
Il villaggio di cartone (01 Distribution)
Storia di migranti in Italia e di fede, Il villaggio di cartone di Ermanno Olmi dopo essere stato presentato fuori concorso alla Mostra di Venezia arriva il 7 ottobre nelle sale. E chi conosce lo stile del più “religioso” dei nostri cineasti sa già che non si deve aspettare le larghe vedute di mare e la trasparenza acquatica di un altro recente racconto italiano di clandestini, Terraferma di Emanuele Criealese.
Il villaggio di cartone è austero e riflessivo, con atmosfere plumbee e claustrofobiche, con dialoghi o monologhi che sembrano fatti a teatro. Non a caso è stato girato interamente nel palazzetto dello sport di Bari, adattato a chiesa. La scena inizia con un cavo d’acciaio che depone dal soffitto il Crocifisso e operai che smantellano quadri, panche, ornamenti: la chiesa di una imprecisata città italiana viene chiusa al culto, nella disperazione del vecchio prete che da sempre lì ha esercitato il suo mandato, una disperazione con cui però quasi mai si riesce ad entrare in empatia. Il vecchio sacerdote è interpretato da Michael Lonsdale, che recentemente aveva già messo le vesti sacerdotali nell’intenso film francese Uomini di Dio.
- Il villaggio di cartone
- Il villaggio di cartone
- Il villaggio di cartone
- Il villaggio di cartone
- Il villaggio di cartone
- Il villaggio di cartone
- Il villaggio di cartone
- Il villaggio di cartone
- Il villaggio di cartone
- Il villaggio di cartone
La chiesa chiusa diventa però appetibile luogo di rifugio per un gruppo di clandestini, che nella vecchia casa di Dio erige un “villaggio di cartone”, con tanto di parto in sacrestia che richiama una nuova natività (la recente cronaca italiana è ispirazione, e un parto in clandestinità compare anche in Terraferma). Di fronte a queste miserie umane, in un sussulto di coraggio e di speranza il vecchio prete saprà mettersi anche contro la legge e le dure misure italiane contro i clandestini in nome di una fratellanza e di una solidarietà che va al di là di luoghi consacrati e di mandati divini. “Ho fatto il prete per fare del bene. Ma per fare il bene non serve la fede. Il bene è più della fede”. Ed ecco così che, come pur senza la sacralità del luogo la chiesa diventa nell’accoglienza degli ultimi la vera casa di Dio, senza fede è comunque possibile la carità. In camera, da solo, di fronte a un piccolo crocifisso il prete confesserà in un sussurro di sentirlo ormai “lontano nel tempo”.
Echeggia il dubbio della fede, mentre tra i clandestini, confusamente, compaiono i buoni e i cattivi, quelli che accettano la sorte di fughe e miseria e quelli che vogliono vendicarsi contro chi ha il ventre sazio scegliendo di indossare una cintura di dinamite. Quanta roba insieme, troppa. E quante riflessioni esposte in modo teatrale e filosofico, anche sulla bocca di emigrati che si suppone non dovrebbero sapere padroneggiare la lingua, né avere la filosofia come principale interesse.
“O noi cambiamo il corso della storia o sarà la storia a cambiare noi”. Il sermone di Olmi giunge forte e chiaro, anche attraverso considerazioni di Gianfranco Ravasi e Claudio Magris. Ma come capita spesso ai sermoni, non riesce a toccare in profondità il cuore e non sollecita pronte contro-riflessioni.
SCHEDE E FOTO DEI FILM IN USCITA
- Venerdì 7 Ottobre 2011










I calendari 2012
Tutto su Belen Rodriguez
Tutto su Lady Gaga








Talent show: le 10 star internazionali più amate su Facebook
Musica, le gallery più cliccate: Jennifer Lopez e Noemi in testa, e ci sono sorprese


Le ragazze di Periscopio
Le foto più belle, settimana dopo settimana
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 7 Ottobre 2011 alle 19:31 Ermanno Olmi: “La libertà si paga con la solitudine” | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] poetico e denso di simboli su temi delicati quali l’immigrazione e la religione. Il titolo è Il villaggio di cartone, dal 7 ottobre in 80 sale: “Tutti avvertiamo di essere alla vigilia di un grande cambiamento: [...]
Il 7 Ottobre 2011 alle 23:07 - Vivi Capena ha scritto:
[...] poetico e denso di simboli su temi delicati quali l’immigrazione e la religione. Il titolo è Il villaggio di cartone, dal 7 ottobre in 80 sale: “Tutti avvertiamo di essere alla vigilia di un grande cambiamento: [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.