
Roberto Vecchioni - Credits: Ufficio Stampa
Domani 29 novembre, sarà pubblicata la prima antologia ufficiale di Roberto Vecchioni, “I colori del buio“. Panorama.it è presente alla conferenza stampa di presentazione di questa nuova (eccellente) produzione discografica. Poesia in musica per uno dei più importanti cantautori italiani. Due brani inediti e una versione speciale di “Luci a San Siro”. In commercio ci sono già molti best of di Vecchioni, ci si chiede immediatamente il motivo discografico di questo lavoro:
“È una scelta voluta. Mi sono chiesto quali canzoni hanno rappresentato i momenti significativi della mia vita, ed ecco queste tracce. Non solo le canzoni belle e celebri, sono andato a guardarle tutte per riportare qui quelle che mi hanno fatto capire qualcosa di importante, quelle più profonde rivolte ai miei cari e alle battaglie che ho combattuto. Best of è un termine brutto perché pochissimi dei brani proposti sono pezzi di successo. Alcune delle canzoni, però, non le ho potute mettere, è stato difficile scegliere i brani. Ho disegnato una mappa che delinea il profilo della mia vita. Spero di aver fatto un buon lavoro”.
Ma veniamo alla collaborazione eccellente con Mina:
“L’idea nasce per i miei 40 anni di carriera e per la mia voglia di farmi un regalo. La più grande chi è? Lei. Ci ho provato, ho alzato il telefono, ed è andata. Ho inviato quattro versioni di ‘Luci a San Siro’ che in fondo è il brano più rappresentativo in assoluto della mia vita. Ha detto subito sì, ha cantato come voleva lei scegliendo anche il punto di attacco, che è perfetto. L’unico intervento di Mina in album altrui dell’anno, escluso Iacchetti”.
E sulla collaborazione di Mina con Iacchetti (in un brano di Natale dove c’è anche Vecchioni) spende parole di grande affetto verso Enzo:
“Iacchetti se mi dice andiamo in cima a una montagna e facciamo a chi si butta prima, io vado. Siamo amici da molto tempo. Amo il suo spirito, il suo humor e la nostra amicizia. Mi sembrava carino il progetto e lo scopo benefico. È un bel segno per la canzone italiana, che ci si metta insieme per progetti di questo genere”.
Rispetto a Sanremo, di cui è vincitore nel 2011 nell’ultima edizione condotta da Gianni Morandi dice:
“Non c’è mai stato un periodo d’ombra prima di Sanremo. Tornare lì era proprio per quello, perché la gente pensava che fossi un intellettuale e basta. Ho rischiato ma ero sicuro di quello che andavo a fare. È rimasta la stessa passione di sempre. C’era tanta gente che ancora non mi conosceva e questa estate c’erano un sacco di giovani ai miei live. C’era la curiosità e l’attenzione che cercavo. È stato molto importante ‘Chiamami ancora amore’ che oltre ad essere una canzone molto sentita aveva anche dei bei lati di furbizia”.

Roberto Vecchioni - Credits: La Presse
C’è spazio anche per una questione delicatissima, legata alla sua possibile collaborazione (di rilievo) al Forum delle culture 2013 (evento voluto e organizzato anche dall’Unesco) con le successive polemiche politiche legate al suo compenso e alle presunte reazioni negative dell’artista alla riduzione di tale cifra (stimato intorno ai 220 mila euro):
“Una voce è stata presa come notizia ufficiale ma non ci sono prove. O vado a firmare due fogli e prendere soldi come fanno in questi casi, oppure no ed è questo che ho scelto. È un evento in cui ci si deve mettere dentro del tutto, il che significa mettere in conto che non lavori più ad altro, perché annulli la tourné, l’insegnamento e altre cose. Per fare il Forum, ci perdo anche economicamente. Tutto il pacchetto di situazioni, potevo chiedere di più ma c’era un Cda dove già qualcuno pescava nel torbido. Sono il parafulmine di un problema politico e partitico a Napoli”.
Il problema è che adesso molti potrebbero non accoglierlo con il consueto calore:
“Adesso la situazione è spuria perché si è un po’ incrinata, devo remare per la mia credibilità. Non sono un uomo politico, se non c’è tutta questa serenità bisogna riformulare tutto, non voglio essere capro espiatorio per aver chiesto quello che è giusto. Il disorientamento dei fan è la cosa peggiore ma vi assicuro che sono assolutamente tranquillo. So bene di non aver varcato nessun confine chiedendo una somma inferiore a quanto detto. I fan lo sanno, ma quello che leggo sui social network però non è bello, in futuro si vedrà”.
Nell’album, tra i due inediti, spicca “Un lungo addio“, dedicato alla figlia (Carolina) che presto sarà sposa:
“La posizione del padre è particolare, un po’ è contento un po’ è incazzato. C’è un apporto di mia moglie molto importante, così ho deciso per non essere banale parlo a lui raccontandogli la mia vita, raccontando che prima o poi sapevo che se ne sarebbe andata. Potevo scadere nella retorica, dincendogliene quattro, ma poi alla fine non l’ho fatto. È venuta una canzone di continuità, dove racconto l’unione e la trasformazione nel rapporto padre e figlia. L’evento lieto è a maggio e a giugno arriveranno i gemelli dell’altra figlia”.
Lo troveremo in promozione televisiva il 10 da Fabio Fazio e molto probabilmente il 23 a Domenica In. Su Fiorello, lancia un appello:
“Non mi ha ancora invitato. Non lo chiamo eh? Non voglio fare quello che si impone. Posso dire però che la sua versione di ‘Luci a San Siro’ è una delle migliori in assoluto mai fatte”.
- Lunedì 28 Novembre 2011









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