
Lucian Freud - Double Portrait (Ansa/Epa)
Osservare un dipinto di Lucian Freud, dovrebbe essere come degustare un buon bicchiere di vino, possibilmente rosso e corposo.
Ogni pennellata comunica molto di più del semplice gesto. Lui, che anche dopo la morte avvenuta mercoledì sera, all’età di ottantotto anni, viene ricordato come “il nipote di…“, sebbene non abbia quasi conosciuto il nonno Sigmund.
Fino a ieri considerato Il più grande pittore inglese vivente, oggi resta sicuramente uno degli ultimi post impressionisti moderni.
Una vita tormentata, come quella di tutti i grandi artisti, è stato bersaglio di molte voci, presunte e non.
Una delle più singolari è il numero di figli che gli sono stati attribuiti: si dice circa una quarantina e due matrimoni alle spalle, ormai consumati.
- L’artista britannico Lucian Freud
- Eight Months Gone, opera di Lucian Freud dipinta dopo l’incontro con Jerry Hall nel 1997
- Self-Portrait with a Black Eye, di Lucian Freud
- Benefits Supervisor Sleeping, 1995, di Lucian Freud
- Reflection with Two Children (Self-Portrait), di Lucian Freud
- Boy Smoking, 1951-2, di Lucian Freud
- Bruce Bernard, 1992, di Lucian Freud
- Self Portrait, Reflection, di Lucian Freud
- Woman Smiling, di Lucian Freud
- Ritratto di David Hockney, 2002, di Lucian Freud
Un carattere schivo; pochissime interviste, rarissimi scritti, quasi totalmente assente dagli eventi mondani.
Nei primi anni ‘50 fu fondamentale la frequentazione con artisti come Kosloff, Auerbach e soprattutto Bacon; nelle sue opere, spesso ritratti di amici e conoscenti, si distinguono dettagli crudi e destabilizzanti, sebbene meno tragici e visionari.
Voglio che la pittura sia carne
Materia che prende consistenza sulla tela, tormentata dalle pennellate che sembrano oltrepassare le due dimensioni, indagando nel subconscio del soggetto rappresentato.
Un artista che, come tutti i grandi Mostri Sacri, ha definito un tratto distintivo unico e irripetibile.

Lucian Freud - The Brigadier (Ansa/Epa)
Nelle sue opere l’estetica viene abbattuta, lasciando spazio alle ansie, ai malumori e all’insofferenza: per Freud era importante portare in superficie ogni ombra tenuta nascosta.
Come scrisse una volta:
Cosa chiedo a un dipinto? Gli chiedo di stupire, disturbare, sedurre, convincere
Fedele al realismo figurativo, ribadiva:
Non posso mettere nel quadro niente che non sia effettivamente davanti a me
Nel celebre ritratto The Brigadier Parker Bowles viene riprodotto con la postura dell’antico uomo d’armi.
Ma il volto non è altero, bensì irritato, velato da una percepibile amarezza per la fervida storia d’amore della sua ex-moglie - Camilla Parker Bowles - con il Principe Carlo, dopo i numerosi tradimenti spifferati ai tabloid inglesi.
Una ossessione per il soggetto che scaturisce in un dipinto solo dopo una attento studio della personalità, come facevano i grandi filosofi esistenzialisti.
La riflessione e le lunghe pause - la realizzazione del dipinto “Grande Interno” è durata due anni - comunica come lo stile di Lucian Freud non sia in cerca della rapida comunicazione adrenalinica, tipica dell’arte contemporanea.
Come un bicchiere di ottimo vino rosso, da stappare, lasciare decantare e assaporare lentamente, apprenzandone ogni singolo sorso.
- Venerdì 22 Luglio 2011









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