“E’ importante - specie in questo periodo - tornare a comprendere quello che il nostro territorio offre. E’ di una ricchezza incredibile tutta di scoprire”, parola di Gianfranco Vissani. Uno degli chef più famosi d’Italia e grande protagonista della cucina in televisione torna sul piccolo schermo con una nuova trasmissione che andrà in onda su La7 dal prossimo 22 gennaio. Insieme a Michela Rocca condurrà le venti puntate di “Ti ci porto io”, format “on the road” che guiderà i telespettatori in un viaggio alla scoperta delle bontà nascoste dell’Italia.
“Parleremo di prodotti, di storia della cucina, di tracciabilità - racconta Vissani - andremo nei piccoli paesi, dagli allevatori e agricoltari a chiedere loro cosa producono e come vivono: è importante capire cosa arriva sulla nostra tavola e di conseguenza cosa finisce nel piatto: la buona cucina parte dalla spesa che si fa”
Chef, cosa ne pensa di questo moltiplicarsi di trasmissioni televisive che trattano di temi legati alla gastronomia?
“In senso assoluto credo che sia una cosa buona. La passione per la gastronomia è dominante da sempre nella cultura italiana, forse oggi ha solo trovato una nuova forma per esprimersi. La cucina è un’arte come la letteratura, la scultura o la pittura e l’amore che può sviluppare è notevole. Anche anticamente duchi, conti e nobili adoravano la buona tavola e l’hobby gastronomico ha sempre coinvolto gli italiani. Ora tradizione e innovazione vanno a braccetto e in tv si parla di questo. Il problema è il business che il mercato eno-gastronomico ha prodotto.”
In che senso?
“Nel senso che il rischio è che non ci sia più l’attenzione alla materia prima: si va al ristorante per mangiare con gli amici e si cercano piatti appariscenti e di grande effetto, ma raramente capita di chiedere da dove provengano le materie prime utilizzate? Questo qualunquismo rischia di abbassare il livello e di banalizzare l’arte culinaria, ed è quello che potrebbe succedere anche con un abuso delle trasmissioni di cucina in televisione. La globalizzazione ha appiattito la spesa che si fa tutti i giorni e la grande industria ci marcia a scapito dei prodotti locali. Questo fenomeno si moltiplica quando si tratta di tv: cucinare è diventato uno show, ma con i tempi dei blocchi televisivi non si è in grado di far vedere bene una ricetta e il rischio, appunto, è quello di banalizzare. Chi ci mangia sono gli chef: oggi se ne vedono che vanno in giro col porche e stanno in vacanza a Cortina, un tempo i cuochi non erano così ricchi. Attenzione: non c’è giudizio di merito in questo, solo la presa d’atto di una situazione. “
E’ da qui che nasce l’idea della nuova trasmissione?
“Sì e speriamo che funzioni. Io sono un battitore libero, non ho una scuderia e ho sempre fatto quello che mi andava. Sono stato tra i primi ad andare in televisione, quindi credo che comunque sia una cosa buona altrimenti non lo farei, ma ora desidero riportare l’attenzione sugli ingredienti e sulla stagionalità dei prodotti della terra. In giro non si trovano più polli ruspanti, ad esempio. Mangiamo dei petti di pollo grandi come un vitello e non si sa con che cosa siano pompati. Il pollo è così buono e dobbiamo riscoprirlo e saperlo scegliere. Impariariamo a mangiare le parti meno nobili dell’animale, come la trippa, il midollo, lo schienale. Tutti a spendere soldi col filetto quando ci sono leccornie dimenticate che si possono acquistare con pochi euro. Ecco questo è il messaggio che cercheremo di dare: proviamo a capire cosa mangiamo e a vedere se esiste un modo per farlo meglio e in maniera più intelligente”
- Martedì 3 Gennaio 2012










I calendari 2012
Tutto su Belen Rodriguez
Tutto su Lady Gaga








Talent show: le 10 star internazionali più amate su Facebook
Musica, le gallery più cliccate: Jennifer Lopez e Noemi in testa, e ci sono sorprese


Le ragazze di Periscopio
Le foto più belle, settimana dopo settimana
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.