
Bianca Casady
Il 2012 è appena iniziato, ma il livello di mostre degne di nota è già alto.
Alla Galleria Patricia Armocida di Via Lattanzio a Milano, dal 7 Febbraio al 21 Marzo, sarà allestita Grasswidow, la seconda mostra personale di Bianca Casady: eccentrica, trasversale, poetessa, cantante americana del duo Cocorosie. L’artista torna dopo tre anni dalla precedente mostra con una cinquantina tra disegni, collages e fotografie.
Bianca Casady autoproclamatasi scrittrice più di ogni altra cosa crede che la sua prosa prenda forma nel modo più naturale in espressioni visive come nei testi. Da sempre, in molte delle sue opere, le parole accompagnano i disegni: poesie visionarie, immagini decadenti che fluttuano su copertine di libri bruciati, cera colata su tarocchi, simulacri di un potere sovraumano, evocatori di rituali magici.
La serietà del disegno di antichi libri d’anatomia viene stemperata dai suoi interventi pittorici ai quali sovrappone elementi kitsch, come ciocche di capelli, piume colorate, glitter, scintillanti stickers di delfini.
Bianca afferma:
Mi diverto a compensare l’antico con il carattere moderno e grottesco della plastica.
Nel suo paradiso artificiale di unicorni e arcobaleni l’artista si diverte a sovrapporre svastiche, stelle di David, croci della Camargue, tutti insieme nello stesso parco giochi; simboli che affiorano e perdono così il loro significato storico, religioso e politico, recuperando il loro valore originario.
Ritorna il Burqa, che nelle opere precedenti denunciava la situazione dell’omofobia in Iran, mentre nelle nuove opere viene fatto indossare indistintamente a uomini e donne, per approdare ad un’androginia libera da preconcetti.
Lei stessa cerca di superare le distinzioni di genere attraverso le sue personificazioni, giocando sulla dicotomia maschile/femminile, la sua personalità cangiante sembra abitare più corpi e più epoche allo stesso tempo. La trasformazione è parte della sua ricerca:
L’arte di cambiare se stessi è il primo passo verso una nuova luce.
Bianca nel corso degli anni ha creato tutti i video e gli abiti per i concerti delle Cocorosie, sono assemblaggi di stoffe, ritagli, combinazioni paradossali di costumi pop, vittoriani, parrucche, trucchi rituali e gotici.
Nelle fotografie ritrae sua madre e il suo compagno, travestiti e trasfigurati nei suoi alter ego, sui quali dipinge trasformandoli in un altro attore, veicolo e narratore del suo infantile incanto.
Il nuovo corpo di lavori parla anche di solitudine e isolamento, esplora l’universo di possibilità all’interno delle quali ci sentiamo prigionieri: del nostro genere, della nostra razza, della nostra cultura.
Con il termine grass widow si indica una donna il cui marito è spesso lontano per lunghi periodi di tempo; per l’artista la parola assume un significato più ampio: Grasswidow è qualcuno che si trova in uno stato di attesa, aspettando la felicità, colto in uno stato temporaneo di cordoglio che non lo abbandona mai, in una provvisorietà perpetua.
- Venerdì 3 Febbraio 2012









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