di live per essere davvero gratificato sotto ogni aspetto. Ci si deve “accontentare” del riscatto nel gran finale.
In “Guarda dove vai” un garibaldino sventola la bandiera italiana, mentre nel medley di “Vita Spericolata” e “Alba Chiara” abbozza, ma è l’emozione del pubblico a lasciare senza fiato.
Lui, nel frattempo, gode delle sue creature ma non si compiace con vanità, guarda tutti con riconoscenza.
Vasco oggi non fa semplicemente concerti “per battere cassa”, genera un incontro emotivo risultato di un percorso artistico che oggi più di ieri riesce ad essere incredibile. Con la sola non corrispondenza tra l’intimità del suo ultimo album, “Vivere o niente“, a cui corrisponde una gigantografia live magari innecessaria.
- Giovedì 23 Giugno 2011









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Il 23 Giugno 2011 alle 18:22 Vasco Rossi: “Live Kom 2011″, la recensione del concerto | Notizie Più ha scritto:
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