
La cover del primo numero di Bolo Magazine

Nel precedente episodio riguardante il fenomeno dell’editoria indipendente in Italia avevamo incontrato Sibilla che ci aveva descritto il progetto TEMA Magazine.
Seconda tappa del nostro viaggio è BOLO Magazine, altra Fanzine completamente autoprodotta e distribuita in tutto il mondo.
Abbiamo incontrato Marco Nicotra: creatore, editore e finanziatore del progetto.
Innanzitutto perchè BOLO. Da dove prende spunto il nome?
La fase di scelta del nome è del logo sono state brevissime. Non avevo voglia di perdere mesi in dettagli bensì di passare subito al sodo.
BOLO è il primo e ultimo nome che mi è venuto in mente; stranamente non ho avuto indecisioni con altri candidati. Mi serviva una parola italiana che avesse un suono curioso se pronunciato da un inglese - il contrario rispetto alla tendenza generale di questi anni - ed ecco BOLO.
Il bolo alimentare è quello che abbiamo in bocca mentre mastichiamo, un miscuglio schifoso che generalmente nessuno vuole vedere. In questo caso ad essere mescolati sono i diversi stili di rappresentazione - fotografia, illustrazione, collage, grafiche… -
Che ruolo hai nel progetto e quanti siete a seguirlo?
Sono solo io; quindi copro tutti ruoli.
Sono art director e designer junior allo stesso tempo, editore e distributore. Mi occupo anche della parte di public relations che è quella che quotidianamente porta via più tempo.
Aggiorno quotidianamente anche il sito e il blog di BOLO dove si possono trovare tante informazioni circa il mondo dell’editoria autoprodotta
Cosa ti ha spinto a decidere di produrre una fanzine cartacea in un’epoca più orientata al digitale?
La decisione è stata molto semplice: non c’è stata nemmeno una vera decisione tra queste due possibilità. Ho fatto un magazine cartaceo perché è questo che volevo fare.
Un magazine digitale su di me non esercita nessun fascino. Inoltre, con lo sparire del supporto cartaceo, il prodotto fisico assume sempre più valore in qualità di oggetto da sfogliare, tenere, curare, collezionare, archiviare e annusare.
Dall’idea alla sua realizzazzione concreta, quali difficoltà hai incontrato e come le hai superate?
Molte difficoltà. In primo luogo tempo e denaro. Portare avanti da solo un progetto del genere porta via più della metà del tempo in relazioni interpersonali con collaboratori, stampatori, distributori, curiosi, burocrati ecc. Solo una piccola percentuale è stata effettivamente dedicata all’ idea iniziale, ovvero quella di divertirsi impaginando un magazine di grafica.
Secondariamente i costi di stampa. Non avendo trovato uno sponsor li ho sostenuti personalmente. Sarà difficile coprire i costi iniziali, per fortuna non è uno dei miei obiettivi principali.
Come sei riuscito a trovare un editore?
Non l’ho trovato. L’editore di BOLO è BOLO Paper, la minicasa editrice indipendente che gestisco sempre in maniera autonoma con la quale sto pubblicando varie cose, alcune già disponibili nello store.
Il primo numero pubblicato, dal titolo Stars are indispensable aveva anche una versione con allegato un cd musicale con 19 tracce. Secondo quali criteri hai selezionato gli artisti e i brani?
La musica nel cd è il genere di musica che mi piace ascoltare nel creare i miei lavori e mi piacerebbe che chi lo acquista, ascolti il cd mentre sfoglia il magazine - o viceversa -.
La giusta conclusione sarebbe che una volta finito l’ascolto/lettura si creasse qualcosa di nuovo, grazie all’ ispirazione tratta dal prodotto BOLO.
Com’è stata la risposta del pubblico?
Molto positiva se relazionata alla nicchia a cui fa riferimento. Moltissime persone, a voce e via mail, si complimentano continuamente per il progetto e per il fatto di portarlo avanti in maniera autofinanziata. BOLO è distribuito ormai un po’ in tutta Europa e non solo.
Mi sono tolto alcune piccole soddisfazioni come la richiesta di distribuzione della Tate Modern di Londra e di alcune librerie a Tokio.
Oltre allo shop on line, quali altri canali sfrutti per la distribuzione di BOLO?
Le librerie che tengono in conto vendita autoproduzioni. Ce ne sono in tutte le città del mondo, anche in Italia per fortuna sebbene in minore quantità.
BOLO al momento è distribuito in maniera consistente a Berlino, Londra, Barcellona e Tokio.
Che consiglio ti sentiresti di dare a dei ragazzi decisi a seguire il tuo percorso? Quale la strada da evitare assolutamente e quale quella da percorrere senza il minimo dubbio.
Piccola considerazione: viviamo in un era dove economia e supporto cartaceo sono in crisi, ma abbiamo anche il privilegio di poter pensare, impaginare e stampare qualsiasi cosa a poco prezzo.
Il consiglio è : se hai un idea creativa fai di tutto per realizzarla e il più presto possibile.Magari non ti cambierà la vita dal punto di vista economico ma da questa idea nasceranno mille altre opportunità; e nel frattempo avrai realizzato ciò che piace a te e non a qualcu’altro.
La cosa peggiore che una persona possa fare è quella di sprecare il proprio tempo vivendo la vita altrui senza sfruttare a pieno il proprio talento.
Quale sarà la tua next big thing.
Con BOLO Paper ho in cantiere una decina di pubblicazioni molto diverse tra loro sia per contenuti che per formato: è appena uscita la ristampa di LOST IN BERLIN e a breve uscirà LOST IN LONDON. Nei primi mesi del 2012 stamperò invece BOLO 2 , dedicato ai sogni, per i quale ho già ricevuto centinaia di contributi esterni.
Grazie.
- Mercoledì 7 Dicembre 2011









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