Un uomo prigioniero del suo corpo e del suo passato, dilaniato dai sensi di colpa e drogato di un sesso cannibale che gli divora l’anima. Per interpretare un personaggio così difficile Michael Fassbender, 34 anni e un fascino irresistibile che già lo classifica, insieme a Ryan Gosling, al top della lista dei più attraenti neodivi hollywoodiani, ha dovuto spogliarsi, non solo metaforicamente (una scena di nudo frontale ha dato materiale per una robusta rassegna stampa), per affrontare la parte più oscura di sé, quella che né Quentin Tarantino in Bastardi senza gloria né Matthew Vaughn in X-men–L’inizio avevano osato fare emergere.
Il suo Brandon, tormentato e memorabile sessuomane protagonista di Shame (dal 13 gennaio nelle sale), a Venezia gli è valso la Coppa Volpi. Ma lo ha anche sovraesposto all’attenzione di pubblico e critica, eccitati dalla scabrosità del tema del film. Così, dopo l’acclamazione veneziana, Fassbender ha staccato da tutto ed è fuggito. Non con una donna, ma con suo padre Josef.
Dopo la premiazione in Laguna cosa ha fatto?
Ho dormito, tantissimo. E mi sono preso del tempo per me, non mi va che la gente si stanchi della mia faccia. Ho fatto un meraviglioso viaggio in moto con mio padre, 5 mila chilometri alla scoperta delle bellezze dell’Europa, dalla Croazia alla Spagna, passando per l’Italia: dalla Sicilia al lago di Garda. E ho scoperto di non poter fare più a meno di due cose.
Quali?
La pasta, che mangiavo a pranzo, cena e colazione; e lo stile di vita italiano, che non è poi tanto diverso da quello irlandese: un umorismo leggendario, la battuta sempre pronta e la voglia di esagerare, anche su strada. Lo dice uno che di strada se ne intende: guidare è la mia catarsi.
Altri modi per rilassarsi?
Amo scrivere. L’ultima tappa di quel viaggio è stata Londra, dove mi sono incontrato con alcuni scrittori per sviluppare un progetto. Ho una piccola società di produzione e, grazie ai blockbuster di successo a cui ho partecipato, da 300 a X-Men, ora può mettersi in marcia verso la realizzazione di alcuni lavori.
Lei passa con disinvoltura da film commerciali a opere d’autore: come si è preparato a interpretare un sessuomane disperato?
Provavo a capire e non giudicare, cercando di individuare quali caratteristiche ho in comune con Brandon, quale parte di me dover esplorare per raccontarlo meglio. Alla fine ho realizzato che lui è solo il risultato del mondo in cui viviamo e della fame che ognuno sente dentro. «Accesso fino all’eccesso» lo chiamo io: oggi possiamo avere tutto e subito, cibo, droghe, alcol, sesso. Il mondo è seriamente malato di ansia e Brandon non è che uno dei miliardi di uomini che ne scontano le conseguenze, con lotte interiori incredibili.
Quale aspetto la sciocca di più delle dipendenze?
La loro gigantesca influenza sulla mente: non riesci a lavorare o mantenere relazioni stabili, non hai più controllo su nulla. Senti solo un impulso irrefrenabile verso qualcosa e non puoi farci niente, anche se sai rovinando te e quelli che hai accanto. È maledettamente difficile uscirne.
E della sessuomania?
Il volere a tutti i costi sentire qualcosa. Nel film Brandon provoca un tipo in un pub per farsi picchiare perché è come se tutte le sue avventure sessuali non gli lasciassero niente: quando sei abituato a sentire solo vuoto e solitudine, non vedi l’ora di sentire qualunque cosa che non sia la vergogna che provi dentro.
Come si è preparato ad affrontare scene di sesso estreme?
Nella mia vita ho avuto molto tempo per divertirmi da solo (ride, ndr) e poi anche con altre persone. Sulle prime mi sentivo molto a disagio nudo, anche in imbarazzo, poi mi sono detto: «Ok, è ora di andare avanti». Sul set mi preoccupavo più degli altri che di me, cercavo di mettere a loro agio le mie partner di scena. È importante sia chiaro a tutti che sei lì per lavorare, non per approfittarti della situazione.
Il segreto per fare scene di sesso credibili?
Da quanto ho potuto sperimentare direi che bisogna superare le timidezze e parlare molto con le colleghe. Chiedevo sempre alle ragazze in scena se stessero comode, se c’erano cose che non volevano facessi, cercavo di capire fin dove potermi spingere, muovendomi. Con attenzione e rispetto affinché si sentissero sicure e si fidassero di me.
- Martedì 10 Gennaio 2012










I calendari 2012
Tutto su Belen Rodriguez
Tutto su Lady Gaga








Talent show: le 10 star internazionali più amate su Facebook
Musica, le gallery più cliccate: Jennifer Lopez e Noemi in testa, e ci sono sorprese


Le ragazze di Periscopio
Le foto più belle, settimana dopo settimana
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.