
Whitney Houston in un recente concerto (Credits: DPA / lapresse)
da Los Angeles, Valentina Martelli
In pochi minuti la notizia ha fatto il giro del mondo via internet scioccando milioni di fan e il mondo della musica. Whitney Houston è morta. Quattro parole, un tam tam virtuale. Quasi un ritmo, come la musica che lei amava.
E’ morta a 48 anni in una stanza d’albergo, al Beverly Hills Hotel. Avrebbe dovuto partecipare al party pre-Grammy, i premi della musica che si terranno domani, e che lei aveva vinto per ben sei volte. A trovarla è stata una delle sue guardie del corpo che, assieme al personale dell’hotel e poi ai paramedici, si è dato da fare, inutilmente, per cercare di riportarla in vita.
Whitney è stata dichiarata ufficialmente morta alle 15.55 di Los Angeles (le 00.55 ora italiana). L’annuncio è arrivato dalla sua Pierre, Kristen Forster, che però non ha specificato le cause del decesso, ora oggetto di indagini. Fonti confermano non esserci, però, segni di crimine all’interno della stanza. Forse Whitney è stata vinta, da quei demoni che cercava da anni di sconfiggere, che avevano preso il controllo della sua vita e della sua carriera.
Regina incontrastata della musica pop negli anni Ottanta e Novanta aveva visto la sua immagine regale e la sua maestosa voce devastate da anni di abusi di droghe, da un matrimonio tumultuoso, con il cantante Bobby Brown e da comportamenti spesso eccessivi. Figlia di un militare e di una cantante gospel, Whitney, nata in New Jersey, era cugina di un’altra star del pop, Dionne Warwick e figlioccia della grande Aretha Franklin. Leggendari, i suoi successi, da “How Willi I Know” a “I Will Always Love You”.
Nella Billboard Hot 100 piazzò sette singoli consecutivi al numero uno diventando, assieme a Michael Jackson, l’artista di colore di maggior successo con 170 milioni di dischi venduti nel mondo. La voce e il corpo della musica, attrice e diva, raggiunse anche grandissima popolarità sul grande schermo, con il film “The Bodyguard“, al fianco di Kevin Kostner.
E al cinema avrebbe dovuto tornare quest anno, partecipando a “Sparkle,” remake della hit del 1976 , ispirato dalla storia de The Supremes. Sarebbe stata la sua prima apparizione, dal 1996, quando interpretò “Uno sguardo dal Cielo”.
E mentre il tam tam sul web continua e la lista di messaggi di amici, colleghi, fan, si allunga, arrivano i primi commenti dalla famiglia. La madre, Cissy Houston aveva parlato con la figlia meno di mezz’ora prima della sua morta. La cugina Dionne Warwick, nella tarda mattinata, per assicurarsi di essere allo stesso tavolo al party di stasera. Per entrambe Whitney stava bene. Tutto pareva tranquillo.
“Il mio più grande demone sono io - aveva dichiarato durante un’intervista nel 2002 con l’allora marito accanto - posso essere la mia miglior amica o il mio peggior nemico”.
- Domenica 12 Febbraio 2012









I calendari 2012
Tutto su Belen Rodriguez
Tutto su Lady Gaga








Talent show: le 10 star internazionali più amate su Facebook
Musica, le gallery più cliccate: Jennifer Lopez e Noemi in testa, e ci sono sorprese


Le ragazze di Periscopio
Le foto più belle, settimana dopo settimana
Commenti
Puoi lasciare un commento, oppure fare trackback dal tuo sito.
Il 12 Febbraio 2012 alle 19:20 I vip (su Twitter) per la morte di Whitney Houston | Vivi Fiano Romano ha scritto:
[...] morte di Whitney Houston, divide sul web, così come le morti dei più grandi artisti della musica. Da Michael Jackson a Amy [...]
Il 23 Marzo 2012 alle 11:55 - Vivi Capena ha scritto:
[...] arriva in queste ore la conferma dell’ipotesi di annegamento avanzata al momento della tragica morte di Whitney Houston, avvenuto lo scorso 11 febbraio, alla vigilia dei Grammy [...]
Devi aver fatto log-in per inserire un commento.