Di Antonella Matarrese
“Se c’e’ una cosa che mi fa male e’ l’acqua minerale”: sulle note di Fred Buscaglione scretchiate da Morgan, in versione dj alla sfilata di John Richmond, si e’ andata concludendo la prima giornata di sfilate milanesi (22-28 febbraio). Riflettori accesi, decine di mercedes blu dalle quali vengono catapultati gli addetti ai lavori, in primis i buyer globali stretti nei loro gessati yankee con stringate preferibilmente senza calzini e poi una fiumana di giornaliste abbarbicate su improbabili plateau e vertiginosi stiletto. Tutto intorno una marea di avventori, curiosi e studenti delle scuole di moda in odore di fashion blogger, per perpetrare un rito sempre uguale pur nella sua tenace ricerca del nuovo.
Ad aprire il calendario delle sfilate di pret-a-porter per il prossimo autunno inverno 2012-2013 e’ stata Simonetta Ravizza che ha declinato in passerella tutta le possibili varianti degli animali dotati di pelo e a dire il vero non e’ stata l’unica. Anzi, per la gioia delle fashion victim l’imperativo estetico per il prossimo inverno e’ già stato lanciato: pelliccia, pelliccia, pelliccia. Alla faccia degli animalisti e del politicamente corretto.
Ma il momento apicale della giornata e’ stato rappresentato dalla sfilata di Gucci dove erano presenti gli stati generali dei management di peso oltre ai più importanti compratori americani e asiatici. Tutti ad ammirare una collezione dai toni romantici noir che parte dalla ricerca di materiali importanti come i velluti, i tessuti da tappezzerie e i broccati per arrivare a proporre una femminilità che si esprime attraverso pantaloni dal taglio equestre, pantaloni ampi che lasciano intravvedere la silhouette della lunga gamba e cappotti dal taglio militare, maxi, maschili eppure estremamente seducenti. Strepitosa la colonna sonora: un mix di lirica tratta dal film ‘La Diva’ e di sonorità dei Symmetry. Pezzo di culto la Stirup bag che ricorda una staffa.
Ben diverso il parterre di John Richmond, in prima fila, come da copione, Roberto Formigoni, Raffaella Zardo, lo schermitore Aldo montano, Geronimo La Russa. Che frastornati dai decibel propinati da Morgan alla consolle hanno applaudito a una collezione quasi bon ton con crinoline e mini abiti demi couture, dal taglio scostato dal corpo. In tailleur pantalone di giorno, con spalle severe e tessuti maschili, in chiffon e pelliccia di sera: e’ questa la doppia anima della femmina di Alberta Ferretti. “Sono donne attive e consapevoli”, dice la stilista? consapevoli di che? “Di voler sedurre”, risponde. I maschi anche questa volta sono avvisati.
- Mercoledì 22 Febbraio 2012











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