
Val Kilmer e Elle Fanning in una scena di Twixt (credits: ufficio stampa)
C’è voluto un distributore italiano, di quelli meno noti per altro, per convincere sua maestà Francis Ford Coppola a concedere l’anteprima europea del suo nuovo Twixt al 29° Torino Film Festival. A raccontarlo è la stessa vice-direttrice del festival Emanuela Martini, che ha visto e apprezzato l’opera a Toronto e poi seguito le trattative per portarla a Torino, con scarso successo iniziale: “Ricevevamo continui rifiuti, Coppola non aveva intenzione di far girare il film per festival”. Prova ne è stata la totale assenza di Twixt non solo a Roma, ma anche a Venezia, dove il direttore Marco Muller lo attendeva a braccia aperte. Eppure, a una settimana dall’inizio della kermesse torinese, tale Stefano Jacono di Movie inspired decide di acquistare il film e distribuirlo nelle sale italiane nel 2012, così l’entourage di Coppola, memore dell’accoglienza riservata al cineasta già due anni fa, in occasione dell’anteprima italiana di Tetro sempre a Torino, finisce per accettare.
“Il sodalizio con Coppola si rafforza, siamo stati felici di avere anche quest’opera a Torino – continua Martini – perché è uno dei suoi film più di ricerca: definirlo horror è troppo, è un divertissement bizzarro con riferimenti letterari internazionali e un tocco di gotico americano”.
Difficile darle torto: Twixt è un mix di generi e ispirazioni diversissime, che partono da Roger Corman per arrivare fino a Baudelaire. L’esordio è in pieno stile “detective story”: un paese desolato, abitato da uno sceriffo appassionato di racconti horror e da adolescenti filo-satanici, un campanile stregato e una casa abbandonata testimone di un terribile massacro. Nel mezzo, Val Kilmer nei panni dello scrittore tormentato, ridotto a presentare il nuovo libro in un ferramenta e poi a risolvere un mistero che pare non riguardarlo ma poi lo riporta indietro nel tempo, costringendolo ad affrontare memorie, sensi di colpa e spettri del passato.

I topoi del genere ci sono tutti e Coppola, nel rispettarli, si diverte a stravolgerli: ai vari fantasmi, allucinazioni, incubi, vampiri e folli assassini accosta una serie di dialoghi impossibili (addirittura con Edgar Allan Poe), ironia spiazzante (“Come ci si sente ad essere lo Stephen King dei poveri?”, domandano al povero Val Kilmer), sprazzi di tecnologia (con tanto di memorabili litigate via Skype) e curiosi spunti di b-movie (con tocchi splatter e una Elle Fanning mai così costantemente “insanguinata”).
Il padre di Apocalypse Now firma, insomma, un suo personale giocattolo, una cupa matrioska di sensazioni e citazioni cinefile e letterarie, passando dalla ricerca della verosimiglianza all’evasione onirica più estrema senza alcuna soluzione di continuità. Come a dire che il cinema tutto contiene e tutto divora, compreso il 3d, qui utilizzato giusto in un paio di sequenze, con tanto di avvertenza al pubblico tramite occhialini in rapida apparizione sullo schermo.
Chi ha voglia di rigore e omologazione cinematografica guardi altrove, Coppola si trastulla con lo spettatore lanciandogli la provocazione di un’opera stordente, esagerata, un calderone traboccante di omaggi ed elementi in cui ognuno può pescare a piene mani, per poi volerne ancora, stregato dalla giostra messa in moto da un cineasta che davvero vive in questi anni la sua seconda giovinezza, libero finalmente di osare e divertirsi.
- Lunedì 5 Dicembre 2011









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Il 5 Dicembre 2011 alle 20:18 Glenn Close si finge uomo e punta dritto all’Oscar | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] chiudere in bellezza il 29mo Torino Film Festival ci ha pensato l’atteso Albert Nobbs di Rodrigo Garcia, opera fortemente voluta dalla sua [...]
Il 5 Dicembre 2011 alle 20:29 - Vivi Capena ha scritto:
[...] chiudere in bellezza il 29mo Torino Film Festival ci ha pensato l’atteso Albert Nobbs di Rodrigo Garcia, opera fortemente voluta dalla sua [...]
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