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Demi Moore - Credits: ©kikapress.com
Nuove ombre sul crollo psicofisico di Demi Moore: il dottor Keith Ablow, psichiatra, riaccende l’ipotesi che l’attrice abbia tentato il suicidio, congettura che era già comparsa in Rete dopo la diffusione della chiamata al 911, quella che portò al ricovero ospedaliero.
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Dettaglio importante: il dottor Ablow non ha visitato Demi Moore e i suoi ragionamenti sono formulati in favore di Fox News Channel, col quale collabora. Ciò che dice è dunque da prendere con le dovute cautele.
L’analisi di Ablow parte dalla notizia che l’attrice è stata ricoverata presso il Cirque Lodge dello Utah, clinica specializzata nella riabilitazione delle star che in passato ha assistito Lindsay Lohan, Eva Mendes, Mary-Kate Olsen e Kirsten Dunst.
Secondo E!, Demi Moore è ricoverata in “total lockdown”, cioè, spiega Ablow:
“un’unità psichiatrica chiusa dalla quale i pazienti non possono uscire senza prima averne informato i responsabili. Talvolta è necessario anche che lo staff si pronunci sulla tua capacità di lasciare la struttura in sicurezza. Questo perché le persone ricoverate in questo tipo di posti sono generalmente ritenute incapaci di prendersi cura di sé, fino al punto di cedere a istinti suicidi, o anche omicidi.”
Secondo le ricostruzioni della stampa statunitense, Demi Moore è stata ricoverata il 23 gennaio, poche ore dopo che un’amica aveva chiamato il 911 dicendo che l’attrice aveva “fumato qualcosa… simile all’incenso… e sembra in preda a un qualche tipo di convulsione”. Sempre secondo la registrazione della telefonata, era “in stato di semi incoscienza”, con una respirazione “non normale” e “la temperatura corporea alle stelle”.
Proprio questi dettagli avevano fomentato l’ipotesi del tentato suicidio, o quanto meno di un’accidentale overdose, nonostante il portavoce di Demi Moore abbia sempre sostenuto che il crollo e il successivo ricovero erano imputabili a stress ed esaurimento, e nonostante il gossip propendesse per l’anoressia (una fonte di People Magazine ha dichiarato che la sua dieta consisteva in “Red Bull e nient’altro”).
Al di là delle congetture, tutti rintracciano il punto di rottura di Demi Moore nella fine della relazione col marito Ashton Kutcher, ufficializzata il 17 novembre 2011 dopo 6 anni di matrimonio (si sono sposati il 24 settembre 2005). Il dottor Keith Ablow conferma:
“Per una persona con seri problemi di autostima, una perdita come quella subita da Moore in seguito al divorzio da Kutcher potrebbe essere vissuta come una vera e propria calamità, scaraventandola nel buco nero della disperazione.”
Da qui la depressione, quindi l’abuso di farmaci o droghe, l’ossessione di mantenersi giovane e poi il tracollo. O anche, la tentazione di farla finita.
- Martedì 7 Febbraio 2012









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