
Christian De Sica in "Vacanze di Natale a Cortina" (Credits: Filmauro - Tullio Deorsola)
“Morto un papi, se ne fa un altro”. E’ la battuta che, per ovvie ragioni, resta più impressa del nuovo cinepanettone, come sempre capitanato dall’istrionico Christian De Sica. E’ proprio lui il “papi” del film, avvocato di uno studio prestigioso che decide di mollare la sua ultima fiamma, l’avvenente segreteria di ventinove anni, perché si sente “ridicolo”. E tutto per provare finalmente ad essere fedele a sua moglie, “quella pora disgraziata de Fiano Romano”, alias la vendicativa Sabrina Ferilli. “E’ una delle pochissime attrici, dopo Monica Vitti e Giovanna Ralli, a saper fare la commedia - commenta il mattatore - sa essere bellissima e prendersi anche molto in giro”.
Ormai è il quarto film con la coppia De Sica-Ferilli: cos’altro dobbiamo aspettarci?
Speriamo tanto altro ancora: recitare con Sabrina è sempre stato un ballare fantastico, ci troviamo in grande sintonia. E’ la parner ideale, bellissima e comicissima, con Megan Gale o le varie bellezze del momento non era proprio la stessa cosa. Siamo due cavalli che tra loro legano molto bene e non riesco ancora a capire come mai Aurelio De Laurentiis non ci faccia fare insieme una serie di film e telefilm. Siamo una coppia perfetta a livello di commedia, altro che Massimo Boldi: Sabrina è molto meglio!
A proposito di Boldi, lei è sempre stato considerato come un “attore di coppia”, le ha mai pesato questo tipo di classificazione?
Moltissimo, anche perché non credo di essere mai stato davvero un attore di coppia, è che con Boldi avevamo avuto un successo pazzesco. Ora, senza nulla togliere a Massimo con cui mi sono divertito da matti per anni, grazie anche ad altre esperienze lavorative tutti sanno che io faccio il mestiere dell’attore, non dell’attore di coppia. E l’ho dimostrato anche nel cinepanettone con Massimo Ghini: un duo in genere è formato da vittima e carnefice, lì eravamo due carnefici e funzionavamo lo stesso. Oggi sono fiero che stampa e addetti ai lavori si accorgano di me e mi definiscano bravo, anche quando non ho accanto un partner di scena.

Sabrina Ferilli e Christian De Sica in una scena del nuovo cinepanettone (credist: Filmauro)
A proposito di altre esperienze lavorative: dopo The Tourist cosa ha in cantiere per “evadere” dal solo filone natalizio?
Il regista Florian Henckel von Donnersmarck mi ha promesso di richiamarmi per fare un altro film con lui in Germania, comunque ho già iniziato a girare il film tv di Pupi Avati per la Rai in cui sono il suocero della Ramazzotti. Non rinnego i film di Natale, tutt’altro, li ringrazio: solo grazie a quella notorietà ho potuto scrivere un libro, fare show a teatro, fare tv e anche un altro tipo di cinema. Il sogno di tutti i comici è recitare ruoli drammatici, io da tanti anni sto cercando di realizzare il film Una porta nel cielo, sulla storia d’amore tra mamma e papà, e quello sarà un film chiaramente non comico. Detto questo, mi auguro anche che un giorno Neri Parenti mi chiami per fare Indiana Jones, considerato che sono anche molto più giovane di Harrison Ford!
Ma è vero che Neri Parenti la chiama “Cary Grant dei noantri”?
Verissimo, però io ho fatto 94 film e Grant solo 37! Tra me e Neri ormai c’è un rapporto tale che ci capiamo con uno sguardo, ci accomuna un senso dell’umorismo un po’ cinico: fa più ridere il demonio di San Francesco, è più facile far ridere interpretando misogini, prepotenti, maleducati come ho fatto io in questi anni. E nel rendere simpatici dei mascalzoni ho seguito la scuola di Sordi che suonava lo xilofono sulla testa delle vecchiette.
Tornando al film, della battuta sul “papi” che mi dice?
Era di sceneggiatura, non c’è niente di politico, sarebbe stato uno sciacallaggio nei confronti di una cosa finita. E tutto si può dire di questo film tranne che sia un’opera scritta male o buttata lì: negli ultimi anni eravamo caduti su gag troppo meccaniche, quest’anno invece Sabrina e io abbiamo un episodio da commedia, con le dovute distanze da Vitti e Sordi, ma comunque dialoghi brillanti che si basano molto sulla forza della parola: è un piacere che Parenti e i fratelli Vanzina siano tornati a farci fare queste cose, ci mancavano.
- Venerdì 23 Dicembre 2011









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