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Rihanna - Credits: Mida
A un certo punto, girata verso le coriste, ha sollevato le spalle quasi a scusarsi di essere emozionata. Rihanna è così, un po’ umana e un po’ aliena, sbarcata a Torino in una navicella spaziale, antipasto iper-tecnologico di questa prima eccezionale data del suo “Loud Tour” dell’11 dicembre.
- Rihanna - Credits: Mida
- Rihanna - Credits: La Presse
- Rihanna - Credits: La Presse
- Rihanna - Credits: Mida
- Rihanna - Credits: Mida
Due ore di pop puro, sei cambi d’abito, quattro schermi semisferici e mobili, un corpo di ballo di dieci elementi. Un palco vuoto (a prima vista deludente) svela le sue continue sorprese. La piattaforma su cui si esibisce l’artista è un puzzle dove gli elementi scenici si sollevano, ruotano, mutano continuamente.
Nella seconda data di questa sera che vedrà oggi 12 dicembre la più prolifica diva della musica commerciale a Milano, troverete sorprese e provocazioni in ogni brano. Vi lascerà senza respiro.
Mozzafiato è la parte “hot” del secondo blocco, dove da “Darlin Nikki” di Prince porta in campo la lap dance, catene (in “S&M“), mani nascoste che toccano il suo corpo e uno spettacolo lesbo con una ragazza pescata nel pubblico. Dopo la fase meno vicina alle hit, su un set militare con un enorme cannone (rigorosamente fucsia), arriva la fase acustica.

Rihanna - Credits: Mida
Non si è fatta mancare nulla: un dito medio al pubblico provocatorio, un “assolo” di batteria, fuochi d’artificio e una generosità fisica nel toccare il pubblico non comune alle grandi pop star
Andiamo al punto dolente: nessuno conosce Rihanna come una grande cantante. Proprio per questo ci ha stupito nell’interpretazione di “Unfaithful” e ”Hate that i love you“, presentandosi dentro una gabbia led in un abito giallo che ancora una volta non lascia troppo spazio all’eleganza, ma piuttosto all’ennesima provocazione con uno spacco ben oltre l’inguinale.
Non siamo qui a fare moralismo, ma ci preme sottolineare che l’anima che abbiamo apprezzato di più nella cornice dell’ex Palaisozaki è quella della giovanissima ragazza 23enne che ospite di X Factor USA, racconta con grande onestà la difficoltà di un mestiere che richiede passione, con un velo di malinconia sul volto, per un lavoro che tra soddisfazioni continue (è candidata a 4 Grammy per l’edizione 2012) assorbe la sua vita persone per diventare uno strumento di intrattenimento e emozione per il pubblico.

Rihanna - Credits: La Presse
Ha lasciato il palco dopo più di 20 pezzi, non prima di aver brindato con uno shot alcolico al nostro Paese e al pubblico di Torino (ringraziandolo perché uno dei pubblici migliori di sempre, non abbiamo motivi per non crederle) e aver sventolato la bandiera italiana pronunciando il nome della città in inglese e in Italiano. In effetti, l’unico sforzo di comunicazione con il pubblico per uno live con poca interazione “parlata” con la platea.
Con l’ultimo singolo (l’ennesimo, di successo) “We found love“, scappa quasi senza salutare. Come un bel sogno, la macchina irresistibile del pop d’oltreoceano ci ha lasciato ancora una volta stupefatti e invidiosi. Molti fuori dal palco già la paragonavano a Lady Gaga, sbagliando il metro di confronto.
Rihanna in sei anni (e sei album) ha ottenuto 30 singoli di successo che sono penetrati in un pubblico trasversale, duettando con chiunque vi venga in mente oggi nel panorama internazionale. La sua verve a tratti passiva, quell’energia mai troppo esplosiva fanno parte di un pacchetto artistico che non punta a stupire, ma a affascinare a ogni livello. E in questo, Rihanna non ha rivali.
- Lunedì 12 Dicembre 2011









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