
di Raffaele Panizza
E ora che qualcuno s’è accorto di lei è lei a non accorgersi di se stessa. «Ho guardato due puntate e ho visto soltanto difetti, come al solito» sospira Martina Stella, l’attrice che su di sé non vara mai condoni, l’ex bimba di Gabriele Muccino che ha appena compiuto 27 anni e riesce a dimostrarne 10 di più e 10 di meno allo stesso tempo. «I momenti belli non riesco a godermeli. Capita spesso» si rammarica, con la pelle bianca da tintarella di luna, anzi da luci allo xeno.
Tutti pazzi per amore 3, da un’idea di Ivan Cotroneo e diretto da Laura Muscardin, su Rai 1 è un successo di pubblico e critica. E il suo personaggio, comico e svampito, gorgogliante di gridolini e romanticherie, biondo fuori e biondo dentro, è stato giudicato un piccolo capolavoro di comicità sopra le righe. Ma i detrattori, compresi quelli che ciascuno porta schierati nella propria testa, rumoreggiano senza sosta: «E vorrei anche vedere» tuona la giuria «Martina Stella è una bionda svampita e sopra le righe». Gulp di salivazione. E pronta risposta: «Se in giro c’è ancora qualcuno che la pensa così, probabilmente è anche colpa mia».
Ritiene che il cinema l’abbia messa da parte?
Ah, bella domanda… Di sicuro ci sono registi, anche molto importanti, che rifiutano persino di concedermi un provino.
Nomi?
Non ne faccio. Perché io, scema come sono, sogno ancora di lavorare con loro.
La laurea d’attrice dalle mani di chi la vorrebbe?
Non compilo classifiche. Se devo dire un nome, dico Ermanno Olmi.
Non esattamente un commediografo, però. L’idea di trasformarsi in interprete comica le pare una retrocessione?
Tutt’altro. Magari potessi diventarlo davvero.
Chi glielo impedisce?
Prenda Tutti pazzi per amore, caso emblematico: mi rivedo e subito m’assalgono i dubbi, su quel fare così grottesco del mio personaggio, l’esasperazione dei colori, quell’abbandono totale. Non so, sono piena di perplessità, nonostante la fiducia cieca che ripongo nella regista.
Ha mai pensato di lavorare meno e scegliere di più?
Mille volte. Ma poi mi ritrovo come al solito a fare provini, come una matta, con tutti. Mi becco un sacco di porte in faccia con la certezza che la legge dei grandi numeri siede dalla mia parte. Alla fine qualcuno che mi prende c’è sempre, per forza.
Pensa più spesso ce la farò oppure oddio non ce la faccio?
Penso sempre che ce la farò, ma solo perché mi costringo a vederla così. La mia inclinazione naturale sarebbe un’altra. Però credo ciecamente nella potenza del pensiero e nella sua capacità di trasformare le cose.
Ragionamenti da analista o da buddista?
Non nascondo che l’analisi, in questi anni, mi ha aiutato parecchio.
Qual è l’errore che commette sempre volentieri?
Il solito. Ma non riguarda il lavoro.
E sarebbe?
Credere ancora nell’amore.
D’ora in poi quali saranno i suoi «mai più»?
Per me è difficile ragionare in questi termini. Sono anni che cerco di mettere la sordina al mio lato razionale per seguire solo il mio istinto. Forse l’unica cosa che non rifarei sono certi servizi fotografici.
Per pudore?
No, perché sono stati fraintesi. Dentro certi scatti per Max o Playboy io ci vedo solo dolcezza, naturalezza, la bellezza di un corpo selvaggio. Non mi sono mai vista come un oggetto sessuale e quindi non rinnego nulla. Detto questo, ora ho un bisogno vitale di abbattere la comune percezione del mio aspetto fisico. Troppi pregiudizi, a causa della mia presunta bellezza.
Specchio delle mie brame, voglio diventare la più brutta del reame…
Sembra assurdo, ma sì, mi capita di desiderarlo. Sono sicura che crescendo, e sfiorendo, potrò acquistare finalmente maggiore verità.
All’edicola qui sotto ci sono un sacco di giornali di gossip e, sebbene lei sia single, neppure uno la riporta in copertina. Brutto segno o buon segno?
Ottimo, direi. Significa che la mia strategia comincia a dare frutti.
Quale strategia?
Cerco di apparire in pubblico il meno possibile, ovviamente nel rispetto della mia persona e della mia voglia di vivere. Evito di frequentare personaggi famosi, cerco di non partecipare alle feste. Voglio fermare un’emorragia di notizie e immagini lunga 10 anni.
Niente più bacetti a Trastevere?
Magari bastasse così poco. Il paparazzo poi me lo ritrovo dentro la metropolitana di Roma e persino per le strade di Bucarest (il riferimento è a un recente servizio fotografico che la ritrae con un giovane parrucchiere conosciuto sul set di «Tutti pazzi», ndr). Cerco di tutelarmi. Non sempre mi riesce. E i bacini possibilmente vorrei essere libera di continuare a darli.
Sta molto a casa, quindi.
Mi sono trasferita da poco in zona Parioli, in una bella casa col terrazzo, che ho cercato di trasformare nel ritrovo di tutti gli amici più cari.
Cucina lei?
Io faccio la spesa, gli altri preparano. Qualcuno porta una chitarra e io canto, tutta la sera.
Senza lavoro sopravvive?
Appena chiudo le riprese di Caruso (fiction Rai in programma la prossima primavera, ndr) mi fermo per un po’. La psicologia è la mia grande passione, in particolare lo studio dei sogni. Ho intenzione di iscrivermi all’università e laurearmi, e chissà che un giorno non possa diventare qualcosa di serio. Ah, non mi dispiacerebbe neppure inventarmi qualcosa nello sport.
Organizzatrice di eventi?
Per carità, tutto ciò che odora di pubbliche relazioni mi dà il voltastomaco. Vorrei fare la personal trainer, questo sì. Se mi vedesse correre a Villa Gloria, la mattina presto, capirebbe che in questo ho davvero un futuro.
- Giovedì 15 Dicembre 2011









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