
Gene Gnocchi, dalla Domenica Sportiva in libreria - Credits: Maya©Kikapress.com
Un libro in uscita a metà ottobre, dal titolo “L’invenzione del balcone” (presentato in anteprima al Festival della letteratura Pordenonelegge il 17 settembre) e l’incarico fisso, come “disturbatore”, nella Domenica sportiva in onda dal 4 settembre con la conduzione di Paola Ferrari.
Sono gli impegni autunnali di Gene Gnocchi (vero nome Eugenio Ghiozzi), che Panorama.it ha incontrato per parlare dei suoi impegni e delle sue idee. Questo il risultato della chiacchierata.
Cominciamo dal libro, il settimo da lei pubblicato. Allora, si sente uno scrittore più che un cultore dell’umorismo?
Sa qual è la mia filosofia di vita? Meglio fare tante cose e male che una sola e bene. Scherzi a parte: i miei tanti ruoli mi divertono e mi appagano. Sono anche attore, cantante, e sono stato persino calciatore professionista.
Perché ha scelto Pordenonelegge per l’anteprima del suo libro?
È un luogo di incontri letterari ad alto livello, che dedica una sezione alla esplorazione della continuità tra letteratura e spettacolo.
In quest’ambito presento il mio libro, una storia surreale di un rappresentante di sieri antivipera che gira l’Italia dimostrando l’efficacia dei suoi prodotti. Al suo seguito una vipera e il nipote, al quale - dopo il morso dell’animale - somministra il rimedio per dimostrarne l’efficacia.
È una maniera singolare per ironizzare sui mali della società e per rendersi conto che il mondo è davvero finito. Tutto accade attraverso un susseguirsi di colpi di scena.
E poi se ne va a fare il disturbatore nella Domenica sportiva…
Certo, come state vedendo, il mio compito è scompigliare tutto ciò che sembra normale, sono un agitatore e prenderò solennemente in giro Paola Ferrari.
Qual è la squadra per cui tifa?
Io tifo per i calciatori, non per le squadre. Mi piaceva Pastore del Palermo ma se ne è andato al Paris Saint Germain. Seguirò con interesse Cassano e Alvarez. Per gli altri, vedrò come si comporteranno sul campo.
Cosa farà il prossimo anno?
La novità è che torno a Zelig, la cui prossima edizione è prevista per gennaio. Sarò bipartisan. Mi dividerò equamente tra Rai e Mediaset.
Non crede che sta diventando sempre più difficile fare satira?
La satira è la speranza dell’avvenire. Il problema è capire se una tv bloccata su schemi antichi, come quella che ci propinano, sarà in grado di sostenere nuove idee, anche nel settore satirico.
La comicità è meno impegnativa della satira?
Diventa sempre più difficile scovare nuovi talenti comici: l’offerta è talmente elevata che l’originalità quasi non esiste più. Oggi i giovani sfruttano solo i cosiddetti tormentoni.
C’è un programma che le piacerebbe fare?
Sì, uno sulle persone che scrivono libri. Vorrei fare un’inchiesta non sui grandi scrittori, ma sulla gente comune che scrive. Temo però che nessun direttore lo accetterà nei suoi palinsesti.
Proviamo noi a fare un appello a tutti i direttori di rete?
- Lunedì 5 Settembre 2011









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