
Ashton Kutcher e Lea Michele in una scena di "Capodanno a New York" (credits: Kika Press)
Chissà come la prenderà Demi Moore a vedere il suo ex toy-boy Ashton Kutcher flirtare amorevolmente con la collega Lea Michele, sua partner di set in Capodanno a New York. Certo è che certe scene del film - firmato non a caso dal regista di Pretty Woman e Appuntamento con l’amore - faranno la gioia di tutte le inguaribili romantiche tra il pubblico, che sognano un Capodanno emozionante almeno la metà di quello che propone Garry Marshall in questa sua pellicola romantica per palati facili. Un cast che definire stellare è riduttivo: dalla regina di Sex and the city Sarah Jessica Parker (che New York sarebbe senza di lei?) a sua maestà Robert De Niro, da Michelle Pfeiffer a Hilary Swank, passando per le splendide Halle Berry, Katherine Heigl e Jessica Biel. E ancora, la coppia che ha furoreggiato su tabloid e siti di gossip, Ashton Kutcher e Lea Michele (ci sono o ci fanno? - è la domanda che risuona per la rete, dato che lei lo definisce “very hot” e lui si fa fotografare in pose estremamente “piacioniche” con lei), i giovanissimi Abigail Breslin e Zac Efron, e persino Jon Bon Jovi.
Con un cast del genere, la sceneggiatura può passare in secondo piano, e in effetti purtroppo così è, tante sono le fila che intreccia in maniera spesso sbrigativa Marshall, sfiorando i più diversi temi e spingendo spesso l’acceleratore sulla lacrima facile, descrivendo ora un malato terminale (Bob De Niro, come al solito convincente in ogni singola esalazione di respiro), ora una donna sola di fronte al pc (Halle Berry, più affascinante di sempre) intenta a parlare con suo marito in missione in Iraq via Skype, e a baciare uno schermo gelido.
Gli episodi che riguardano gli altri protagonisti seguono vie più comiche, ma il punto più esilarante si raggiunge paradossalmente ai titoli di coda, davvero imperdibili, tra gaffes, errori di battute, scherzi, scene rigirate, ruoli invertiti e un cast che davvero dimostra sintonia e autoironia.

Halle Berry e Robert De Niro in una scena del film (credits: ufficio stampa)
Certo, c’è attore e attore: Robert De Niro, ad esempio, con Marshall si è impuntato: “Voglio che i miei occhi siano adatti al personaggio”, pare gli abbia intimato, così “ha messo le lenti a contatto e abbiamo passato parecchio tempo a lavorare solo su quell’aspetto - dichiara il regista- è davvero un tipo preciso”. Preciso, e pure goloso: la sua passione per le mozzarelle di bufala ormai è nota ai più, e se Marshall ha provato a convincerlo lavorando con lui in scena, Giovanni Veronesi e Michele Placido per imbonirselo sul set di Manuale d’amore 3 gli portavano mozzarelle di bufala a go go.
“Le facevo venire tutte le settimane da Battipaglia”, precisava Placido. E la voce si è sparsa a tal punto che non solo a Sanremo il suo camerino era invaso di mozzarelle, ma anche oltreoceano Bradley Cooper, con lui nel film Limitless, ha ammesso: “De Niro era ossessionato dal trovare la migliore mozzarella a Filadelfia, così io mi ero prefisso questo obiettivo: fargli trovare ogni mattina almeno due o tre mozzarelle sul set”. Vizi da star, d’accordo, ma fosse questo, in fondo, l’ingrediente segreto per diventare attori leggendari?
- Martedì 27 Dicembre 2011









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