
Kristin Scott Thomas in 'La chiave di Sara' (Credits: Ufficio Stampa)
Ascolta, più che parlare. E quando lo fa fissa il suo interlocutore con attenzione, quasi lo studiasse, e calibra le parole con classe e attenzione. Kristin Scott Thomas è un’attrice d’eccezione: classe 1960, britannica naturalizzata francese, è una delle interpreti più ammirate e premiate in tutto il mondo. Merito del suo talento, e forse di una malinconia che le rabbuia gli occhi anche quando sorride e li rende magnetici. Un passato burrascoso alle spalle (la morte del padre da piccola, poi una giovinezza di stenti come ragazza alla pari), la fuga a Parigi e oggi una carriera invidiabile, ben divisa tra progetti hollywoodiani e opere europee. Non ha mai abbandonato il cinema francese, ne è prova ‘La chiave di Sara’, mystery movie da poco uscito nelle nostre sale che affronta lo spettro dell’Olocausto.
A questo punto della sua carriera, in base a quali criteri seleziona le proposte che le arrivano?
Innanzitutto deve piacermi la storia, altrimenti è inutile. Poi devo stimare il regista, sia a livello professionale che umano, perché sarà lui a darmi indicazioni per tutta la durata delle riprese. Infine, delle ragioni più pratiche: questioni non tanto economiche, quanto geografiche. Sapere dove si gira un film è fondamentale: accetto volentieri i film ambientati a Parigi, essere a 100 metri da casa non è male.
Quali personaggi la intrigano di più?
Quelli che non ho mai fatto prima, quelli negativi perché sono molto brava ad interpretarli e in generale quelli di fantasia, perché mi consentono più libertà di creazione. Di fatto dipende sempre con chi lavori, in genere trovo divertente creare da zero un personaggio, e se hai un buon regista diventa un’improvvisazione stile “free jazz”. Del resto l’interpretazione è una faccenda musicale: il testo è lì, sta a te dargli una melodia.

L'attrice in una scena del film (Credits: Ufficio Stampa)
Avere accanto un attore bravo come lei la stimola o la intimidisce?
Mi diverte: quando hai davanti un buon attore è straordinario. Poi dipende, ci sono colleghi molto credibili, efficienti, che sanno tutte le battute, e ci sono attori in cui invece avverti subito una libertà speciale. Sono quelli che preferisco: imprevedibili, geniali, ti trascinano con loro, e tu senti il pericolo che possono davvero combinare qualsiasi cosa, ma continueresti lo stesso a guardarli per ore.
Lei crede di essere così?
Non lo so. Non ho mai recitato con me stessa!
Quando rivede i suoi film come si giudica?
Non mi rivedo: odio rivedermi sullo schermo, perché lì vedo una che finge e io non le credo.
- Lunedì 23 Gennaio 2012









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