Completo grigio e capelli bianchi, un’eleganza d’altri tempi e un bacio caloroso alla direttrice artistica Piera Detassis. Così Richard Gere si presenta al Festival del Film di Roma, per incontrare la stampa prima dell’incontro stasera con il pubblico, dove riceverà il Marc’Aurelio Acting Award. Spiritoso e galante, a 62 anni commenta così la sua fama planetaria di sex symbol: “Non è una realtà della mia vita, mi piace il mio mestiere, amo pensare che grazie a me la gente possa divertirsi, ma le etichette non hanno alcun significato“. Eppure, per rispondere a una giornalista uruguayana, ammette sornione: “Conosco bene il suo paese, una delle mie prime ragazze abitava lì”.
Quale è il suo rapporto con i premi?
Mi piace quando riconoscono il lavoro svolto, l’Italia è stata la prima a riconoscermi il merito, il mio primo premio internazionale in assoluto è stato il David di Donatello per I giorni del cielo. Non mi piacciono, invece, i premi di fine carriera, quelli che ti danno quando stai per morire!
Ne I giorni del cielo aveva 29 anni, oggi come vede la sua carriera?
Non ho eccessive aspettative nei confronti del cinema: ciò che conta per me è la vita, e quella la prendo davvero sul serio. Sul set faccio del mio meglio, ma non credo sia poi un granchè quello che faccio, sono molto umile e non mi piace personalizzare troppo il mio lavoro. Al primo posto nella mia vita c’è la mia famiglia, quindi mia moglie e mio figlio di undici anni, e poi i miei maestri tibetani. Rimango ancora sorpreso quando mi propongono copioni che suscitano interrogativi, perchè ogni interrogativo comporta un viaggio alla scoperta di qualcosa, per questo mi piacciono. Per me non è una carriera, quanto un viaggio di vita: a me interessa questo. E, certo, per me è un piacere fare cinema, se dovesse passare il piacere mi fermerei e non sarebbe un problema, vi assicuro.
Com’è cambiata Hollywood dai tempi dei suoi inizi di carriera?
Io ho fatto film nell’era d’oro di Hollywood, perché negli anni ‘60 e ‘80 gli studi erano pronti a rischiare, era possibile fare film senza spendere una fortuna, eravamo dei pionieri, come se armati di machete ci facessimo strada nella giungla. Le cose poi sono cambiate da punto di vista economico: ormai vediamo quasi solo blockbuster, è difficile trovare energie e finanziamenti per i piccoli film. Mi dispiace per i giovani attori e registi, costretti oggi a seguire regole che non sempre incoraggiano la creatività.
A proposito di giovani attori, ce n’è uno che individua come suo erede?
Ryan Gosling, che mia moglie per altro adora… forse per questo è come me!
Senta, a quale tra i suoi personaggi è più affezionato?
Tutti mi lasciano qualcosa, anche perchè tutti nascono da me, persino le parti più negative mi appartengono e io ne sono consapevole. Basta accettarlo, è il lavoro sano dell’attore.
Come si fa a vivere questo tempo di crisi con il suo ottimismo?
Più che ottimista, io seguo la via della liberazione interiore, dall’età di vent’anni ho abbracciato il buddismo e ho maestri straordinari da cui ho imparato e ancora imparo tantissimo. Però è chiaro, come mostra il bellissimo documentario Inside Job che io stesso ho votato come migliore agli Oscar, la situazione che viviamo non è semplice. E se siamo arrivati fin qui è colpa di una totale irresponsabilità e avidità di gente che oltre tutto ha fatto poi carriera nel governo, e questo ha destato in tutti noi un senso di rabbia e violazione, siamo stati come stuprati. Bello, però, che la rabbia si sia espressa in manifestazioni pacifiche e molto sentite, prima o poi bisognerà rendersi conto che l’irresponsabilità e l’avidità possono davvero essere sconfitte.
Tornando alla sua carriera, non le interesserebbe passare alla regia?
A me interessa anche andare sulla luna, se è per questo! In molti insistono che dovrei fare il regista, potrei forse farcela in effetti, ma mi farebbe paura. Mi spaventa dedicare un anno e mezzo della mia vita a un progetto: non sono pronto a rinunciare al mio rapporto con la mia famiglia e con i miei maestri. Adoro il mio lavoro, ma la mia vita viene prima.
- Giovedì 3 Novembre 2011











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