
Il Gatto con gli Stivali (DreamWorks)
Apparso accanto a Shrek a serie in corso, il Gatto con gli stivali era diventato l’ingrediente vincente e sempre atteso in scena. Coi suoi occhioni sgranati e dolci a cui è impossibile resistere, per me è stato uno degli sproni principali alla visione di Shrek Terzo e Shrek e vissero felici e contenti. Per questo da Il Gatto con gli Stivali (dal 16 dicembre al cinema), film Dremworks che dedica al micio spadaccino una storia tutta sua, mi aspettavo di più. Di sicuro più risate.
E invece, soprattutto paragonato ai primi due episodi di Shrek, lo spin-off è carente di spirito comico. Dove sono andate a finire le esilaranti palle di pello che bloccavano il gatto in ogni più impensabile occasione?
Shrek aveva debuttato come satira di Hollywood e del mondo melenso e stereotipato delle favole, ma è poi diventato un franchising di successo da cui far scaturire sequel e sequel e incassi. Ora che Shrek è stato spremuto a sufficienza, Il Gatto con gli Stivali poteva essere il sostituto ad hoc, ma il film diretto da Chris Miller ha più elementi in comune con gli incolori ultimi lungometraggi sull’orco verde che con la verve dei primi due.
- Il Gatto con gli Stivali
- Il Gatto con gli Stivali
- Il Gatto con gli Stivali
- Il Gatto con gli Stivali
- Il Gatto con gli Stivali
- Il Gatto con gli Stivali
- Il Gatto con gli Stivali
- Il Gatto con gli Stivali
- Il Gatto con gli Stivali
- Il Gatto con gli Stivali
La storia va alle origini del Gatto con gli stivali e spiega chi è e da dove arriva questo eroe buffo e cavalleresco.
Chi si aspetta di rivedere le ambientazioni di Shrek sarà un po’ disorientato nel trovarsi invece in un contesto da cappa e spada, nella Spagna di Antonio Banderas (suo doppiatore nella versione originale americana e anche in italiano).
Messo da parte il lato più grottesco del Gatto, prevalgono soprattutto le sue doti eroiche e da latin lover, a volte un po’ noiose.
Secondo la ricetta di Shrek, tornano i riferimenti alle favole: ecco quindi il Gatto alle prese con fagioli magici, un’enorme pianta e un’oca dalle uova d’oro, facendo del racconto Jack e la pianta di fagioli il perno del film. La narrazione ha perso però il tono dissacrante e assume più un taglio per bambini. I richiami alle favole sembrano pretestuosi.
Nell’impresa di rubare i fagioli magici il Gatto sarà ostacolato e aiutato da due nuovi personaggi, la gattina Kitty Zampe di Velluto (doppiata nella versione originale da Salma Hayek, in quella italiana da Francesca Guadagno), da cui è vistosamente attratto, e l’amico d’infanzia Humpty Dumpty, grosso uovo antropomorfizzato, personaggio tratto da una filastrocca di Mamma Oca, utilizzato da Lewis Carroll in Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò.
Nessuna delle due new entry, però, ha un appeal particolare, seppur mosse da una psicologia più complessa e ambigua di quella del Gatto.
Il ripetitvo e lungo utilizzo di flashback penalizza il ritmo.
Il tenero e amato Gatto con gli stivali si ritrova così ad avere sulle piccole spalle pelose gran parte del peso del film e, ahimè, come personaggio protagonista non riesce a convincere. Per la gioia di Ciuchino e Shrek.
SCHEDE E FOTO DEI FILM IN USCITA
- Venerdì 16 Dicembre 2011










I calendari 2012
Tutto su Belen Rodriguez
Tutto su Lady Gaga








Talent show: le 10 star internazionali più amate su Facebook
Musica, le gallery più cliccate: Jennifer Lopez e Noemi in testa, e ci sono sorprese


Le ragazze di Periscopio
Le foto più belle, settimana dopo settimana
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.