
Nicola Savino: Credits - La Presse
Nicola Savino è felice, sorridente. Voce del secondo capitolo di “Happy Feet“, nei cinema dal 28 novembre a 5 anni dal primo capitolo di successo, si racconta a Panorama.it. Per la prima volta vengono introdotte voci di personaggi famosi. Tra questi, con Rosario Fiorello, Pierfrancesco Favino e Nathalie Giannitrapani, spunta il nome di Linus e del nostro intervistato eccellente.
È davvero un momento d’oro per la storica voce di Radio Deejay e volto televisivo di successo. Dopo la grande visibilità ottenuta a “Scorie” su Raidue, “Quelli che il calcio” al fianco di Simona Ventura, la parentesi di rilievo in Mediaset a “Colorado” e la recente sperimentazione fallimentare a “Star Academy“, ecco un’intervista che toccherà molti temi.
Anche relativi ai rapporti tesi, secondo alcuni media, con il manager dei vip Lucio Presta.
Come ci si sente nei panni di un krill, una sorta di crostaceo? È un animale fuori dal comune per l’immaginario dei bambini…
“Eppure quegli occhi teneri e grandi li trovo così affascinanti. La mia bambina ha amato il mio personaggio fin dal trailer. Certo, i cuccioli di pinguini arrivano al cuore più in fretta, ma le avventure di Will e Bill sono pazzesche. Cercano di nutrirsi in modo non convenzionale scalando la catena alimentare e rifiutando di essere solo cibo per balene. Come sempre anche questo cartone ha una doppia lettura, per i bambini più semplice e divertente, per gli adulti più anticonformista”.
Com’è andato questo suo primo doppiaggio?
“Benissimo, e non è un modo di dire. È stato un mio sogno di sempre doppiare un cartone. Mi dicevo: ‘Ma quand’è che mi chiameranno per doppiare una pellicola d’animazione?’ Mi sono divertito tantissimo, lavorando con un direttore del doppiaggio come Carlo Valli che è la voce italiana di Robin Williams e Rex di ‘Toy Story’. Alcune scene, però, le ho dovute rifare 26 volte. D’altronde era la prima volta. È un lavoro di cui sono pienamente soddisfatto, anche se molti vedendo il film non troveranno una voce molto diversa da quella che sentono in radio e in tv, così come mi è stato chiesto. E poi al mio fianco c’è Linus, è stato divertente”.
Si dice che sarai il prossimo conduttore dell’Isola dei Famosi. È vero o no?
“A questa domanda non ho una risposta. Certo, la farei, ma non ho dati concreti. Mi viene il dubbio che mancando così poco tempo alla messa in onda, possa non essere io il nome alla conduzione. Però se i contatti dovessero arrivare ora, c’è ancora abbastanza tempo per lavorarci. Posso dire che conosco molte persone che lavorano a quel programma e che già sono all’opera per mettere in piedi la struttura, quindi l’edizione ci sarà. Quando ho condotto la puntata con Simona in Honduras, è stato entusiasmante. Poi, è inutile che lo dica, mi piace la rete (Raidue, ndr) e l’Isola”.

Nicola Savino - Credits: La Presse
Sei una star del social network Twitter , come ha cambiato la tua quotidianità e il tuo lavoro?
“Ne faccio un uso molto spontaneo. Passo anche un paio di giorni, al massimo, senza aggiornare. Però è stato un amore a prima vista. L’ho scoperto un giorno a gennaio sul treno scaricando l’applicazione di Twitter sul mio iPad. Un innamoramento che per esempio non ho mai avuto per Facebook. Più che scrivere cose mie, amo molto leggere gli altri. Lo uso come un giornale di cui scelgo gli editori di riferimento. Qualcuno dice i volti noti lo usino per comunicare solo tra di loro, invece io sono uno che risponde molto ai fan e pubblico anche cose che vedo in giro, che mi suggeriscono altri followers. Se una persona usa quel mezzo in mala fede, per fortuna, si capisce benissimo. Per esempio Fiorello ne fa un uso giocoso, fantastico”.
A proposito. Nell’era di crisi per gli ascolti tv, come ha fatto Fiorello a raggiungere dei dati di ascolto così importanti?
“Lui gioca in un campionato televisivo dove non ci possono essere avversari. Lui è su Marte che guarda noi terrestri con una unità di misura non paragonabile. Fa delle cose che fa solo lui e poche star internazionali saprebbero fare. Dovremo aspettare molti anni per avere un altro Fiorello, ha la capacità rarissima di canalizzare le energie del pubblico. E non lo fa solo a telecamere accese, lo sanno tutti, dal suo barista ai clienti della Valtour quando ha cominciato. È un artista di stretta attualità che sa fare satira. Chi lo ha criticato sui giornali e sul web non sa proprio che pesci pigliare. C’è stato un medley con ‘Tu vo fà l’americano’ che aveva una presa così ampia, dalla 80enne a un giovane sul web, un esempio che dimostra quanto lavoro e virtù ci sia in quel programma”.
Dagospia ha raccontato di una minaccia che lei avrebbe ricevuto da Lucio Presta…
“Non è andata esattamente così. È stata solo una piccola rimostranza proprio perché in radio ospitavamo nomi legati a X Factor durante Star Academy, ma non c’è stata alcuna minaccia e nemmeno nessuna promessa di conseguenze negative. Lucio è una persona troppo per bene per fare una cosa del genere. Detto questo, ci sta che qualcuno mi mostri il suo dissenso e che io possa anche imparare delle cose”.
Il tema centrale è proprio Star Academy, programma al quale ha partecipato nelle vesti di giudice. Qual è stata la genesi del fallimento?
“È un programma che doveva essere pronto a giugno, massimo luglio. Andando in onda settembre, è stato preparato in fretta e furia. Si potrebbero dire molte cose, ma la principale è che è un’esperienza nata male e finita male. Come qualcuno ha detto, ‘Era un bellissimo programma di 10 anni fa’. Quando le cose vanno così il pubblico se ne accorge e non si appassiona, anche se di per sé la trasmissione di brutto non aveva nulla, se non una prima puntata incerta. Va detto che ho guardato i primi otto minuti di X Factor, invece, e già piangevo come una fontana”.
Le manca “Scorie”? Tornerebbe a condurlo?
“Mi manca, molto. Solo che con la crisi economica tutte le reti generaliste non producono più nulla in seconda serata, eccetto Chiambretti. Chissà, magari appena si uscirà da questo momento nero, mi auguro possa tornare in onda”.
L’abbandono di “Scorie”, però, arriva con il tuo contratto in Mediaset per “Colorado”. Con un cambio di conduzione inaspettato…
“Colorado è un programma forte, più forte di chi lo conduce. Resiste al ricambio, così come Striscia la notizia e altre colonne della tv commerciale. Sono stato contentissimo di averlo fatto, così come sono contento oggi di non farlo più e dedicarmi a altro. Ad un certo punto pensavo che ‘Colorado’ fosse casa mia e invece mi hanno detto che era un albergo. Inizialmente la cosa mi ha un po’ lasciato stralunato, ma se le decisioni della produzione sono state queste, non c’era proprio nulla da obiettare”.
- Giovedì 17 Novembre 2011









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