
Claudio Bisio, protagonista di Bar Sport (Credits: ufficio stampa)
Quando parla è un fiume in piena, non solo sul palco di Zelig. Sarà per questo che per Bar Sport il regista Massimo Martelli ha chiamato proprio Claudio Bisio a interpretare il tecnico del leggendario bar descritto da Stefano Benni trentacinque anni fa: un cantastorie d’eccezione in grado di raccontare ai suoi compagni di avventure quotidiane, condivise tra un bancone e un tavolo da biliardo, storie incredibili. A chi si è ispirato? “A certi affabulatori che si trovano nei bar, e non solo: personaggi che pensano di sapere tutto in Italia ne abbiamo a bizzeffe!”.
Dopo Benvenuti al Sud, un’altra commedia corale: si aspetta di bissarne il successo?
Faccio commedia da una vita, sono un gran lavoratore, ancora non mi nominano Cavaliere del Lavoro perché sono giovane, ma aspetto! Dicevo, nel fare commedia mi impegno e ci credo da tempo, ho sbattuto per anni la testa contro un muro di diffidenza che finalmente al cinema si è rotto. Anche se quest’anno mi pare che le commedie siano partite in modi e numeri diversi rispetto alla scorsa stagione.
Come si spiega questo cambiamento di rotta?
Non so, colpa forse dell’estate prolungata: un po’ di pioggia fa bene al cinema! Il segreto non c’è, se qualcuno l’avesse sarebbe Re Mida, io stesso provo a fare commedie ironiche, divertenti e non volgari a partire da Asini nel ‘99, che però andò molto male. Benvenuti al Sud è stato l’apripista per un successo commerciale di commedie che hanno funzionato: assurdo che la rinascita del cinema italiano sia dipesa dal remake di un film francese, no? Comunque ne sono contento, spero solo non sia un’onda corta e che produttori e registi non esagerino in quantità, perché la gente poi si stufa: meglio una commedia in meno, ma di maggiore qualità. Come Bar Sport.
Ha aderito senza esitazione a questo progetto, come mai?
Perché nel prologo del film ho i capelli (ride, ndr). Seriamente, ho l’edizione originale del libro di Benni del ’76, questo vuol dire almeno tre cose: che nel ’76 già leggevo e da qui si scopre che non sono più giovanissimo; che ho imparato a leggere; e che ho amato da subito Benni. “Mitico” è un aggettivo che non amo, ma ancora oggi questo libro è tale. E mi piaceva tornare a raccontare valori che spero siano ancora attuali, come la genuinità dell’amicizia, la sincerità, o la sincerità delle bugie. Poi l’inserimento di cartoon mi pare una bella novità per un film comico: per ora è un unicum, ma mi piacerebbe fosse l’inizio di un nuovo ramo della comicità italiana. Da dieci anni provo a portare al cinema opere di Daniel Pennac, se Bar Sport dovesse andare bene il mio film sarebbe un suo diretto cugino.
Intanto sta preparando Benvenuti al Nord…
Sì, ma fino a gennaio potrò dirne poco, vi assicuro però che la sceneggiatura è a dir poco divertente. E poi rilavorare con Angela Finocchiaro per me è sempre un grande piacere.
Invece dalla nuova edizione di Zelig cosa dobbiamo aspettarci?
Nuovi comici, ma stessa sintonia con Paola Cortellesi, anzi quest’anno siamo più rilassati perché abbiamo vinto una battaglia, non dobbiamo più dimostrare niente a nessuno.
E’ più difficile far ridere in tempi di crisi?
Non è detto che la condizione della società neghi il riderci sopra, c’era chi faceva il mio mestiere in tempi di guerra! C’è sempre bisogno di uno sguardo ironico e dissacrante.
Si tolga un sassolino nella scarpa: contro chi lo scaglia?
Contro i critici: li invito ad essere meno schizzinosi sulla commedia, il fatto che il mio amico Diego Abatantuono non abbia ancora vinto un premio come miglior attore mi indigna parecchio.
- Giovedì 20 Ottobre 2011









I calendari 2012
Tutto su Belen Rodriguez
Tutto su Lady Gaga








Talent show: le 10 star internazionali più amate su Facebook
Musica, le gallery più cliccate: Jennifer Lopez e Noemi in testa, e ci sono sorprese


Le ragazze di Periscopio
Le foto più belle, settimana dopo settimana
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.