
di Marco Capua
L’arte è come la fede, dicono in molti: dà risposte là dove si brancola nel buio, riserva una durata illimitata a ciò che sembrerebbe effimero. L’antica connessione tra bellezza e devozione nel periodo natalizio è più veloce e, se il Cristianesimo si fonda su eventi, quello della nascita di Gesù rifornisce il nostro culto delle immagini di una sottigliezza ulteriore. In questa prospettiva Panorama consiglia tre mostre importanti, qua e là in Italia.
Cominciamo con Georges de La Tour a Milano, mini-maxi esposizione di due capolavori del misterioso pittore del ‘600 francese. Provengono dal Louvre e ora sono nella Sala Alessi di Palazzo Marino (fino all’8 gennaio) a cura di Valeria Merlini e Daniela Storti (catalogo Skira). Davanti all’Adorazione dei pastori e al San Giuseppe falegname ti dici subito: ecco uno che ha tolto quasi tutto a Caravaggio e ne ha fatto esattamente il contrario. Infatti sappiamo quanto il virus del gran lombardo avesse contagiato mezza Europa e toccato l’artista lorenese. Però qui tra luci e ombre non c’è più nulla di brutale, di fuorilegge. Non si gesticola, s’ignora il movimento. Tutto è raccolto. I personaggi sono la mansueta emanazione della notte in cui sono immersi.
Perché Georges de La Tour, scriveva André Malraux che lo amava moltissimo, «è il solo interprete della parte serena delle tenebre». E, osservando le mani poste come a proteggere qualche fioco lume di candela, concludeva da par suo: «Ci voleva il suo genio per poter concepire un Caravaggio trasparente».
Il secondo set che Panorama propone è fiabesco. Siamo tra le massicce mura del Forte di Bard, all’imbocco della Valle d’Aosta, fra I tesori del principe. Capolavori delle collezioni del principe del Liechtenstein. La mostra, aperta dal 9 dicembre al 31 maggio, è una selezione di 80 opere fatta da Johann Kraftner e Gabriele Accornero dalla più importante collezione privata del mondo. Il rilievo di questa sterminata raccolta è dovuto alla passione secolare di una dinastia austriaca che cominciò a collezionare opere d’arte già nel ‘500, e che continua a farlo ancora oggi per mano del principe Hans-Adam II. Provengono infatti dal suo castello e dal palazzo di famiglia a Vienna gli stupendi Rubens (epicentro del gusto Liechtenstein) e poi i Rembrandt e i Cranach e i dipinti firmati Jan Brueghel (il Vecchio e il Giovane), Antonie Van Dyck, Frans Hals, Pietro da Cortona, Guido Reni, Canaletto, Angelica Kaufmann. Spicca, attraverso gli occhi di una Mitteleuropa fastosa, la spettacolare perlustrazione di una certa iperemotività occidentale, uno scandaglio dei sentimenti fondamentali dal Barocco al Romanticismo.
La terza mostra inizia da dove questa si ferma, e in fondo, a pensarci, si spinge molto oltre, verso un punto da cui è difficile tornare. Perché Van Gogh e il viaggio di Gauguin, curata al Palazzo Ducale di Genova da Marco Goldin (fino al 15 aprile), è una formidabile variazione sul tema del partire, andarsene via anche solo con l’immaginazione, condotta fra capolavori di William Turner, Claude Monet, Wassily Kandinsky, Edward Hopper. Al centro ci sono loro due, poveri magnifici cristi. Vincent, con la sua impossibilità di vivere all’altezza dell’iridescente sogno che sta facendo. E poi Paul, che nel 1897, stremato dai suoi viaggi verso l’altrove e il «mai più» di un paradiso irrecuperabile, decide di eseguire un ultimo quadro, Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?, e poi di farla finita. Il suicidio fallisce (troppo arsenico, Gauguin lo vomita subito) e così questa meditazione sulla vita e sulla morte da testamento si muta in redenzione, in una dolorante rinascita che regalerà al pittore ancora 6 anni di grazia e di tormento, e a noi un sacco di meraviglie.
- Giovedì 15 Dicembre 2011









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Commenti
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Il 16 Dicembre 2011 alle 10:19 ZicZac.it, clicca qui e vota questo articolo! ha scritto:
Questo articolo è stato segnalato su ZicZac.it….
L’arte è come la fede, dicono in molti: dà risposte là dove si brancola nel buio, riserva una durata illimitata a ciò che sembrerebbe effimero. L’antica connessione tra bellezza e devozione nel periodo natalizio è più veloce e, se il Cristian…
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