E’ sconfinata la letteratura sul Don Giovanni mozartiano, l’opera più famosa del Salisburghese. Districarsi tra interpretazioni critiche e divulgazioni è arduo. Da qui l’idea di questa guida semiseria su cosa si deve sapere per evitare “magre” se siete fra gli invitati alla prima o se seguite l’opera in tv o sul maxischermo posto in Galleria a Milano.
I basic. Don Giovanni fu scritto nel 1787, debuttò a Praga dove fu accolto trionfalmente, mentre più tiepide furono le successive prima, soprattutto quella di Vienna che rattristò il compositore.
Il libretto, un autentico capolavoro letterario oltre che lirico, è di Lorenzo da Ponte che con Wolfgang Amadeus Mozart scrisse tre opere: Le nozze di Figaro, Don Giovanni e Così fan tutte, la cosiddetta trilogia italiana.
Il mito di Don Giovanni era già molto vivo prima che Mozart scrivesse l’opera, soprattutto per la scena della cena fra il libertino e il convitato di pietra.
Sebbene sia ufficialmente un “dramma giocoso”, l’opera è drammatica attraversata dal tema della morte in un gioco di contrasto fra Eros e Thanatos, sesso e morte. E allora perchè definirla così? Per la classificazione in uso al tempo di Mozart che voleva che l’opera buffa fosse quella in cui la musica delle arie, dei duetti e dei concertati portasse avanti l’azione, mentre ciò non accadeva nell’opera definita seria.
Occhio a…Il cast del 7 dicembre è stellare, i nomi sono tutti a prova stecca (toccando ferro) e sul podio c’è Daniel Barenboim, alla sua prima prima da Direttore Musicale del teatro milanese, eccelso direttore da cui si possono aspettare solo sorprese piacevoli. Gli occhi sono dunque puntati su Robert Carsen, talentoso regista, frequentatore della provocazione e della contemporaneità. Recentemente è finito in una polemica sulle regie moderne insieme ai colleghi Graham Vick, Robert Wilson …Il suo Don Giovanni sarà tutto in abiti di oggi firmati Armani and C. Ha trasformato alcuni palchi in fondali e i cantanti scenderanno in platea (anzi, all’inizio, Don Giovanni arriva di corsa dal fondo e salta sul palco). Insomma, niente a che vdere con la regia pur creativa di un Giorgio Strehler che firmò con Riccardo Muti una storica messinscena dell’opera. Ai ragazzi under 30 che hanno assistito a una prova il Don Giovanni di Carsen è piaciuto assai: 10 minuti di applausi.
Qui si dà i numeri. In periodi di sacrifici collettivi, è suonata eccessiva la richiesta di 2000 euro per un posto in platea (più altri 400 di prevendita: 2400 totale), ma con il 7 dicembre la Fondazione lirica milanese raccoglie in media tre milioni di euro, indispensabili per sostenersi. Altre cifre: 3mila rose, 200 ortensie bianche, 500 bocche di leone.
Quattro i ministri sicuri (Annamaria Cancellieri, Piero Giarda, Lorenzo Ornaghi, Corrado Passera) oltre al presidente Giorgio Napolitano, a Mario Monti: questi i nomi eccellenti sicuri. E’ anche la prima prima di Giuliano Pisapia.
Per tutti, dame e cavalieri, la parola d’ordine è sobrietà. Chissà se verrà rispettata dai vanitosi d’Italia.
- Martedì 6 Dicembre 2011










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Commenti
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Il 7 Dicembre 2011 alle 19:52 indigesto ha scritto:
Un Cast sprecato per questo inqualificabile allestimento. Un teatrino parrocchiale con i fondali fatti di tovaglie e lenzuole colorate avrebbe saputo fare di meglio. Finchè chi sovaintende i teatri lirici non si decide a prendere a pedate certi sedicenti scenografi assisteremo sempre a questi scempi.
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