Oggi compie ottant’anni Monica Vitti, attrice che ha segnato la storia del cinema italiano per l’indimenticabile ironia e quella formidabile versatilità che le consentiva di passare dai ruoli drammatici nei film di Michelangelo Antonioni a quelli più brillanti in cui sapeva tener testa a mattatori come Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman e Nino Manfredi.
Una donna unica, un’artista sempre “in cammino, dall’inizio della sua carriera: non si è mai fermata”. A sostenerlo è il marito Roberto Russo, nel volume La Dolce Vitti curato da Stefano Stefanutto Rosa che sarà presentato oggi al Festival di Roma. Per omaggiare l’attrice romana, previste anche due proiezioni (Dramma della gelosia – Tutti i particolari in cronaca e Scandalo segreto, ultimo lavoro della Vitti) e una mostra fotografica visitabile fino al 4 novembre: Monica e il cinema: l’avventura di una grande attrice a cura di Anna De Marchi e Antonella Felicioni.
Foto di scena si alternano a primi piani dalla forza espressiva disarmante. Del resto Monica era così, “estraniante e moderna”. Con queste parole la definisce il press-agent Enrico Lucherini, che ha condiviso con lei diverse avventure cinematografiche, e non solo: “Una volta andai con lei a Taormina per accompagnarla a ritirare un premio e al ritorno Monica fece fermare l’aereo da Catania a Roma, con le eliche che già andavano. Da allora anche io prendo l’aereo solo se assolutamente necessario”.
Che tipo di donna è Monica Vitti?
Simpatica, carina, molto spiritosa e con un carattere forte. Una donna estroversa e un’attrice che sapeva alternare perfettamente una commedia a un dramma di Antonioni. Io ne ero sorpreso: la vedevo a teatro nelle pièce brillanti con Bice Valori e mi piaceva da pazzi, poi al cinema la ammiravo nei film di Antonioni, un talento incredibile.
Era un’attrice “obbediente” sul set?
Con Antonioni sì, si lasciava guidare ed era molto attenta a tutto quello che faceva, perché credeva fermamente nella sua poesia, lo ascoltava molto. Poi, ovviamente, diceva la sua e spesso discuteva anche con gli altri, ricordo ad esempio che sul set di La cintura di castità litigò con Tony Curtis e al secondo giorno i due già si parlavano per interposta persona! Per il resto con i colleghi era piuttosto simpatica, con Sordi erano proprio la coppia comica d’oro, simpaticissimi, tutte le volte che li ho visti insieme si divertivano molto. Poi Monica era disponibile anche con i giornalisti, alle interviste arrivava sempre puntuale. La categoria che forse sopportava meno erano i fotografi.
Come mai?
Monica non era una mondana, andava a ritirare i premi e partecipava alle serate private solo se non c’erano fotografi. Poi all’epoca non c’erano i fotografi che correggevano le immagini, quindiquando per esempio le sottoponevo le foto di scena alla fine ricevevo molti più “no” che “sì”. Non era semplice, ma tutto sommato era giusto: Monica non era facilissima, e di sicuro non appartenente alla tipologia femminile di ‘velina solo bellissima’. Ma era sicuramente una donna interessante.
Aveva vizi da diva?
Non proprio, o non che io sappia, però certamente aveva richieste, aveva da ridire su diverse cose, ma è normale. Anche perché poi i registi la ascoltavano. Ricordo che qualche giorno prima della Mostra di Venezia a cui portammo Deserto rosso io vidi il film a Roma e c’era una battuta che a me non piaceva molto. In una scena la Vitti mangiava un panino e diceva: “Oddio, mi fanno male i capelli!”. Non mi piaceva, proposi di toglierla, ma Antonioni non voleva. Il pubblico di Venezia mi diede ragione e la stessa Monica dopo Venezia aveva capito che in effetti era una battuta che non funzionava, e alla fine la fece togliere. Da allora ogni volta che ci incontravamo, ci ripetevamo la battuta sui capelli che fanno male!
L’ha più rivista di recente?
No, l’ho vista l’ultima volta da Costanzo, era con Sordi e Gassman, e già vedevo che doveva leggere nel gobbo certe cose che pensavo lei conoscesse bene, quindi forse la sua malattia era già in atto. So che ormai non parla proprio, è un’altra persona, purtroppo.
Individua oggi un’erede di Monica Vitti?
Penso sia Paola Cortellesi. O forse Valentina Lodovini, che fisicamente è molto bella, ma potrebbe arrivare a fare quel tipo di film e di ruoli che Monica ha interpretato. Comunque la sua comicità era unica, anche in passato non c’era nessuna come lei.
- Giovedì 3 Novembre 2011











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