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Noemi: Mtv Days 2011 - Credits: La Presse
Gli Mtv Days (a Torino, fino a sabato 2 luglio) parlano di musica e inevitabilmente di talent show.
Sotto la moderazione di Paolo Giordano de Il Giornale, concentriamo oggi la nostra attenzione sull’ospite centrale del dibattito di ieri pomeriggio, Noemi: concorrente di X Factor nel 2008 e esempio eccellente di successo con il suo ultimo album “RossoNoemi“.
Con lei si è discusso dell’eventuale crisi dei talent, domanda che trova la sua risposta nei primi tre minuti di conversazione: no, non sono affatto in crisi. Anzi.Le ragioni sono tante, ma la più attuale è l’investimento da parte di Sky nel format di Simon Cowell che dopo quattro anni in Rai arriva su Sky con mezzi economici notevoli (si parla, oltre dei giudici Simona Ventura e Morgan - e pare Arisa come terzo nome quasi certo - di provini effettuati nelle sue fasi finali in grossi palazzetti), rilanciando un marchio cult anche in Italia sulla pay-tv.
Il talento “rosso” nato nei club ed esploso su Raidue, introduce molto bene al tema:
“È importante capire se la televisione per questi ragazzi rappresenta un mezzo o una finalità. A ogni modo non capisco molto le persone che vedono in chi partecipa nei talent show qualcuno che si ‘vende’ alla tv.
Credo sia uno strumento meraviglioso in un momento in cui non esistono più tanti spazi canonici come i locali, in un periodo dove la discografia ha bisogno di più sicurezze o di una prova televisiva per investire sugli emergenti”.
Ricorda - molto bene - che partecipare a X Factor è un po’ come esporsi su Youtube: a parte la dimensione del mezzo, è necessario conoscere lo strumento e lo scopo di utilizzo.
“Non ci vedo nulla di male, sono tutti mezzi di comunicazione che hanno un ‘potere di gittata’ delle informazioni e secondo me vale la pena utilizzarli tutti”.

Noemi ospite degli Mtv Days - Credits: Mtv
Un dubbio che giustamente viene sollevato è quello della sperimentazione di territori musicali e personali diversi da quelli naturali, scelte di ricerca indotte (spesso votate alla musica popolare) che la cantante romana ha trovato però utili per la sua formazione nell’ex accademia di Raidue:
“Con l’aiuto di Morgan e con le sue scelte sono passata dal cantare solamente in inglese a conoscere molte sfaccettature della musica italiana, un momento importantissimo per me. Ecco: lo sbaglio che si può fare in un talent show è pensare che la ricerca sia dover rincorrere la massima notorietà.
Ricordiamoci che il pubblico di un talent è un pubblico che rimane confinato tra persone che guardano la tv. Il talent deve essere visto solo come un bel modo per iniziare, anche se magari uscire allo scoperto troppo giovani non ti dà modo di presentare al grande pubblico una personalità artistica definita.
Posso aggiungere che probabilmente non avrei fatto Amici per una questione psicologica ed emotiva. Il programma dura sette mesi e ti stimola molto al confronto con professori, giudici e pubblico. Non so se avrei retto qualcosa di simile”.
In tutto il dibattito, sembra però che il vero problema non siano Marco Carta, Alessandra Amoroso o Marco Mengoni, ma il pubblico.
Viene visto spesso a compartimenti stagni, diviso come se non avesse capacità di scelta e decisione. Secondo Noemi “il pubblico non è un automa e a loro si deve rispetto. La gente è in grado di lasciarsi affascinare dalle diverse proposte che si fanno fanno anche al di là della televisione, come nei festival come il Mei o sul Web“.

Noemi: Mtv Days 2011 - Credits: La Presse
Qualsiasi mezzo va benissimo allo stesso modo, ma la differenza la fa chi sei e come ti proponi.
Se pensate che Noemi è un’artista uscita dalla tv che a San Siro non raccoglie i fischi e gli improperi tradizionali che si riservano a chi apre i tour di Vasco Rossi, va da sé che l’artista prende una strada che non dipende tanto dal talent che ti accoglie, ma da come viene gestito l’esordio e le prime fasi successive della carriera.
La tv è e rimane comunque un canale promozionale importante. Per assurdo sembra però essere ancora poco capace di accogliere la musica live:
“Non si riesce ancora a suonare dal vivo in tutti gli studi televisivi.
Io canto sempre nei programmi, anche se a volte è azzardato. Per fare una bella performance ci vanno alcune caratteristiche tecniche e di struttura che spesso non si trovano. O sei un artista di peso che si impone, oppure tocca cantare in playback”.
Domandiamo infine a Noemi se avrebbe scelto comunque di fare X Factor sapendo di andare in onda su Sky:
“A scatola chiusa è difficile, non lo so. Il pubblico di X Factor è e rimarrà un pubblico che ama la musica. Sono curiosa di vedere che taglio editoriale può avere prima di poter giudicare.
Una cosa è certa: se nei protagonisti ci sarà del talento, la missione del programma verrà raggiunta anche su Sky”.
- Venerdì 1 Luglio 2011









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Commenti
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Il 3 Luglio 2011 alle 9:17 daisy_ra ha scritto:
devo gridarlo al mondo interooo: mi hanno chiamata per il provino il 6 luglio!!!!!! che emozione, che strizza! non vedo l’ora…. pensavo fosse obbligatorio e invece no, ma io ho provato lo stesso, essendo a Milano(eh, dal 5 all’8, per chi fosse interessato, zona Castello Sforzesco)! non ci speravo e invece è andata bene, chissà cosa accadrà dopo, incrociate le dita per me :D
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