
Adriano Celentano (Credits: Ljos)
“Premetto che considero Celentano un grande artista. Non mi scandalizzano le sue pretese economiche perchè rientrano nelle leggi del mercato. Mi scandalizza il suo comportamento. Lui, come artista, deve rendere conto del suo operato al direttore di Raiuno e al direttore generale Rai”.
E’ l’opinione di Adriano Aragozzini sulla querelle tra Adriano Celentano e la Rai e sulle pretese dell’ex Molleggiato per la sua partecipazione alle prossima edizione del Festival di Sanremo. Nel giorno della firma del contratto che dovrebbe dare a Celentano libertà di espressione e un compenso di 300mila euro a serata per un massimo di 750mila, il dibattito è acceso. E si arricchisce della testimonianza di Aragozzini, ex organizzatore di cinque edizioni della kermesse canora dal 1989 in poi, di cui quelle del ‘90 e del ‘91 sono considerate tra le migliori di tutte le edizioni del festival. Gli ascolti furono altisssimi con più del 75% di share nelle serate finali.
Aragozzini ha anche portato il festival nel mondo grazie all’evento Sanremo in the world, è stato manager di artisti quali Modugno, Patty Pravo, Renzo Arbore, e produttore degli spettacoli di cantanti internazionali quali Ray Charles, Ella Fitzgerard, Tina Turner. Grazie alla sua esperienza il produttore - manager spiega il suo disappunto per l’atteggiamento di Celentano ed ha parole dure anche nei confronti del direttore artistico del Festival Gianmarco Mazzi.
Cominciamo dalla pretesa di non avere nel suo intervento interruzioni pubblicitarie.
E’ assurda per due motivi fondamentali. In primis, chi dovrebbe pagare Celentano se non gli introiti pubblicitari? Certo, in tempi di ristrettezze ed economie, il suo cachet non può gravare sulle casse dell’azienda. Inoltre, con tutto il rispetto per la sua bravura, trenta o quaranta lunghi minuti di spettacolo decreterebbero una vertiginosa caduta dello share con perdita di spettatori. Un evento come il festival di Sanremo non può permetterselo. Inoltre Sanremo è il festival della canzone e non uno show di Celentano. Se la Rai vuole Celentano gli dia un programma come ha fatto in passato.
Poi ci sono i legali della Rai che richiedono il rispetto del Codice Etico dell’azienda.
La pretesa di non firmare questa clausa è inaccettabile. Ho sentito da qualche parte Celentano avrebbe affermato di conoscerlo bene il codice etico, perchè glielo hanno insegnato i genitori da piccolo. Un comportamento infantile non degno di un professionista ultra settantenne. Lui ha l’obbligo di firmare, lo impongono tutte le aziende, e la Rai non può certo fare eccezione. Anzi, deve dare l’esempio.
Se firmasse il codice etico potrebbe anche non consegnare ai dirigenti Rai i testi del suo intervento. Giusto?
E’ così, anche se ritengo inammissibile che un artista non dia ai vertici dell’azienda per la quale lavora almeno una traccia di quanto dirà in diretta. Celentano vi è abituato, in quanto la Rai a lui lo ha consentito in passato. Ma normalmente sarebbe assurdo.
Il direttore artistico Gianmarco Mazzi si è schierato dalla parte di Celentano. Che ne pensa?
E’ inaccettabile. Come è possibile che Mazzi, scritturato e pagato dalla Rai, dia ragione a Celentano? Anche se, per assurdo, la Rai avesse torto, lui avrebbe dovuto in ogni caso condividere le decisioni dell’azienda.
Nei giorni scorsi si sono rincorse indiscrezioni, non confermate, di possibili dimissioni di Mazzi da direttore artistico. Solo una bufala?
Mi auguro di si. Sarebbe deprecabile se ci fosse anche un briciolo di verità.Infatti se fosse vero, a un mese dal festival la Rai avrebbe comunque un grave danno.

Claudia Mori e Adriano Celentano (Credits: La Presse)
Quale crede sia stato il ruolo di Claudia Mori in questa querelle?
Lei è la manager di suo marito. E’ giusto che si esprima secondo le volontà del suo assistito. Ma ritengo che la parte fondamentale l’abbia fatta proprio Celentano.
L’ultima domanda: Se fosse stato lei il direttore artistico del festival, Celentano lo avrebbe scritturato?
Come cantante in concorso, sicuramente si. Come ospite cantante con certezza no. Questa è stata la filosofia dei miei festival. In quegli anni ci venne proposto molte volte Celentano come ospite. Ma io e la Rai lo abbiamo sempre rifiutato. Ne sono testimoni i vertici Rai dell’epoca, il direttore e il condirettore di Raiuno, Carlo Fuscagni e Lorenzo Vecchione e il capostruttura Mario Maffucci.
- Venerdì 27 Gennaio 2012









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